{"id":212,"date":"2015-10-14T13:00:06","date_gmt":"2015-10-14T13:00:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=212"},"modified":"2017-02-09T10:50:58","modified_gmt":"2017-02-09T10:50:58","slug":"come-cambia-lo-scenario-mediorientale-con-lintervento-russo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2015\/10\/14\/come-cambia-lo-scenario-mediorientale-con-lintervento-russo\/","title":{"rendered":"Come cambia lo scenario mediorientale con l&#8217;intervento russo."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone\" src=\"http:\/\/www.formiche.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/assad_putin.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;intervento russo in Siria ha disatteso i piani di chi pensava a Mosca come uno spettatore sostanzialmente passivo rispetto alle mosse geopolitiche del fondamentalismo islamico organizzato e della Nato. L&#8217;appoggio bellico di Putin allo storico alleato Assad va inteso in un panorama che \u00e8 necessariamente pi\u00f9 ampio di quello dei confini siriani, e per capirne i risvolti e le conseguenze di ampia portata rivolgiamo qualche domanda a Stefano Bonilauri, gi\u00e0 conoscitore delle questioni mediorientali, iraniane e siriane in particolare, e segretario di &#8220;Socialismo Patriottico&#8221;, organizzazione che appoggia l&#8217;asse russo-sciita in Medioriente e che si occupa di tessere rapporti proficui con la Russia, nonostante le discutibili sanzioni che ancora oggi minano gli interessi economici e politici italiani.<\/p>\n<p><strong>Sig. Bonilauri, da cosa nasce l\u2019intervento di Putin a fianco di Bashar al Assad in Siria?<\/strong><\/p>\n<p>La Federazione Russa ha deciso di intervenire direttamente in Siria per controbilanciare la politica estera americana, strategicamente allineata\u00a0alla dottrina Brzezinski che identifica nella Russia il vero ed unico avversario degli USA. La caduta della Siria, per la Russia, rappresenterebbe un grave colpo\u00a0perch\u00e9\u00a0implicherebbe la rinuncia al porto militare di Tartus. Mosca dovrebbe accettare la creazione della pipe-line qatariota destinata all&#8217;Europa, che inciderebbe negativamente sulla sua economia, ed infine darebbe slancio alla politica \u201cneo-ottomana\u201d di Erdogan che mira a creare una Turchia non solo gendarme del Medio-Oriente, ma anche punto di riferimento di tutte le etnie turcomanne dal Caucaso al Xinjiang Uiguro. Un altro elemento da non sottovalutare \u00e8 la filosofia\u00a0a cui \u00e8 ispirata\u00a0la politica estera russa: una nazione alleata non viene abbandonata mai alla merc\u00e9 del nemico. Ecco perch\u00e9 i maggiori studiosi di geopolitica identificano nella politica estera russa un fattore di stabilit\u00e0 globale, al contrario di quanto accade con quella americana, che non solo concepisce il rapporto di alleanza unicamente come perenne stato di subalternit\u00e0 da parte dell&#8217;alleato, ma genera costantemente ondate di &#8216;caos&#8217; per mantenere intere regioni geopolitiche in preda al travaglio, impedendo\u00a0ai loro attori locali di avviarsi stabilmente sulla via del progresso e dello sviluppo.<\/p>\n<p><strong>Cosa rispondere a chi vede nel presidente siriano un dittatore, piuttosto che un leader violento e dispotico, o a chi gli imputa dei massacri verso i civili siriani?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quando si odono simili addebiti bisogna sempre fare molta attenzione a chi li lancia; molto spesso arrivano dal Dipartimento di Stato Usa, che, se ben ricordiamo, ha una nozione molto elastica di &#8216;dittatura&#8217;, che spesso emerge\u00a0quando un leader internazionale non si piega ai &#8216;diktat&#8217; della Casa Bianca, la stessa che, ricordiamo, non ravvisava alcun problema con leader indubitabilmente violenti, dispotici e dittatoriali quali Fulgencio Batista, Augusto Pinochet, Ansastasio Somoza, tanto per citarne alcuni. Se d&#8217;altra parte l&#8217;accusa di &#8216;dittatura&#8217; arriva da organizzazioni non-governative autoproclamatesi guardiane di democrazia e libert\u00e0 \u00e8 bene ricordare a tali associazioni che non tutti i popoli e le culture del mondo hanno la medesima concezione di &#8216;libert\u00e0&#8217; che vige a Londra, a New York, a Parigi o nella megalopoli occidentale in cui \u00e8 situato il loro quartier generale. Vi sono popoli e culture disposti a combattere e anche a morire per poter scegliere un concetto di &#8216;Libert\u00e0&#8217; diverso da quello angloamericano. Nei\u00a0paladini liberal del progressismo invece \u00e8 spesso\u00a0presente\u00a0il livello di bigottismo e chiusura mentale di un missionario ottocentesco animato dal fervore di &#8216;civilizzare&#8217; i &#8216;selvaggi&#8217;. Quanto ai presunti massacri, vorrei far notare quante volte i media occidentali hanno cercato di incolpare l&#8217;Esercito Siriano e le forze governative di atti delittuosi quali la strage di Ghouta Est (estate 2013), in seguito rivelatasi un attentato compiuto dall&#8217;opposizione \u201cmoderata\u201d al fine di creare il casus belli per l&#8217;intervento armato americano. Infine, giusto perch\u00e9 stiamo parlando di &#8216;Democrazia&#8217;, mi premerebbe anche ricordare che in Siria le modifiche costituzionali proposte da una commissione interparlamentare di saggi ed esperti sono state proposte al giudizio del popolo, che le ha approvate col referendum di febbraio 2012 e che in seguito a esse si sono tenute regolari elezioni parlamentari nel maggio 2012 e presidenziali a inizio giugno 2014; tanto per dire, attualmente in Italia il terzo Premier non eletto da nessun cittadino italiano a ricoprire la propria carica \u00e8 impegnato a riscrivere la Costituzione del nostro paese insieme ad alleati disparati e occasionali. A questo punto chi ha un deficit di democrazia? La Repubblica Araba Siriana o quella Italiana?<\/p>\n<p><strong>Crede esista una opposizione &#8220;moderata&#8221; in Siria, credibile e affidabile in vista di un regime-change?<\/strong><\/p>\n<p>Non sussistono nemmeno minimi elementi per poter accettare una simile affermazione, che possiamo definire una menzogna tout court. Chi sarebbero gli oppositori moderati? Jabhat al-Nusra, ossia il braccio siriano di Al-Qaeda? Il Fronte Islamico, la cui natura ed agenda politica \u00e8 ben identificabile solo dal nome? L&#8217;Esercito Libero Siriano ormai ridotto ad un branco di sbandati perennemente in bilico fra suggestioni islamiste e non meglio precisate posizioni \u201cdemocratiche\u201d? L&#8217;YPG curdo che a conti fatti sembra voler creare solo una nuova entit\u00e0 statuale autonoma? Siamo seri: non esiste nessuna opposizione moderata e laica. L&#8217;unico possibile regime-change in Siria potrebbe arrivare solo attraverso il Presidente Assad, che ha gi\u00e0 mandato segnali in tal senso, mi riferisco al Referendum costituzionale del febbraio 2012 e alle successive elezioni politiche, tenute con il nuovo sistema elettorale. Contrariamente a ci\u00f2 che immaginano i circoli atlantisti il cambio avverr\u00e0 attraverso il partito Baa&#8217;th e sar\u00e0 in ogni caso un cambio sovranista e laico, l&#8217;alternativa (Dio ce ne scampi) \u00e8 l&#8217;afghanizzazione o la libizzazione del paese che diventerebbe un nuovo &#8216;buco nero&#8217; alle porte dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p><strong>Come valuta il ruolo dell\u2019Iraq in questa guerra contro l\u2019estremismo islamico, alla luce dei recenti accordi con Putin da parte di Baghdad?<\/strong><\/p>\n<p>Molto positivamente: \u00e8 indubbio che l&#8217;asse Iraq-Iran-Russia-Siria dar\u00e0 la spallata definitiva all&#8217;ISIS. A questo punto non si tratta di stabilire se, ma quando il sedicente Califfato cadr\u00e0. Putin si sta dimostrando un vero statista: fino a pochi anni fa il Medio-Oriente era praticamente tutto schierato su posizioni filo-atlantiste, oggi dall&#8217;Iraq all&#8217;Iran, dalla Siria all&#8217;Egitto la Russia \u00e8 un punto di riferimento e un partner strategico. Ormai anche la Giordania inizia ad accarezzare l&#8217;ipotesi che la via diplomatica ventilata da Putin sia la cosa migliore. Gli U.S.A. ne escono letteralmente a pezzi, politicamente, diplomaticamente e anche economicamente e militarmente, viste le risorse che hanno &#8216;buttato&#8217; nel tentativo di facilitare la caduta di Assad.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il ruolo dell\u2019Iran in questa guerra, e fino a che punto pu\u00f2 spingersi la collaborazione tra Mosca e Teheran?<\/strong><\/p>\n<p>Senza l&#8217;Iran l&#8217;alleanza anti-ISIS risulterebbe poco efficace. L&#8217;Iran non \u00e8 un semplice spettatore, ma un soggetto attivo nell&#8217;attuale situazione di crisi, poich\u00e9 mira a creare una propria area di influenza stabile, che non corrisponde all&#8217;esportazione della Rivoluzione Khomeinista quanto piuttosto una vera e propria alleanza atta creare un cordone sanitario attorno alle petro-monarchie del Golfo, che sono\u00a0per inciso i primi sponsor dello Stato Islamico.<\/p>\n<p><strong>Come ne uscir\u00e0 l\u2019islam da questa guerra, e quale pu\u00f2 essere il suo rapporto con l\u2019Occidente alla luce dell\u2019esperienza del Califfato?<\/strong><\/p>\n<p>Mi sembra una domanda alquanto complessa, per cui tentare dare una risposta univoca sarebbe da parte mia superificale o riduttivo. Ma mi preme dissipare la fallacia logica con cui molti, in Occidente, tendono a confondere il Mondo Arabo con l&#8217;Islam e soprattutto a generalizzare l&#8217;Islam in una caricatura di s\u00e9 stesso, falsata dalle interpretazioni salafite e wahabite che nascono solo nel tardo 18esimo secolo, e stanno alla fede musulmana come i Testimoni di Geova e i Televangelisti americani stanno al Cristianesimo Cattolico od Ortodosso. Io e il mio partito\u00a0riteniamo che l&#8217;Islam politico eterodiretto dalle centrali di potere atlantiche (che a ben vedere di spirituale ha poco e nulla) debba essere decisamente avversato e combattuto, e che sia opportuno avviare un processo di separazione fra Stato e religione, con conseguente metabolizzazione del Principio della Reciprocit\u00e0. \u00c8 triste notare come l&#8217;Occidente invece di incoraggiare e supportare quella parte del Mondo Musulmano che ci tende una mano, preferisca l&#8217;alleanza con quelle nazioni come l&#8217;Arabia Saudita che promuovono un Islam integralista,\u00a0che a conti fatti vuole il nostro annientamento: il sedicente &#8216;Califfato&#8217; \u00e8 solo l&#8217;ultimo esempio delle tante aberrazioni in tal senso. Ad ogni modo affinch\u00e9 l&#8217;Occidente possa rapportarsi proficuamente al Mondo Musulmano \u00e8 indispensabile che esso stesso ricrei al suo interno una scala valoriale ed un&#8217;identit\u00e0 forti. Nessun interlocutore, che sia musulmano o altro, potrebbe prendere sul serio un Occidente preda delle pulsioni distruttive, nichiliste e sterili come quelle che lo stanno attraversando negli ultimi decenni.<\/p>\n<p>Contatti<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/bonny.stefano?fref=ts\">Stefano Bonilauri<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/socialismopatriottico?fref=ts\">Socialismo Patriottico<\/a><\/p>\n<p>(<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/alessandro.catto.9\">Alessandro Catto<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;intervento russo in Siria ha disatteso i piani di chi pensava a Mosca come uno spettatore sostanzialmente passivo rispetto alle mosse geopolitiche del fondamentalismo islamico organizzato e della Nato. 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