{"id":437,"date":"2017-05-28T10:37:16","date_gmt":"2017-05-28T10:37:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=437"},"modified":"2017-05-28T12:46:12","modified_gmt":"2017-05-28T12:46:12","slug":"il-bilancio-del-g7-di-taormina-in-4-punti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2017\/05\/28\/il-bilancio-del-g7-di-taormina-in-4-punti\/","title":{"rendered":"Il bilancio del G7 di Taormina in 4 punti"},"content":{"rendered":"<div class=\"\">\n<div class=\"_1mf _1mj\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/05\/small_170527-123221_to270517pol_0020-990x697.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-438\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/05\/small_170527-123221_to270517pol_0020-990x697-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/05\/small_170527-123221_to270517pol_0020-990x697-300x211.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/05\/small_170527-123221_to270517pol_0020-990x697.jpg 990w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"_1mf _1mj\"><\/div>\n<div class=\"_1mf _1mj\">Finito il <strong>vertice di Taormina<\/strong> tra i 7 leader pi\u00f9 influenti della scena internazionale, \u00e8 tempo di fare un bilancio e di valutare la situazione scaturita dall&#8217;incontro.<\/div>\n<div class=\"_1mf _1mj\"><\/div>\n<div class=\"_1mf _1mj\"><strong>1)<\/strong> Qualunque Stato abbia la possibilit\u00e0 di controllare i propri confini si rende conto che l&#8217;accoglienza indiscriminata \u00e8 un danno per i propri lavoratori e per i propri cittadini, sia in termini economici che di sicurezza. Non lo \u00e8 per chi a queste due situazioni preferisce il rafforzamento della ricca filiera dell&#8217;accoglienza, solitamente mascherato dietro all&#8217;improbabile e stracotto culto laico del migrante. La bozza uscita dal vertice in tema di <strong>immigrazione<\/strong> \u00e8 apprezzabile, specialmente nel suo voler porre l&#8217;accento sulla difesa dei confini nazionali, abbattendo il dogma, tutto italo-centrosinistrese, del dovere di una accoglienza diffusa per ordine divino. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, finalmente.<\/div>\n<div class=\"_1mf _1mj\"><\/div>\n<div class=\"_1mf _1mj\"><strong>2)<\/strong> Angela Merkel, almeno, ha avuto il coraggio di dire che le istanze proposte dall&#8217;UE e dai suoi governi hanno trovato in Trump un ascoltatore freddo. Trump non si \u00e8 impegnato contro l&#8217;<strong>isolazionismo<\/strong>, non ha favorito (giustamente) la politica euro-italiana di accoglienza e redistribuzione dei migranti, preferendo abbozzare vaghi impegni di ragionamento ed ascolto, che non offrono alcuna sicurezza. Dire che il protezionismo non \u00e8 l&#8217;unica soluzione non significa dire che il protezionismo \u00e8 una soluzione inapplicabile. Significa elargire un contentino di scarso peso e mostrare, ancora una volta, di poter fare quel che si vuole.\u00a0Solamente chi non pu\u00f2 permettersi nemmeno il dissenso maschera il tutto come una occasione di ascolto, o peggio come un successo parziale sul tema.<\/div>\n<div class=\"_1mf _1mj\"><\/div>\n<div class=\"_1mf _1mj\"><strong>3)<\/strong> La fortuna della vittoria di Trump, al netto delle sue imprevedibilit\u00e0, sta proprio in questo: nell&#8217;aver ribaltato dogmi considerati inattaccabili, facendoli puntualmente scontrare con un muro di sacrosanto dissenso, capace di riportare all&#8217;attenzione temi come la difesa dei confini in campo economico e geopolitico. I paesi che ancora non hanno fatto propri questi concetti ne escono in perenne ritardo verso la storia e il buonsenso, scontrandosi con una <strong>realpolitik<\/strong> che oltre ad essere viva elettoralmente, lo \u00e8 anche politicamente ad alto livello, e Trump lo dimostra.<\/div>\n<div class=\"_1mf _1mj\"><\/div>\n<div class=\"_1mf _1mj\"><strong>4)<\/strong> Questo G7, infatti, \u00e8 stato soprattutto il <strong>G7 di The Donald<\/strong>, che come unico degno contraltare aveva Angela Merkel. Non aveva l&#8217;Europa, non aveva l&#8217;UE, aveva dinanzi un rapporto gerarchico di leader europei, in cui l&#8217;unica capace di esporre le proprie esigenze in maniera netta, con il coraggio di mostrare un dissenso chiaro, \u00e8 stata, manco a dirlo, proprio la cancelliera tedesca. Pi\u00f9 per merito del ruolo giocato dal suo paese, sia chiaro, che per una qualche sorta di coraggio personale. Resta tuttavia lampante la triste assenza di un gioco di concerto, anche istituzionale, tra i paesi europei, impegnati ancora una volta a ribadire, inconsciamente, le priorit\u00e0 nazionali rispetto ai (presunti) interessi comuni in senso continentale.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"\">\n<div class=\"_1mf _1mj\">\n<p>\u2014<\/p>\n<p><strong>Ti \u00e8 piaciuto l\u2019articolo? 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