{"id":370,"date":"2017-04-08T09:17:29","date_gmt":"2017-04-08T09:17:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=370"},"modified":"2017-04-08T09:27:56","modified_gmt":"2017-04-08T09:27:56","slug":"il-vero-senso-dellattacco-di-trump-alla-base-siriana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2017\/04\/08\/il-vero-senso-dellattacco-di-trump-alla-base-siriana\/","title":{"rendered":"Il vero senso dell&#8217;attacco di Trump alla base siriana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/04\/trump-siria-guerra-missili.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-372\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/04\/trump-siria-guerra-missili-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/04\/trump-siria-guerra-missili-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/04\/trump-siria-guerra-missili.jpg 638w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Testacoda, pentimenti, scuse; la scelta di <strong>Donald Trump<\/strong> di avallare il bombardamento alla base aerea siriana di Sharyat ha consegnato una intera fetta di opinione pubblica, quella pro-Trump e contemporaneamente pro-Putin, all&#8217;incomprensione e quasi al panico.\u00a0In realt\u00e0 sembra che poche persone abbiano\u00a0provato a vederci pi\u00f9 a fondo nella vicenda mantenendo raziocinio e buona capacit\u00e0 di lettura.<\/p>\n<p>Quel che sappiamo, e lo sappiamo da tempo, \u00e8 che il Presidente americano, chiunque esso sia, non detiene poteri sconfinati. Il suo campo d&#8217;azione \u00e8 continuamente mediato da vari strati di funzionari, responsabili, direttori di dipartimenti e uomini che si muovono<strong> dietro le quinte<\/strong> e spesso lontani dai riflettori.\u00a0Sto\u00a0parlando del cosiddetto <em>deep state<\/em> americano, un insieme di personaggi che ancora oggi pi\u00f9 di altri incarna le esigenze della diplomazia a stelle e strisce\u00a0per come l&#8217;abbiamo conosciuta negli ultimi decenni, all&#8217;insegna del tentativo di conservare e rafforzare la posizione di predominio globale degli States con politiche interventiste.<\/p>\n<p>L&#8217;elezione di Trump era stata salutata come una rottura anche nei confronti di questa porzione di potere, oltrech\u00e9 rispetto alle scelte di politica estera per cui si erano contraddistinti i democratici negli anni di gestione Obama, con <strong>Hillary Clinton<\/strong> in prima fila quale rappresentante di un filone <em>liberal<\/em> capace di coniugare una presunta appartenenza a valori di sinistra democratica ad una spiccata aggressivit\u00e0 geopolitica, condita da una forte tensione antirussa.<\/p>\n<p>Trump si \u00e8 gi\u00e0 rimangiato le parole, mostrandosi uguale ai suoi avversari d&#8217;un tempo? Direi di no. Pi\u00f9 semplicemente, come spiegato ieri\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/laviaculturale\/posts\/1893433894206031\">sulla nostra pagina nel commentare il raid in Siria<\/a>, si \u00e8 dimostrato pi\u00f9 influenzabile di quanto si credesse proprio da quei settori del deep state che fin dal giorno della sua elezione ne hanno minato il percorso e le promesse elettorali, tra richieste di dimissioni, proteste di piazza ben alimentate e guai giudiziari sempre pronti a scoppiare.<\/p>\n<p><em>The Donald<\/em>, assieme ai suoi uomini,\u00a0ha dovuto e deve tuttora\u00a0fare i conti con questo tipo di pressione.\u00a0Se Rex Tillerson ha mostrato una ottima capacit\u00e0 di adattamento al potere, molto meno adatti possono essere sembrati Flynn e <strong>Bannon<\/strong>, altri personaggi sacrificati sulla strada di una apparente resa a forze\u00a0esterne a quelle presidenziali.<\/p>\n<p>Arriviamo cos\u00ec all&#8217;intervento in Siria, e alla giravolta nei confronti di Assad. Tanto per cominciare, diventa oltremodo ingenuo pensare che la reazione militare sia stata scatenata da un <strong>attacco emotivo<\/strong> del presidente alla vista delle immagini dei bimbi colpiti dai gas chimici, visto che di morti, anche giovanissimi, in Siria ce ne sono da anni e da anni ci vengono quotidianamente mostrati, causati da ambo le parti in una situazione bellica ancora irrisolta.<\/p>\n<p>Puntando sulla tesi dei cambiamenti repentini di umore, per usare Aldo Giovanni e Giacomo, le\u00a0cronache di questi giorni non hanno ben inquadrato cosa ha rappresentato e cosa con ogni probabilit\u00e0 rappresenter\u00e0 l&#8217;attacco alla base siriana nei giorni a venire.\u00a0Un attacco lungi dal poter essere paragonato ad una operazione bellica su larga scala in stile<strong> Iraq 2003<\/strong>, \u00a0i cui tempi e modalit\u00e0 di preparazione anche diplomatica sono ben pi\u00f9 lunghi dello stato dei lavori ad oggi riscontrabile nei confronti della Siria.<\/p>\n<p>Manca una idea su come sostituire Bashar Al Assad, vi \u00e8 la presenza della <strong>Russia<\/strong>\u00a0con la sua estrema contrariet\u00e0 ad un intervento armato, ma vi sono soprattutto larghi strati di popolazione americana, di collaboratori e di <em>aficionados<\/em> del Presidente eletto che non vedrebbero di buon occhio un ennesimo intervento armato.<\/p>\n<p>Ecco che allora arriva un attacco missilistico estemporaneo di portata tutto sommato limitata, con danni tutto sommato limitati e nemmeno ancora ben chiariti, con notizie di una base aerea pure ancora funzionante e di missili mai giunti a destinazione. Un attacco di cui la Russia era stata tra l&#8217;altro <strong>preallertata<\/strong> che, pi\u00f9 che un cataclisma mondiale o il preludio di un conflitto interplanetario, sembra un colpo sbattuto sul tavolo, un segnale di presenza e di autonomia che Trump ha voluto concedere proprio per mediare e non arrivare allo scontro con quei settori interventisti che tanti problemi hanno creato e possono ancora creare alla sua presidenza.<\/p>\n<p>Una concessione quasi dovuta a livello politico interno, ma circostanziale e tutto sommato limitata negli esiti, un avvertimento\u00a0multidirezionale\u00a0di cui Putin pu\u00f2 essere stato messo al corrente e i cui esiti, abilmente strumentalizzati\u00a0proprio per alimentare una <strong>sensazione<\/strong> di attacco grave, sono pure utili alla Russia e alla Siria per evitare uno scontro militare tra USA e Siria di ampia portata\u00a0nonch\u00e9 una immediata degenerazione del conflitto, certamente possibile se al posto di quella Trump ci fosse stata una presidenza dall&#8217;accento ben pi\u00f9 interventista e dalle idee pi\u00f9 strutturate ed uniformi in tema di politica estera.<\/p>\n<p>Un attacco estemporaneo quindi, di cui, volendo fare i complottisti (me lo si conceder\u00e0, preferisco aggiungere chiavi di lettura piuttosto che levarle), pure Assad poteva essere <strong>non del tutto disinformato,\u00a0<\/strong>attacco accettato nella speranza e nella credenza che possa rappresentare l&#8217;emblema di una linea d&#8217;azione tutto sommato limitata, capace di ridurre i danni derivati da uno scontro frontale pianificato.<\/p>\n<p>Una scelta\u00a0diplomaticamente\u00a0utile\u00a0insomma, che pu\u00f2 far storcere certamente il naso e che pu\u00f2 preludere\u00a0ad un inasprimento dei rapporti, ma che a livello politico per ora non sembra niente di pi\u00f9 che un colpo simbolico per tentare di sparigliare le carte, mandare un <strong>avvertimento<\/strong> e un segnale di presenza sia agli alleati (da sempre perplessi sull&#8217;affidabilit\u00e0 <em>occidentalista<\/em> di Trump) che ai nemici, tacitando il dissenso dell&#8217;establishment interno e mostrandosi indipendente ed imprevedibile agli occhi dell&#8217;elettorato.<\/p>\n<p>Come detto, <strong>difficilmente<\/strong> credo che il tutto evolver\u00e0 verso un conflitto strutturato su larga scala. Lecito ora chiedersi se i testacoda, le scuse e le sudate lette in questi giorni in molti network non siano stati\u00a0leggermente\u00a0avventati?<\/p>\n<p>\u2014\u2014\u2014\u2014<br \/>\n<strong>Ti \u00e8 piaciuto l\u2019articolo?\u00a0Seguimi anche su Twitter @ViaCulturale e sulla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/laviaculturale\">mia pagina\u00a0Facebook<\/a>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Testacoda, pentimenti, scuse; la scelta di Donald Trump di avallare il bombardamento alla base aerea siriana di Sharyat ha consegnato una intera fetta di opinione pubblica, quella pro-Trump e contemporaneamente pro-Putin, all&#8217;incomprensione e quasi al panico.\u00a0In realt\u00e0 sembra che poche persone abbiano\u00a0provato a vederci pi\u00f9 a fondo nella vicenda mantenendo raziocinio e buona capacit\u00e0 di lettura. 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