{"id":541,"date":"2017-09-23T16:07:32","date_gmt":"2017-09-23T16:07:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=541"},"modified":"2017-09-23T20:01:32","modified_gmt":"2017-09-23T20:01:32","slug":"in-catalogna-va-supportato-il-diritto-allidentita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2017\/09\/23\/in-catalogna-va-supportato-il-diritto-allidentita\/","title":{"rendered":"In Catalogna va supportato il diritto all\u2019Identit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/09\/catalogna-referendum-indipendentismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-543\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2017\/09\/catalogna-referendum-indipendentismo-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il referendum catalano \u00e8 un\u2019occasione da sfruttare per ribadire la necessit\u00e0 di premiare<strong> le identit\u00e0, le autonomie e le diversit\u00e0<\/strong> presenti sul suolo del Vecchio Continente, che sono una risorsa e non un problema da reprimere, specialmente in tempo di globalizzazione.<\/p>\n<p>Non ha senso schierarsi contro questo referendum per la caratterizzazione politica che l\u2019indipendentismo catalano ha assunto negli anni. Il suo europeismo e il suo orientamento progressista non devono essere un problema o una priorit\u00e0. La priorit\u00e0 \u00e8 ribadire il diritto dei popoli ad autogovernarsi e il diritto degli stessi a dotarsi di<strong> strutture amministrative pi\u00f9 vicine, pi\u00f9 efficienti e capaci di far fronte alle problematiche della globalizzazione<\/strong>. Gli stati centralisti non lo sanno pi\u00f9 fare, e in tal senso sorprende chi nel dibattito politico imperante ancora non se ne \u00e8 accorto.<\/p>\n<p>A sinistra, in Occidente, abbiamo schieramenti politici capaci via via di rinunciare a qualsiasi tipo di lotta per l\u2019autodeterminazione, per l\u2019autogoverno e per le necessit\u00e0 dei popoli, con istanze\u00a0schiacciate tra statalismo distorto, assistenzialismo, feticismo costituzionale, sindrome da perennialit\u00e0 dei confini e conservatorismo sociale, in un <strong>declino dei temi rivendicativi<\/strong> per cui un Guevara, un Marx o un Lenin sarebbero capaci di rivoltarsi nella tomba.<\/p>\n<p>A destra c\u2019\u00e8 ancora chi conserva la pretesa che contenitori statali di stampo centralista possano offrire un guado alle ingerenze straniere e agli imperialismi, a mo\u2019 di baluardo di sovranit\u00e0, quando la storia recente ci dimostra che invece <strong>gli stati europei\u00a0hanno spesso subito il peso delle decisioni extranazionali altrui e non sono stati assolutamente in grado di arginare i fenomeni pi\u00f9 deleteri della globalizzazione<\/strong>, quali la perdita di sovranit\u00e0 e il conseguente melting pot economico, umano e sociale scatenato da essa, in un&#8217;Europa i cui confini (con l&#8217;eccezione dei Balcani) sono rimasti gli stessi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Un percorso, anzi, di progressiva unificazione a cui va sommata pure l&#8217;unificazione nazionale tedesca, accentramento che non ha tuttavia impedito il progressivo scivolamento in un ambito di assenza di autonomia e di forza politica.<\/p>\n<p>Che senso ha pretendere che un popolo resti attaccato con la colla ad un altro? Che senso ha proseguire sulla strada delle unioni forzate? Che senso ha credere che i confini e le nazioni di oggi siano immodificabili, quando anche la storia \u00e8 l\u00ec a dimostrarci tutt\u2019altro, in un periodo nel quale il ritorno alle identit\u00e0, alle piccole patrie e alla forza dei territori pu\u00f2 essere una<strong> via d&#8217;uscita all&#8217;imperante retorica dell&#8217;indistinto<\/strong>?<\/p>\n<p>Valutiamo le opportunit\u00e0 di questo referendum, le opportunit\u00e0 di tornare a parlare di governo e territorio, di <strong>Europa dei popoli<\/strong>, di identit\u00e0, diritti e diversit\u00e0 ben riconosciuti. Come europei avremo solo di che guadagnarne.<\/p>\n<p><strong>VIDEO:<\/strong><\/p>\n<p><iframe width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dh5diDyWAU8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>\u2014<\/p>\n<p><strong>Ti \u00e8 piaciuto l\u2019articolo? Seguimi anche su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCfjGEtqgiO8fyES3WMdKyuA\" target=\"_blank\">YouTube<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/ViaCulturale\" target=\"_blank\">Twitter<\/a>\u00a0e sulla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/laviaculturale\" target=\"_blank\">mia pagina Facebook<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il referendum catalano \u00e8 un\u2019occasione da sfruttare per ribadire la necessit\u00e0 di premiare le identit\u00e0, le autonomie e le diversit\u00e0 presenti sul suolo del Vecchio Continente, che sono una risorsa e non un problema da reprimere, specialmente in tempo di globalizzazione. 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