{"id":223,"date":"2015-10-30T11:50:29","date_gmt":"2015-10-30T11:50:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=223"},"modified":"2017-02-09T10:50:33","modified_gmt":"2017-02-09T10:50:33","slug":"ecco-perche-la-lega-ha-smesso-di-crescere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2015\/10\/30\/ecco-perche-la-lega-ha-smesso-di-crescere\/","title":{"rendered":"Ecco perch\u00e9 la Lega ha smesso di crescere"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/10\/o-matteo-salvini-facebook.gif\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-224\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/10\/o-matteo-salvini-facebook-300x150.gif\" alt=\"o-matteo-salvini-facebook\" width=\"300\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>E&#8217; di pochi giorni fa un <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2015\/10\/22\/sondaggi-lega-nord-non-cresce_n_8354742.html\">sondaggio<\/a> di Datamedia, realizzato per il quotidiano &#8220;Il Tempo&#8221;, che vede la Lega Nord perdere terreno nei <strong>consensi<\/strong> elettorali; in particolare viene evidenziato un calo di 0,4 punti, con un quattordici percento poco esaltante per un partito che poteva ambire\u00a0a tutt&#8217;altri traguardi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solamente la mera statistica, pur sempre variabile in sede elettorale, a dare l&#8217;idea di una stanchezza nei contenuti leghisti. Il messaggio salviniano pare essersi incartato gi\u00e0 da un po&#8217; e la colpa di questa inerzia\u00a0e non \u00e8 nemmeno addebitabile al solo segretario, il cui ruolo \u00e8 sempre meno importante. La Lega paga per l&#8217;ennesima volta la scarsa volont\u00e0 di <strong>autonomia<\/strong> politica rispetto agli altri centri di potere presenti nel panorama del centrodestra italiano.<\/p>\n<p>La volont\u00e0 di riunire a tutti i costi un cartello di convenienza in grado di assemblare Lega, Forza Italia, forse Fratelli d&#8217;Italia e magari anche il Nuovo Centro Destra \u00e8 una formula stantia che non appaga il profondo desiderio di <strong>cambiamento<\/strong> insito in chi, pure recentemente, si era avvicinato al partito di Via Bellerio. Appare quantomeno fuori luogo il\u00a0nuovo amore con Berlusconi, quando nei recenti governi di centrodestra la Lega ha sempre dovuto rintuzzare i suoi obiettivi\u00a0rimanendo subalterna alle volont\u00e0 di <strong>Berlusconi<\/strong>, che da parte sua \u00e8 sempre stato molto abile ad usare gli alleati come serbatoi di voti e consensi per un progetto che lo portasse a riconfermarsi\u00a0premier.<\/p>\n<p>AN al Sud, il Carroccio al Nord, Forza Italia un po&#8217; dappertutto. Una formula elettorale\u00a0utile\u00a0qualche tempo fa, ma utile solamente a Forza Italia. La Lega\u00a0pare essersi fermata a quei tempi, nella volont\u00e0 di abbandonare il\u00a0Carroccio per salire su di un\u00a0carrozzone, il\u00a0tutto a vantaggio di alleati, o presunti tali, che stanno annaspando. Non \u00e8 dato sapere quali siano i vantaggi, pure a breve termine, che la Lega otterrebbe in una nuova alleanza con i berlusconiani, ma \u00e8 lapalissiano notare quanto il tutto possa andare a detrimento di un movimento che avrebbe potuto\u00a0cogliere <strong>istanze nuove<\/strong> e non meramente riconducibili a\u00a0un contenitore sostanzialmente liberal-conservatore.<\/p>\n<p>Una Lega movimentista, pure nel senso pentastellato, che poteva diventare una forza ideologicamente diversa\u00a0e capace di mutuare l&#8217;esperienza del Front National, distinguendosi\u00a0da un panorama di piatta\u00a0conservazione sistemica e dall&#8217;umiliante\u00a0prospettiva di tornare nei vecchi ranghi, raccogliendo cifre molto pi\u00f9 grandi e spendibili in maniera migliore in vista di futuri accordi. Fara&#8217; bene Forza Italia\u00a0ad uccidere il vitello grasso, riaccogliendo il prodigo Salvini, o meglio il preferito<strong> Maroni<\/strong>. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi, invece, della freddezza con la quale i leghisti di vecchia o nuova generazione accolgono e accoglieranno\u00a0questo nuovo dietrofront programmatico.<\/p>\n<p>Il calo del\u00a0partito del Nord\u00a0sta soprattutto in questo. La Lega aveva superato la sua crisi e si era proiettata verso una crescita forte e consolidata anche grazie alla carica di rottura che poteva incarnare, rispetto ai suoi vecchi alleati e rispetto ad un centrodestra col quale sembrava volesse chiudere i conti. Che questa guerra a bassa intensit\u00e0 risuonasse un po&#8217; come un tentativo di voler prendere tempo, <strong>rimandando<\/strong> alleanze e dialoghi al futuro, poteva gi\u00e0 risultare ovvio ai pi\u00f9 esperti. Appare ancora pi\u00f9 ovvio, tuttavia, quanto sarebbe stato pi\u00f9 intelligente aspettare ed evitare di\u00a0aprire ad un accordo nazionale con\u00a0Forza Italia\u00a0a pi\u00f9 di due anni dalle prossime\u00a0elezioni.<\/p>\n<p>Viene da chiedersi chi consigli le mosse leghiste, e chi effettivamente le metta in campo. Sappiamo benissimo che il vero architetto delle alleanze col centrodestra \u00e8 Roberto Maroni. E appare altrettanto evidente come Salvini sia ormai un <strong>leader da vetrina<\/strong>, utile per le ospitate in tv e i discorsi su Facebook, naviganti\u00a0anch&#8217;essi in un mare magnum di ripetitivit\u00e0, specie negli ultimi tempi. Dalle ruspe alle forze dell&#8217;ordine, dalla totale assenza di vedute di ampio respiro alla confusione in politica estera, dagli appoggi a Putin alla repulsione verso l&#8217;Islam nella sua totalit\u00e0, utile solamente a confondere le acque in un mondo che sta tornando multipolare. Dalle manifestazioni con Casapound ad un ritorno a vecchi ruoli e a vecchie posizioni. Pure\u00a0a livello retorico la Lega sta tornando a porsi come il braccio forte della caciara di destra, l&#8217;alleato popolareggiante da sagra di paese che ad <strong>Arcore<\/strong> si presenta in felpa, ma che ad Arcore continua inesorabilmente a presentarsi.<\/p>\n<p>Nessuno si aspettava una Lega Nord da percentuali bulgare, ancor meno un carroccio rivoluzionario o capace di sovvertire ogni possibile schema di una Repubblica bisognosa di nuove energie. Sarebbe stato\u00a0pretenzioso aspettarsi una Lega capace di far propri tutti i temi abbandonati dalla sinistra. Era meno pretenzioso pretendere un partito capace di imparare dagli <strong>errori<\/strong> commessi, capace di aspettare tempi pi\u00f9 maturi per la costruzione delle alleanze, e capace di comprendere le volont\u00e0 dell&#8217;elettorato italiano in questo preciso momento storico. Una ulteriore conferma che\u00a0quel quattordici percento, pi\u00f9 che un mero valore statistico \u00e8 un limite culturale invalicabile, per un partito capace di essere una utilissima spalla, ma <strong>fisiologicamente<\/strong> impossibilitato a dotarsi di un proprio cervello.<\/p>\n<p>(<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/alessandro.catto.9\">Alessandro Catto<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; di pochi giorni fa un sondaggio di Datamedia, realizzato per il quotidiano &#8220;Il Tempo&#8221;, che vede la Lega Nord perdere terreno nei consensi elettorali; in particolare viene evidenziato un calo di 0,4 punti, con un quattordici percento poco esaltante per un partito che poteva ambire\u00a0a tutt&#8217;altri traguardi. Non \u00e8 solamente la mera statistica, pur sempre variabile in sede elettorale, a dare l&#8217;idea di una stanchezza nei contenuti leghisti. 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