{"id":252,"date":"2015-12-09T14:54:45","date_gmt":"2015-12-09T14:54:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=252"},"modified":"2017-02-09T10:49:51","modified_gmt":"2017-02-09T10:49:51","slug":"la-grande-vergogna-i-socialisti-che-votano-sarkozy-per-fermare-il-front-national","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2015\/12\/09\/la-grande-vergogna-i-socialisti-che-votano-sarkozy-per-fermare-il-front-national\/","title":{"rendered":"La grande vergogna: i socialisti che votano Sarkozy per fermare il Front National"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\" aligncenter\" src=\"http:\/\/s.tf1.fr\/mmdia\/i\/96\/4\/nicolas-sarkozy-et-francois-hollande-en-mai-2012-11022964bcdry_1713.jpg?v=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"350\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Appena usciti i risultati elettorali in Francia a certificare il trionfo del <strong>Front National<\/strong> come primo partito d&#8217;oltralpe, le reazioni a sinistra, o per meglio dire dei falsi socialisti italici e francesi, sono state assolutamente degne di menzione.\u00a0Dalle solite litanie sul ritorno del <strong>fascismo<\/strong> passando dal voto dettato dalla paura e dall&#8217;ignoranza, si finisce con l&#8217;unico, possibile sbocco che la sinistra continentale pare saper dare al proprio corso politico, ovvero il rifugiarsi in un <strong>conservatorismo<\/strong> tanto bieco quanto ipocrita, tramite una alleanza fattuale con la destra moderata.<br \/>\nIl preannunciato ritiro dei socialisti nei prossimi ballottaggi per non intralciare i candidati di Sarkozy \u00e8 diventato realt\u00e0, cos\u00ec come conclamata \u00e8 ormai la natura sostanzialmente <strong>antidemocratica<\/strong> del progressismo europeo, sempre schiacciato tra un elogio artificiale di una presunta democrazia\u00a0e una sua pronta smentita nei fatti, quando a vincere sono idee diverse, non schiacciate su di una <strong>propaganda<\/strong> bolsa e accentratrice ma su di una sincera volont\u00e0 di cambiamento.<\/p>\n<p>Il punto nodale \u00e8 proprio il <strong>cambiamento<\/strong>. I francesi con\u00a0il\u00a0voto di domenica hanno voluto rimarcare ancora una volta il loro desiderio di autonomia da un europeismo diventato ormai uno specchietto per le allodole, utile a chi dalla sua scrivania di Bruxelles o dall&#8217;europarlamento vuole continuare in una\u00a0<strong>stasi<\/strong> mortifera. Una stasi che vede l&#8217;Unione Europea come una mera organizzazione di burocrati, impegnati a rilanciare politiche economiche discutibili all&#8217;interno e una <strong>soggiacenza<\/strong> senza freni agli Stati Uniti e alla Nato per quel che riguarda la politica estera.<\/p>\n<p>Con un sapiente mix di posizioni rinnovatrici, di istanze popolari e abilit\u00e0 dialettica Marine Le Pen si pone come la principale forza antisistemica del panorama francese, con voti realmente <strong>trasversali<\/strong>, capace di attirare consensi anche in quello che dovrebbe essere il serbatoio naturale della sinistra: i disoccupati, i giovani senza prospettive, gli artigiani e i poveri. Un esperimento riuscito nel quale si innestano le <strong>critiche<\/strong> di maggior successo che possono essere mosse al carrozzone UE, ovvero l&#8217;assenza di autonomia decisionale, il carattere fortemente anti popolare delle sue istituzioni e l&#8217;incapacit\u00e0 nel diventare un ente sovranazionale gradito e <strong>condiviso<\/strong> anche dai ceti\u00a0pi\u00f9 umili della societ\u00e0 europea.<\/p>\n<p>La sinistra, al posto di farsi interprete di questi disagi e di provare a vedere quali sono i (molti) demeriti che hanno portato gran parte dei francesi a votare per un partito di questo genere, si arrocca in una mera conservazione condita da<strong> slogan preconfezionati<\/strong>, dalla chiamata al &#8220;voto antifascista&#8221;\u00a0passando per la difesa dello &#8220;stato di diritto&#8221;, che probabilmente \u00e8 lo stesso che finora ha causato esodi biblici di popolazioni dal Medio Oriente, volendo esportare la propria concezione di <strong>libert\u00e0<\/strong> in terre dove non era e non \u00e8 desiderata.<\/p>\n<p>Una sinistra capace di addebitare alla Le Pen presunti vantaggi elettorali portati in dote dagli attentati di Parigi, nei\u00a0cui quartieri\u00a0in realt\u00e0 ha pure vinto la sinistra hollandiana, come \u00e8 ormai da corollario per ogni zona\u00a0<strong>benestante<\/strong>, dove al contrario delle Banlieue ci si pu\u00f2 ancora permettere di credere in una raffazzonata idea di accoglienza, che al massimo pu\u00f2 fare contento un Gad Lerner ma non certo un cittadino medio interessato al proprio <strong>futuro<\/strong>, gi\u00e0 piuttosto incerto.<\/p>\n<p>Questa sinistra, in ultima istanza non pu\u00f2 che raccogliere il frutto di anni di compromessi e di sostituzioni, posizioni inscindibili da un divenire storico che l&#8217;hanno vista sempre pi\u00f9 <strong>garante degli equilibri di potere<\/strong> e sempre meno forza rivendicatrice. Il tutto in un abbondante fiorire di partiti che, a dispetto dei nomi roboanti, di socialista hanno poco o nulla, e che quando debbono salvare la poltrona propria e gli interessi altrui, non si fanno problemi ad allearsi con politici\u00a0falsamente\u00a0presentati come nemici naturali.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, manco a dirlo, con ampio dosaggio di antifascismo, divenuto anche grazie ad un elettorato cresciuto nella pi\u00f9 trinariciuta delle tradizioni, un mero <strong>simulacro<\/strong> di paure e fantasmi da agitare in faccia ogni qualvolta si presenti la possibilit\u00e0 di cambiare le carte in tavola nelle stanze del potere, pure in presenza di una<strong> alternativa<\/strong> rappresentata da partiti che di fascista non hanno nulla, al pari di moltissimi progetti politici che dal &#8217;45 in poi si sono visti affibbiare l&#8217;etichetta del fascismo,\u00a0in genere quando le loro posizioni e le loro dimensioni iniziavano a divenire realmente <strong>pericolose<\/strong> per i ceti dominanti.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che in Francia cos\u00ec come in Italia e in gran parte dell&#8217;Europa, la sinistra liberal \u00e8 solamente l&#8217;altra faccia della destra europeista e liberale, capace di attirare grandi consensi solamente accentrando i propri riferimenti politici e sacrificando all&#8217;altare dell&#8217;<strong>europeismo<\/strong> categorico e imperativo per tutti qualsiasi volont\u00e0 di cambiamento.<\/p>\n<p>Dalla puerile marcia del post Charlie-Hebdo alle dichiarazioni seguenti agli attentati di Parigi, Francois Hollande \u00e8 il perfetto ritratto del politico di sinistra occidentale. Stretto nella sua giacca,<strong> impettito<\/strong>, quasi a perfetta rappresentazione di quel &#8220;tiranno da operetta&#8221; di cui parlava Cioran, si finge dispiaciuto da una situazione geopolitica che ha contribuito a creare assieme ai fidi <strong>amiconi<\/strong> della destra di Sarko&#8217;. Dopo anni di sanzioni e guerra diplomatica con la Russia, ha l&#8217;ardire di chiedere l&#8217;aiuto di Putin per combattere il terrorismo islamico. Dopo anni di destabilizzazioni in casa d&#8217;altri, ha il coraggio di chiedere <strong>credibilit\u00e0<\/strong> ad un popolo che l&#8217;ha chiaramente scaricato.<\/p>\n<p>Unica alternativa rimastagli, il <strong>patto scellerato<\/strong>, che altro non \u00e8 se non il ruggito del topo di una classe dirigente, specialmente di sinistra, mai cos\u00ec lontana dalle sue origini e da quello che dovrebbe essere il suo elettorato di riferimento.<\/p>\n<p>(di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/alessandro.catto.9\">Alessandro Catto<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Appena usciti i risultati elettorali in Francia a certificare il trionfo del Front National come primo partito d&#8217;oltralpe, le reazioni a sinistra, o per meglio dire dei falsi socialisti italici e francesi, sono state assolutamente degne di menzione.\u00a0Dalle solite litanie sul ritorno del fascismo passando dal voto dettato dalla paura e dall&#8217;ignoranza, si finisce con l&#8217;unico, possibile sbocco che la sinistra continentale pare saper dare al proprio corso politico, ovvero il rifugiarsi in un conservatorismo tanto bieco quanto ipocrita, tramite una alleanza fattuale con la destra moderata. 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