{"id":88,"date":"2015-03-03T16:28:31","date_gmt":"2015-03-03T16:28:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?p=88"},"modified":"2017-02-09T10:52:53","modified_gmt":"2017-02-09T10:52:53","slug":"russia-ed-europa-alcune-considerazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/2015\/03\/03\/russia-ed-europa-alcune-considerazioni\/","title":{"rendered":"Russia ed Europa, alcune considerazioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/03\/putin-merkel-540x304.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-89\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/03\/putin-merkel-540x304-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/03\/putin-merkel-540x304-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/files\/2015\/03\/putin-merkel-540x304.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nUna conseguenza certamente spiacevole dell\u2019andazzo geopolitico contemporaneo \u00e8 quella che riguarda il deterioramento dei rapporti tra gli USA e l\u2019Europa occidentale da una parte e la Russia e il mondo orientale dall\u2019altra. Conseguenza di una gestione politica densa di errori e incapacit\u00e0 di mediazione, e pure di una buona dose di interesse statunitense, mirante a neutralizzare qualsiasi ipotesi di gestione alternativa del globo terrestre.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista sotto l\u2019amministrazione Obama abbiamo vissuto un netto e rapido deterioramento di un rapporto, quello con la Russia, che per diversi paesi occidentali \u00e8 strategico e irrinunciabile. L\u2019amministrazione Bush, certo non impeccabile e discutibile sotto certi aspetti, era riuscita a porsi in maniera pi\u00f9 efficace nei confronti del presidente Putin e del suo paese. L\u2019intesa c\u2019era ed era collaudata, grazie anche ad una classe politica europea certamente pi\u00f9 scafata e pragmatica di quella odierna. La stessa questione delle sanzioni verso Mosca diventa una decisione non solo affrettata, ma una decisione che pretende di azzerare dei contatti che tra l\u2019Europa e la Russia ci sono sempre stati e continuano tuttora ad esserci. Una utile sintesi della situazione pu\u00f2 essere quella che oggi vede un cattivo viso a un buon gioco, con un ceto politico europeo (Angela Merkel in testa) che si guarda bene dal promulgare una rottura decisa con Putin. Non a caso la cancelliera tedesca si \u00e8 mossa in prima persona per cercare una soluzione politica e non militare riguardo la questione ucraina. Pure in Francia l\u2019avanzata della Le Pen rischia di mandare all\u2019aria l\u2019antiputinismo radicale che ha mosso gli ultimi presidenti transalpini. E la soluzione migliore per l\u2019Occidente \u00e8 proprio quella di ritornare ad un dialogo proficuo con Mosca e ad una nuova collaborazione, che con la minacciosa comparsa del terrorismo islamico si fa sempre pi\u00f9 pressante. Proprio sotto questo punto di vista Putin ha saputo giocare d\u2019anticipo, muovendosi in sintonia con Al Sisi, la nuova figura forte dell\u2019Egitto emerso dopo i bagni di sangue delle indotte primavere arabe. Ma \u00e8 tutta l\u2019onda nuova dei movimenti di protesta europei, etichettati come populisti, che promuove un nuovo dialogo con Mosca. Da Tsipras passando per Iglesias alla gi\u00e0 citata Le Pen e alla Lega di Salvini, l\u2019esigenza \u00e8 forte, e oggi pi\u00f9 che mai la necessit\u00e0 \u00e8 quella di un Occidente compatto, con la Russia come alleata e non come nemica. In questo senso Obama e la sua disastrosa politica estera meritano addirittura di essere rimandati a studiare la politica di Bush, certamente pi\u00f9 accorto e meno avventato nel rischiare di inimicarsi il leader del Cremlino.<\/p>\n<p>Una contrapposizione dannosa che viaggia su binari parossistici, che coinvolgono lo stesso concetto di democrazia e gestione statale. Una guerra fredda molto pi\u00f9 subdola, fatta di mezzi di informazione, versioni parziali e prezzolate, e una singolare catechesi a colpi di libert\u00e0 e democrazia provenienti da Occidente, discettazioni sulla fragilit\u00e0 della democrazia russa e le sue architetture gestionali. In ultima istanza, con gli ultimi avvenimenti a confermarlo, piovono dal cielo gli strali sulla gestione poco democratica della cosa pubblica in Russia, a differenza di quello che in maniera fantomatica accadrebbe in Europa e negli USA.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 lo stesso concetto di democrazia mal si presta a questi giochi, perch\u00e9 voler rintracciare un sistema democratico in quello che attualmente stiamo vivendo \u00e8 quantomeno difficile. Pu\u00f2 esserci semmai una minore o maggiore elargizione di libert\u00e0 in settori di comodo, ma una lotta dicotomica tra un mondo democratico e un altro mondo pervaso dal fascismo e dallo sciovinismo \u00e8 pura costruzione. Nella stessa Italia, se sostituissimo il termine \u201cdemocrazia\u201d con quello di \u201coligarchia elettiva\u201d, nessuno avrebbe nulla da ridire, perch\u00e9 effettivamente il sistema vigente \u00e8 questo. L\u2019elettorato elegge una classe politica incaricata di rappresentare gli interessi dei propri elettori. Li rappresenta sempre? O quantomeno spesso? No. Si occupa di proteggere la propria posizione di supremazia nei confronti del restante ceto cittadino, con trattamenti migliori e una strenua difesa delle proprie competenze e del proprio ruolo sociale? Certamente s\u00ec. Il parlamento italiano, tanto per citarne uno, \u00e8 una fetta irrisoria rispetto al numero di cittadini che dovrebbero concorrere alla gestione della cosa pubblica in una democrazia propriamente detta. Lo stesso concetto di tramite e mandato stride con una gestione coerente della democrazia per come la si intende, ovvero governo del popolo. Il popolo in Italia e pure in Occidente ha scarsa voce, possiamo dirlo tranquillamente. Il fattore elettivo non deve essere scambiato per la possibilit\u00e0 di accedere direttamente ai gangli del potere e alla gestione dello stato, con una conseguente modifica delle sue architetture geopolitiche. Pure in Italia non si contano le operazioni di debunking e di discredito verso gruppi politici e personaggi intenti a rivedere pesantemente i meccanismi elettorali e di gestione del potere, cos\u00ec come negli altri stati occidentali. Non si contano nemmeno gli omicidi e le intimidazioni ai danni di magistrati, politici, uomini d\u2019affari che quotidianamente sfidano un sistema di potere che invece si perpetua senza problemi.<\/p>\n<p>Purtroppo il gioco dell\u2019informazione \u00e8 molto pi\u00f9 facile se rivolto ad un nemico esterno, nemico pure di quell\u2019architettura sovranazionale, con occhio verso ovest, alla quale siamo legati politicamente e militarmente. L\u2019informazione ha gioco facile nel presentare la Russia di oggi come quella di ieri, come il nemico che da oriente minaccia i nostri figli e la nostra presunta democrazia. L\u2019importante \u00e8 rendersene conto, e fermare quanto prima il sanguinoso crinale su cui la politica estera pare essersi introdotta. L\u2019Italia e l\u2019Europa lo possono fare, specialmente grazie a quell\u2019ondata di dissenso che sta nascendo in quasi tutti gli stati di area mediterranea e non. L\u2019Europa ha bisogno della Russia e la Russia ha bisogno dell\u2019Europa. Collocarsi definitivamente dall\u2019altra parte del blocco in maniera subordinata significherebbe rinunciare ad un ruolo di mediazione che l\u2019Europa vorrebbe far suo, ma che anche per questi motivi non riesce a definire. Restare preda di una propaganda interessata e prezzolata, perpetuando uno scontro con un nemico esterno di comodo, significa non accorgersi delle opportunit\u00e0 che un dialogo proficuo con la Russia possono creare. Significa rimanere confinati in un velo di ipocrisia che poco si conf\u00e0 ad una gestione sana e coerente di un contenitore di 250.000 di anime, qual \u00e8 l\u2019Europa. Lo scontro tra democrazia e barbarie \u00e8 una retorica che \u00e8 meglio lasciare altrove, i cui effetti notiamo tutti i giorni sulle nostre coste, e altrove. Serve il dialogo e serve una intesa, le crociate lasciamole al medioevo.<\/p>\n<p>https:\/\/www.facebook.com\/alessandro.catto.9<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una conseguenza certamente spiacevole dell\u2019andazzo geopolitico contemporaneo \u00e8 quella che riguarda il deterioramento dei rapporti tra gli USA e l\u2019Europa occidentale da una parte e la Russia e il mondo orientale dall\u2019altra. 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