{"id":642,"date":"2018-03-28T10:09:16","date_gmt":"2018-03-28T10:09:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=642"},"modified":"2018-03-28T10:26:31","modified_gmt":"2018-03-28T10:26:31","slug":"il-voto-rilancia-lesigenza-del-federalismo-intervista-a-luca-squeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2018\/03\/28\/il-voto-rilancia-lesigenza-del-federalismo-intervista-a-luca-squeri\/","title":{"rendered":"\u201cIl voto rilancia l\u2019esigenza del federalismo\u201d, intervista a Luca Squeri"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2018\/03\/federalismo-forzaitalia-lucasqueri-elezioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-643\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2018\/03\/federalismo-forzaitalia-lucasqueri-elezioni-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2018\/03\/federalismo-forzaitalia-lucasqueri-elezioni-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2018\/03\/federalismo-forzaitalia-lucasqueri-elezioni.jpg 680w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Propongo\u00a0quest&#8217;oggi una analisi\u00a0del voto di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lucasqueriparlamento\/\">Luca Squeri<\/a>, imprenditore e deputato di Forza Italia, gi\u00e0 consigliere della Confcommercio di Milano e politico da sempre affine alle sensibilit\u00e0 del territorio milanese, nonch\u00e9 al rapporto dell\u2019economia locale con l\u2019amministrazione politica nazionale. Una intervista\u00a0basata non solo sulla valutazione dell\u2019attuale scenario politico, ma soprattutto sull\u2019estrema divisione territoriale del voto emersa dopo il 4 marzo, con una Italia quasi divisa in due in tema di preferenze elettorali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Onorevole Squeri, quale valore secondo lei, pi\u00f9 di ogni altro, \u00e8 emerso dalle recenti elezioni?<\/strong><\/p>\n<p>Un valore sicuramente chiaro \u00e8 l\u2019arretramento della sinistra tradizionale, arretramento che io imputo soprattutto all\u2019assenza nel campo della sicurezza e alle\u00a0insufficienti misure di contrasto al fenomeno migratorio. Sicuramente a questo deve aggiungersi una lontananza dell\u2019elettorato tradizionale di sinistra rispetto alle ricette in tema di lavoro proposte da Renzi, nonch\u00e9 tante altre promesse fatte e non mantenute che ne hanno fatto precipitare la credibilit\u00e0. Un altro valore emerso in maniera forte \u00e8 senz\u2019altro la divisione del voto tra il Nord e il Sud del paese, con un centrodestra che diventa la prima scelta in quasi tutto il Settentrione e un 5 Stelle che probabilmente colma alcune lacune presenti nell\u2019offerta politica riservata al Mezzogiorno in tutti questi anni. Una divisione elettorale che non \u00e8 affatto casuale ma tracciata sul solco di fratture presenti in maniera latente da decenni e manifestatesi oggi in maniera eclatante.<\/p>\n<p><strong>A quali fratture si riferisce in particolare?<\/strong><\/p>\n<p>Mi riferisco al modello gestionale offerto fin ora in larghe parti del Meridione, dove una gestione miope dei territori ha ancora troppo spazio. Nei decenni passati poco si \u00e8 fatto, pur avendo esempi in tutta Europa, per responsabilizzare quelle zone e per renderle in grado di emanciparsi dalla tutela del Nord e da necessit\u00e0 di copertura con fondi provenienti da altre aree. Un cordone ombelicale che non \u00e8 mai stato spezzato e che al posto di aiutare il Sud l\u2019ha ulteriormente affossato, creando il malcontento che oggi vediamo. Se al posto di puntare su di un sistema responsabilizzante e federale le uniche soluzioni offerte sono quelle dell\u2019assistenzialismo statale o dell\u2019emigrazione non c\u2019\u00e8 molto da stupirsi, con il fenomeno negli anni ha avuto due rovesci della medaglia: il progressivo aumento del malcontento meridionale e la reazione del leghismo al Nord, che non nascono a caso.<\/p>\n<p><strong>Ci sono gli spazi, secondo lei, per poter portare avanti il tema federale oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Gli spazi si possono trovare se si capisce l\u2019importanza di ripartire dalla valorizzazione e dalla responsabilizzazione, che deve essere uguale per ogni regione e non essere impostata su di un criterio prevedente figli e figliastri. Quella federale \u00e8 una esigenza pre-politica e pre-elettorale, una riforma che proprio dal voto del 4 marzo potrebbe trovare un serio motore di ripartenza per una riflessione generale rispetto alle cause del voto e delle disparit\u00e0 nel paese. Nel centrodestra questa sensibilit\u00e0 c\u2019\u00e8 sempre stata, basti pensare alla battaglia per le autonomie e al nostro asse sul tema con la Lega: oggi c\u2019\u00e8 non solo l\u2019occasione politica per riparlarne, ma l\u2019esigenza di prendere atto di un voto che pi\u00f9 di altri ci dice che \u00e8 ora di tornare ad affrontare questa opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Cosa risponde a chi dice che nel 2018 parlare di federalismo significa essere provincialisti o egoisti?<\/strong><\/p>\n<p>Dico che fuori dalla storia \u00e8 chi pretende di governare un paese come il nostro con categorie appartenenti a secoli passati, che oggi gran parte dei nostri vicini europei e anche molte delle superpotenze (basti citare USA e Russia) sono governate con un sistema federale. Lo stesso Toni Iwobi, il senatore nigeriano eletto tra le fila della Lega, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2018\/01\/24\/toni-iwobi-stop-ai-clandestini-stop-allimportazione-di-manodopera-a-basso-costo\/\">si chiedeva<\/a> come potesse essere federale uno stato come la sua Nigeria e non lo sia ancora l\u2019Italia. Condivido la sua perplessit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Tracciando dei possibili scenari futuri, il federalismo \u00e8 un qualcosa che appartiene pi\u00f9 alla storia di questo paese o pi\u00f9 al suo futuro?<\/strong><\/p>\n<p>Appartiene ad entrambe. La nostra stupenda nazione eredita una storia plurisecolare che parla di stati regionali, di comuni, di municipi, di repubblicanesimo e anche di democrazia che ha fatto della vicinanza ai territori e del radicamento locale un motivo di splendore invidiato nel mondo. Il processo risorgimentale ha unito queste forze, che tuttavia non vanno livellate al ribasso ma vanno fatte risplendere in una collaborazione basata sul merito, sull\u2019efficienza, sulla responsabilit\u00e0 anche inerente i bilanci e le gestioni locali. Il modello federale \u00e8 quindi iscritto nel passato di questo paese ma anche nel futuro, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che l\u2019occidente e il primo mondo stanno riscoprendosi, non negli stati centralisti di matrice settecentesca o ottocentesca.<\/p>\n<p>\u2014<\/p>\n<p><strong>Ti \u00e8 piaciuto l\u2019articolo? 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