{"id":117,"date":"2015-07-06T03:06:17","date_gmt":"2015-07-06T03:06:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=117"},"modified":"2017-02-09T10:52:20","modified_gmt":"2017-02-09T10:52:20","slug":"il-voto-greco-resta-solo-un-segnale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2015\/07\/06\/il-voto-greco-resta-solo-un-segnale\/","title":{"rendered":"Il voto greco? Resta solo un segnale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/07\/B9qPULDIUAAjFQ8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-118\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/07\/B9qPULDIUAAjFQ8-300x200.jpg\" alt=\"B9qPULDIUAAjFQ8\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/07\/B9qPULDIUAAjFQ8-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/07\/B9qPULDIUAAjFQ8.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nL&#8217;attesa per il<strong> referendum<\/strong> in Grecia di questi giorni ha portato con s\u00e9 un profluvio di\u00a0toni millenaristici, messianici, pure apocalittici a seconda della prospettiva dalla quale si osservava la situazione in quel di Atene. Pareva di trovarsi di fronte alla scelta tra Ges\u00f9 Cristo e Barabba, pi\u00f9 in generale in una situazione di\u00a0<strong>assoluta esagerazione del\u00a0significato\u00a0del voto<\/strong>, e dei suoi effetti a breve-medio termine.<\/p>\n<p>Possiamo tranquillamente dire che la Grecia con questo voto <strong>non si \u00e8 guadagnata l&#8217;uscita dall&#8217;Euro<\/strong>, tantomeno quella dall&#8217;UE. Il voto di ieri \u00e8 stato un semplice diniego rispetto ad un progetto di riforma per il rientro dai debiti, e non un voto sull&#8217;adesione ad una UE che, almeno sulla carta, resta salda. E non resta salda\u00a0solo per fatalit\u00e0, o per rispetto verso\u00a0un patto, ma perch\u00e9 contrariamente a ci\u00f2 che si pu\u00f2 leggere un po&#8217; dappertutto in questo bailamme di voci e posizioni, a partire da Bruxelles ma soprattutto da Washington l&#8217;interesse \u00e8 quello di una Grecia pienamente inserita in un alveo geopolitico dalle tinte europee. Una Grecia al sapore di Dracma e conseguentemente di Vladimir Putin spaventa tanto la Merkel e Hollande quanto <strong>Obama<\/strong>, e segnerebbe un colpo troppo forte non tanto ormai per la stabilit\u00e0 finanziaria dell&#8217;eurozona (stiamo parlando di un paese virtualmente gi\u00e0 fallito) ma pi\u00f9 che altro per la sua <strong>stabilit\u00e0 politica e diplomatica,<\/strong> con una UE privata di uno stato culturalmente fondamentale e pure scippata dall&#8217;odiato presidente russo\u00a0di un paese essenziale per la storia e gli equilibri mediterranei.<\/p>\n<p>Lo stesso Tsipras non ha mai fatto mistero di voler rimanere nell&#8217;Euro, e la processione di adoratori vista ieri in terra ellenica, da Vendola a Ferrero, non \u00e8 altro che la riproduzione casereccia di <strong>una sinistra che mai ha parlato di una uscita dalla moneta unica<\/strong>, denigrando\u00a0spesso quest&#8217;ultima ipotesi come populistica, in un trionfo di ipocrisia pure piuttosto imbarazzante, se si pensa che negli ultimi tre giorni abbiamo assistito ad un&#8217;orgia di commenti trionfalistici sull&#8217;utilit\u00e0 della scelta popolare, del voto democratico e dell&#8217;Europa che fa scegliere. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/07\/B9qPULDIUAAjFQ8.jpg\"><br \/>\n<\/a>La Grecia ieri ha scelto Tsipras. Ma scegliendo Tsipras ha scelto un leader che in questi giorni riprender\u00e0 come prima, anzi pi\u00f9 fortemente di prima i <strong>colloqui<\/strong> con il FMI, con la Merkel, Schaeuble e gli altri funzionari economici che in questi anni si sono occupati a livello comunitario della disastrata situazione ellenica.<\/p>\n<p>Tsipras non \u00e8 il\u00a0Lenin\u00a0di cui ci parlano, e questo voto non \u00e8 una Rivoluzione d&#8217;Ottobre. E&#8217; solamente una piccola conferma per un <strong>governo di sistema<\/strong>, gi\u00e0 da stamattina\u00a0pronto\u00a0a cercare una soluzione condivisa con l&#8217;UE, che magari conceder\u00e0 qualcosina, una dilazione, un segnale, una pillola che, seppur indorata dalla retorica del voto, rester\u00e0 una <strong>pillola<\/strong>. L&#8217;importante per chi conta davvero, a partire da Tsipras e da Obama, \u00e8 che la Grecia resti nell&#8217;Euro e in Europa.<\/p>\n<p>https:\/\/www.facebook.com\/alessandro.catto.9<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;attesa per il referendum in Grecia di questi giorni ha portato con s\u00e9 un profluvio di\u00a0toni millenaristici, messianici, pure apocalittici a seconda della prospettiva dalla quale si osservava la situazione in quel di Atene. Pareva di trovarsi di fronte alla scelta tra Ges\u00f9 Cristo e Barabba, pi\u00f9 in generale in una situazione di\u00a0assoluta esagerazione del\u00a0significato\u00a0del voto, e dei suoi effetti a breve-medio termine. Possiamo tranquillamente dire che la Grecia con questo voto non si \u00e8 guadagnata l&#8217;uscita dall&#8217;Euro, tantomeno quella dall&#8217;UE. 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