{"id":529,"date":"2017-08-31T15:17:38","date_gmt":"2017-08-31T15:17:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=529"},"modified":"2017-08-31T15:26:38","modified_gmt":"2017-08-31T15:26:38","slug":"la-cultura-antifascista-non-puo-imputare-ai-social-i-propri-limiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2017\/08\/31\/la-cultura-antifascista-non-puo-imputare-ai-social-i-propri-limiti\/","title":{"rendered":"La cultura antifascista non pu\u00f2 imputare ai social i propri limiti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/08\/fascismo-web-social.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-530\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/08\/fascismo-web-social-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/08\/fascismo-web-social-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/08\/fascismo-web-social.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In questi mesi diversi personaggi pubblici hanno puntato il dito contro la marea di dissenso <em>populista<\/em> montante nei <strong>social network<\/strong>. Una platea, quest\u2019ultima, formata da persone a vario modo scontente che utilizzano Facebook per esternare la propria contrariet\u00e0 verso le attuali politiche, spesso in maniera semplice e popolare, talvolta esternando nostalgie verso anni passati se non riconducibili al ventennio fascista.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile notare quanto questo fenomeno sia presente in molte pagine e gruppi, ed \u00e8 altres\u00ec facile notare quanto l\u2019antipopulismo militante abbia costituito un contraltare altrettanto semplicistico e poco capace di analizzare a fondo il tutto, imputando solo ai social la colpa di questa \u201criemersione nera\u201d con cotanto di indagini e mappature, con alle spalle un certo elitarismo ben riscontrabile nella frequente riproposizione della <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cultura\/umberto-eco-spara-zero-internet-e-patria-degli-scemi-villagg-1139455.html\">frase di Umberto Eco<\/a> che imputa ai social la capacit\u00e0 di dar voce a \u201clegioni di imbecilli\u201d sparse nel paese.<\/p>\n<p>Ma <strong>\u00e8 davvero cos\u00ec?<\/strong> \u00c8 davvero solo il social network la causa di tutti questi mali o le motivazioni sono pi\u00f9 profonde?<\/p>\n<p>Per lavoro mi occupo di<strong> comunicazione<\/strong>\u00a0a 360\u00b0 e da sempre sono estremamente curioso. Per questo non mi soddisfano n\u00e9 tecnicamente n\u00e9 umanamente le semplicistiche accuse mosse al web, per motivi molto chiari.<\/p>\n<p>I nostalgici del fascismo in Italia ci sono sempre stati, in dimensioni nemmeno troppo trascurabili, e il social network \u00e8 solamente un mezzo che ha permesso l\u2019<strong>aggregazione di idee gi\u00e0 presenti in precedenza<\/strong>, che per vari motivi in Italia emergevano in maniera minore. Semmai, il vero problema \u00e8 di una certa cultura antifascista che per troppo tempo non si \u00e8 confrontata con il reale pensiero di larghe fette della societ\u00e0 mai raggiunte dal suo messaggio o raggiunte con inefficacia.<\/p>\n<p>La trasmissione dell&#8217;antifascismo resta ancora una lezione per pochi, aprioristica, che non ha favorito un dibattito maturo diventando troppe volte vezzo di costume e fenomeno di appartenenza. Un fenomeno che ha favorito la <strong>polarizzazione delle parti<\/strong> in assenza di un dialogo costruttivo, spingendo i contendenti a lidi sempre pi\u00f9 estremi ed incapaci di comunicare tra loro.<\/p>\n<p>Incapace di scalfire credenze profonde, nella platea fascista ha anzi favorito una vittimistica sensazione di esclusivit\u00e0 e settarismo che non ha fatto altro che rafforzare la permanenza di atteggiamenti nostalgici, rafforzati anche da una puntuale incapacit\u00e0 a valutare con calma e a mente fredda reali demeriti e meriti del Ventennio. Una scuola culturale sempre piuttosto elitaria, piuttosto snobistica, poco capace non solo di promuovere il confronto, ma anche di valutare storicamente i propri limiti e la propria capacit\u00e0 di coinvolgere sempre pi\u00f9 persone, <strong>non solamente i propri afferenti<\/strong> e militanti gi\u00e0 convinti, in una tensione sempre volta allo scontro e al contrasto che non alla comprensione e al\u00a0confronto, al dialogo.<\/p>\n<p>Una pecca trasversale che va dalla trasmissione scolastica, pure piuttosto ridondante nelle sue appendici accademiche, fino all\u2019inevitabile ripercussione politica, con un livello di maturit\u00e0 francamente insufficiente e l\u2019incapacit\u00e0 di confrontarsi con tutte le<strong> periferie reali, virtuali e politiche<\/strong> del paese.<\/p>\n<p>Se poi le modalit\u00e0 comunicative raggiunte dal fenomeno non sanno affrontare ci\u00f2, di certo non ci si possono aspettare dei successi, ma certamente ci si pu\u00f2 aspettare che con un mezzo di una potenza straordinaria quale il social, tutte le persone di idee diverse siano facilitate a riunirsi e a <strong>fare comunit\u00e0<\/strong>, cos\u00ec come del resto avviene anche per la propria controparte, mostrando tragicamente non le pecche di un mezzo virtuale (che svolge egregiamente il suo lavoro) ma di una cultura e delle sue modalit\u00e0 di trasmissione e comunicazione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 n\u00e9 colpa dei social, n\u00e9 della modernit\u00e0, n\u00e9 di un fantomatico analfabetismo di ritorno, ma di chi non ha saputo promuovere negli anni in maniera efficace il proprio pensiero dal punto di vista culturale e comunicativo. Prendersela con i social network per il fallimento e la mancata pervasivit\u00e0 di un ideale promosso da noi stessi si traduce solamente in una tragica <strong>deresponsabilizzazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 utile invece sarebbe comprendere come viene affrontato il fenomeno fascista e come cultura e storiografia ufficiale oggi lo analizzino, con quali limiti. Una discussione allacciabile anche alla presunta utilit\u00e0 del debunking, in cui gli scetticismi sulla reale indipendenza di chi lo effettua si accompagnano a quelli inerenti la presunta utilit\u00e0 della pratica, analizzata di recente anche in uno <a href=\"http:\/\/www.unive.it\/pag\/14024\/?tx_news_pi1%5Bnews%5D=3374&amp;tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=bec15115e0dceffcf723210f14d25ff4\">studio scientifico<\/a>.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 pi\u00f9 produttivo continuare una polemica sterile o superficiale o tentare di comprendere il fenomeno dalle <strong>radici<\/strong>? Personalmente opto sicuramente per la seconda. Con buona pace di chi \u00e8 abile\u00a0a scandalizzarsi e pontificare sugli effetti quanto poco abile a comprendere cause profonde.<\/p>\n<p>\u2014<\/p>\n<p><strong>Ti \u00e8 piaciuto l\u2019articolo? Seguimi anche su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCfjGEtqgiO8fyES3WMdKyuA\" target=\"_blank\">YouTube<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/ViaCulturale\" target=\"_blank\">Twitter<\/a>\u00a0e sulla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/laviaculturale\" target=\"_blank\">mia pagina Facebook<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In questi mesi diversi personaggi pubblici hanno puntato il dito contro la marea di dissenso populista montante nei social network. 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