{"id":469,"date":"2017-06-26T18:42:38","date_gmt":"2017-06-26T18:42:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=469"},"modified":"2017-06-26T19:12:32","modified_gmt":"2017-06-26T19:12:32","slug":"i-due-motivi-della-crisi-del-centrosinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2017\/06\/26\/i-due-motivi-della-crisi-del-centrosinistra\/","title":{"rendered":"I due motivi della crisi del centrosinistra"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/06\/crisi-renzi-amministrative.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-476\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/06\/crisi-renzi-amministrative-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/06\/crisi-renzi-amministrative-300x211.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/06\/crisi-renzi-amministrative.jpg 648w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il mancato successo della sinistra nella tornata elettorale conclusasi ieri \u00e8 riassumibile in <strong>due punti<\/strong>, profondamente intrecciati tra loro. Punti che decretano, oltretutto, rischi presenti anche a livello nazionale, solo parzialmente mitigati dalle difficolt\u00e0 del centrodestra nel trovare una leadership chiara e un programma condiviso. Ma vediamoli assieme.<\/p>\n<p><strong>1) lo scivolamento verso il centro.<\/strong> Un percorso figlio di decenni e decenni, di cui Renzi e il renzismo rappresentano solamente l&#8217;ultimo passo. Una rincorsa al centro e all&#8217;elettorato moderato che tra fanfare e storytelling inflazionato ha fatto perdere di vista tutte le persone che negli ultimi mesi si sono allontanate da una sinistra incapace di essere tale. Beninteso, nessuno qui vuole celebrare i fasti, o presunti tali, delle stagioni dell&#8217;eurocomunismo o dei reduci del PDS, anzi: uno dei meriti di Renzi \u00e8 anche quello di aver in parte fatto emergere tutti i limiti di quelle stagioni. Chiaro tuttavia che se l&#8217;obiettivo \u00e8 quello di prendere voti a sinistra e sul territorio, lo strappo pu\u00f2 essere doloroso, e che tra l&#8217;originale e una copia raffazzonata vince sempre l&#8217;originale, ovvero il centrodestra. Ecco il perch\u00e9 dei tanti voti dati a giunte targate Lega e Forza Italia, ma sopratutto ecco il perch\u00e9 dei tanti disillusi e delle tante persone che hanno preferito non votare PD e addirittura proprio non votare nessuno: lontananza, disillusione, difficolt\u00e0 nel dare la propria preferenza ad\u00a0un partito percepito ormai come sostanzialmente neoliberista.<\/p>\n<p><strong>2) la totale lontananza dai temi popolari.<\/strong>\u00a0Nel <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2017\/06\/25\/un-no-alla-sinistra-dello-ius-soli\/\">precedente articolo<\/a> abbiamo parlato, per esempio, del caso della discussione sullo Ius Soli, che a nostro avviso \u00e8 la punta di diamante di questo discorso. Uno scollamento da chi nella provincia profonda vive\u00a0lontano anni miglia dalla narrazione fuoriuscente dalle alte sfere del partito, di chi\u00a0desidera tornare a parlare di temi veri, concreti, a volte pi\u00f9 presenti nei programmi di\u00a0partiti come la Lega Nord o Fratelli d&#8217;Italia che formazioni di sinistra. Le difficolt\u00e0 dell&#8217;immigrazione,\u00a0la disoccupazione e la crisi del lavoro, la sicurezza nelle citt\u00e0, il degrado di molti quartieri e, latente ma presentissimo, un progressivo scivolamento della discussione dai diritti sociali e collettivi ai diritti civili ed individuali, uno scollamento divenuto intollerabile anche da moltissime persone storicamente progressiste. Una separazione tipica della sinistra liberal, acuita sempre pi\u00f9 nel corso degli ultimi anni non solamente in Italia e che, nella nostra pagina, abbiamo sempre raccontato. Una separazione che oggi emerge lampante in un centrosinistra che, da riferimento per i lavoratori, \u00e8 divenuto un riferimento per benestanti da centro cittadino, per persone mediamente altolocate con il mito della globalizzazione, del <em>laissez-faire<\/em>, all&#8217;insegna della libert\u00e0 di circolazione per tutto e per tutti. Il PD di oggi non \u00e8 un partito che attira nuove persone, \u00e8 un partito che non entusiasma proprio per la difficolt\u00e0 di tornare a parlare un linguaggio assimilabile alla realt\u00e0 quotidiana, sospeso tra i sofismi del passato e le difficolt\u00e0 di innovazione del presente che, come spiegato prima, fanno pure allontanare la base storica.<\/p>\n<p>Queste sono due tra le principali ragioni della crisi del Partito Democratico e del centrosinistra italiano. Star\u00e0 al centrodestra cercare di sfruttarle anche a livello nazionale, magari con una leadership e un programma condiviso. Ribadiamo, come spiegato nel precedente articolo, che traslare i risultati delle amministrative sul nazionale in tutto e per tutto sarebbe un errore, ma le spie della<strong> crisi<\/strong> del renzismo, almeno a livello comunale, appaiono chiare.<\/p>\n<p>\u2014<\/p>\n<p><strong>Ti \u00e8 piaciuto l\u2019articolo? Seguimi anche su Twitter @ViaCulturale e sulla <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/laviaculturale\" target=\"_blank\">mia pagina Facebook<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Il mancato successo della sinistra nella tornata elettorale conclusasi ieri \u00e8 riassumibile in due punti, profondamente intrecciati tra loro. Punti che decretano, oltretutto, rischi presenti anche a livello nazionale, solo parzialmente mitigati dalle difficolt\u00e0 del centrodestra nel trovare una leadership chiara e un programma condiviso. Ma vediamoli assieme. 1) lo scivolamento verso il centro. 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