{"id":716,"date":"2018-07-08T14:24:43","date_gmt":"2018-07-08T14:24:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=716"},"modified":"2018-07-08T15:45:53","modified_gmt":"2018-07-08T15:45:53","slug":"che-alternativa-offre-chi-critica-salvini-sullimmigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2018\/07\/08\/che-alternativa-offre-chi-critica-salvini-sullimmigrazione\/","title":{"rendered":"Che alternativa offre chi critica Salvini sull&#8217;immigrazione?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2018\/07\/salvini-immigrazione-africa-porti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-717\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2018\/07\/salvini-immigrazione-africa-porti-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2018\/07\/salvini-immigrazione-africa-porti-300x158.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2018\/07\/salvini-immigrazione-africa-porti-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2018\/07\/salvini-immigrazione-africa-porti.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Salvini pare essere diventato, negli ultimi mesi, il parafulmine e il responsabile principale di ogni disumanit\u00e0 internazionale. La ciclica crisi delle sinistre liberal in Occidente, germinata dalla Brexit e da Trump e arrivata fino ai tempi pi\u00f9 recenti,\u00a0non sembra ancora\u00a0capace di spingersi oltre alla ricerca di capri espiatori. Un comportamento che tradisce un <strong>ritardo politico decennale<\/strong>, incapace di spiegare il presente e di offrire valide chiavi interpretative.<\/p>\n<p>Si accusa il leader leghista e il suo pensiero di semplicismo, pure di malvagit\u00e0. In realt\u00e0 il cambio di paradigma in materia di accoglienza sposato da buona parte degli italiani e dal governo giallo-verde \u00e8 tutto fuorch\u00e9 malvagio o semplicistico. L&#8217;idea che il futuro degli africani non possa consistere in una<strong> traslazione di popoli<\/strong> dal Continente Nero all&#8217;Europa \u00e8 un&#8217;idea di semplice buonsenso, specialmente se affiancata da politiche di sviluppo in loco.<\/p>\n<p>E&#8217; una idea positiva quella di cominciare, finalmente,\u00a0a sviluppare in Europa e anche in Africa\u00a0la <strong>riscoperta degli stati nazionali<\/strong>, dei loro popoli e delle loro borghesie produttive, con una cultura politica fatta di consapevolezza, identit\u00e0 ed appartenenza. Una idea che pu\u00f2 essere messa in pratica e che va messa in pratica.<\/p>\n<p>Il cambio di paradigma, che poi \u00e8 semplicemente la grande presa di coscienza politica di chi si oppone alla globalizzazione, sta tutto l\u00ec. Riscoperta degli Stati, delle identit\u00e0 e dei confini contro l&#8217;anarchia imperativa per tutti, dove a trionfare \u00e8 inevitabilmente il pi\u00f9 forte. La chiusura dei porti \u00e8 certamente di per s\u00e9 insufficiente se non accompagnata da politiche di sviluppo in Africa, ma viene da chiedersi<strong> quali siano le alternative<\/strong> a questo pur complesso percorso.<\/p>\n<p>Una alternativa sarebbe quella di risolvere i problemi dell&#8217;Africa semplicemente importandone la popolazione nel nostro continente? Sarebbe quella, cos\u00ec facendo, di impoverirne ancor pi\u00f9 le nazioni e di <strong>disinnescare qualsiasi ipotesi di riappropriazione<\/strong>, di emancipazione nazionale, lasciando in terra africana solamente qualche anziano e risorse da far sfruttare ad altri?<\/p>\n<p>Il tutto diventa ancor pi\u00f9 deleterio se prendiamo in esame la situazione che ai migranti viene offerta in un paese come il nostro, che vive un esodo dissanguante di giovani verso l&#8217;estero, una disoccupazione giovanile ingiustificabile e l&#8217;enorme difficolt\u00e0 a creare e trovare lavoro per milioni e milioni di persone. Non certo quindi una economia florida, con un mercato interno in espansione o eccedenza di posti di lavoro. Al contrario, una <strong>situazione stagnante<\/strong> da decenni che rende difficile a qualsiasi cittadino italiano la possibilit\u00e0 di emanciparsi a casa propria.<\/p>\n<p>Quale pu\u00f2 essere il ragionamento che spinge moltissimi intellettuali, guru, accademici, esponenti di spicco della societ\u00e0 civile a continuare a spingere per una accoglienza senza criterio che finisce con l&#8217;impoverire l&#8217;Africa e con lo <strong>spostare il problema<\/strong> del lavoro in altre nazioni?<\/p>\n<p>E&#8217; davvero cos\u00ec difficile non voltarsi dall&#8217;altra parte e tentare di comprendere quale sia il destino al quale vanno incontro migliaia e migliaia di immigrati in Europa, spesso e volentieri abbandonati a loro stessi, ghettizzati, sfruttati in un continente che da decenni vive gi\u00e0 una propria crisi esistenziale che lo porta a non fare pi\u00f9 figli, a<strong> vivere nella precariet\u00e0<\/strong>, ad esprimere anche elettoralmente sempre pi\u00f9 malcontento?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 al posto di promuovere una cultura unica fatta di smarrimento, rinuncia all&#8217;identit\u00e0 e fuga non \u00e8 possibile promuovere un mondo multipolare,<strong> in cui ogni nazione abbia una propria dignit\u00e0<\/strong> e il diritto di vedere le proprie giovani generazioni crescere a casa, per prendere un domani i posti dei loro padri alla guida dei loro paesi?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;intera futura classe dirigente di moltissime nazioni, formata nelle universit\u00e0, deve arrendersi a cercare il proprio futuro altrove, in <strong>competizione<\/strong> con quelle di altri popoli, che al posto di trovare terreno fertile nei suoi territori ha trovato solo il vuoto e una propaganda che spingeva ad andarsene, a fare i bagagli perch\u00e9 &#8220;oggi il mondo va cos\u00ec&#8221; e il futuro non sta mai vicino casa ma sempre in qualche citt\u00e0 mercantile, in qualche metropoli da decine di milioni di abitanti, in qualche mecca del progresso per conto terzi?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il primo ed inoppugnabile diritto non pu\u00f2 essere quello di non dover emigrare, e non, al contrario, quello di doverlo fare? Perch\u00e9 un porto aperto dovrebbe significare pi\u00f9 umanit\u00e0, se questa politica spinge poi centinaia di migliaia di individui a consegnarsi ad un <strong>esodo malsicuro<\/strong> sia nei mezzi sia nelle prospettive?<\/p>\n<p>Serve revisionare le politiche di sfruttamento delle grandi compagnie occidentali in Africa? Serve criticare l&#8217;imperialismo che colpisce quelle terre? Certamente s\u00ec, perch\u00e9 spesso rappresenta la causa degli esodi. Ma la cecit\u00e0 e il silenzio in tal senso sono equamente condivisi con chi continua a <strong>tessere le lodi dell&#8217;immigrazione senza sosta<\/strong>, che non fa che permettere a chi oggi promuove politiche di spoliazione di continuare a farlo, senza qualcuno che a casa sua, nel tempo, glielo faccia notare. Succede anche grazie a chi, a cadenza ciclica, esalta le esportazioni di democrazia dei vari Macron, Obama e Clinton, imponendo poi ai popoli, africani ed europei, di pagarne il prezzo.<\/p>\n<p>Di certo la cultura populista, come viene sprezzantemente definita, ad oggi rappresenta solo l&#8217;inizio di un simile percorso, ma quantomeno la strada intrapresa torna a parlare di confini e di sviluppo in loco. Quantomeno si spezza la narrazione, dal forte sapore di <em>laissez faire\u00a0<\/em>esistenziale, che le migrazioni bibliche e<strong> il travaso di intere popolazioni sia inevitabile<\/strong> o addirittura apprezzabile. La sua alternativa, al contrario, \u00e8 ferma l\u00ec, e spesso scambia la dignit\u00e0 dei popoli e delle nazioni con il loro diritto a vedersi vittime di esodi incentivati. La dignit\u00e0 delle loro culture con la capacit\u00e0 di adeguarsi al produci-consuma-crepa di matrice globalista, che gi\u00e0 \u00e8 vieppi\u00f9 malsopportato dagli stessi occidentali.<\/p>\n<p>Se l&#8217;unica soluzione offerta al posto della chiusura dei porti e dell&#8217;aiutiamoli a casa loro, insomma, \u00e8 quella dell&#8217;indifferenza, \u00e8 quella dell&#8217;incapacit\u00e0 alla rivendicazione e alla ricostruzione, \u00e8 quella del travaso dei popoli, dell&#8217;anarchia globale e della spoliazione dell&#8217;Africa, viene da dire che la <strong>disumanit\u00e0<\/strong> non sta certo tra le fila dei salviniani o dei pentastellati.<\/p>\n<p>Qualche decennio fa le sinistre scendevano in piazza al grido di &#8220;un altro mondo \u00e8 possibile&#8221;. Ad oggi pare si siano chiuse in <strong>salotti sempre pi\u00f9 distanti<\/strong> a dirci che il mondo \u00e8 questo e non si pu\u00f2 fare nulla per cambiarlo. Sta anche in questo la grande crisi delle sinistre in Occidente.<\/p>\n<p>\u2014<\/p>\n<p><strong>Ti \u00e8 piaciuto l\u2019articolo? Seguimi anche su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCfjGEtqgiO8fyES3WMdKyuA\" target=\"_blank\">YouTube<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/ViaCulturale\" target=\"_blank\">Twitter<\/a>\u00a0e sulla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/laviaculturale\" target=\"_blank\">mia pagina Facebook<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Salvini pare essere diventato, negli ultimi mesi, il parafulmine e il responsabile principale di ogni disumanit\u00e0 internazionale. La ciclica crisi delle sinistre liberal in Occidente, germinata dalla Brexit e da Trump e arrivata fino ai tempi pi\u00f9 recenti,\u00a0non sembra ancora\u00a0capace di spingersi oltre alla ricerca di capri espiatori. 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