{"id":57,"date":"2016-05-24T10:47:09","date_gmt":"2016-05-24T08:47:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/causholli\/?p=57"},"modified":"2016-05-26T10:05:59","modified_gmt":"2016-05-26T08:05:59","slug":"noi-e-i-soldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/causholli\/2016\/05\/24\/noi-e-i-soldi\/","title":{"rendered":"Noi e i soldi"},"content":{"rendered":"<p>Una volta, quello che mi piaceva del cerimoniale dei matrimoni a Scutari, era il giorno in cui si portava la dote alla sposa, e la valigia che la conteneva ritornava a casa vuota. Me lo ricordo bene, perch\u00e9 il non-peso della valigia si scuoteva nelle mie mani mentre correvo ad aprirla. Non so per quale motivo mi sia rimasta impressa nella memoria lo scampolo di seta rossa con cui era foderata all&#8217;interno. Forse perch\u00e9 era la stessa valigia che faceva il giro di tutto il clan famigliare in caso di matrimoni. Ma, a parte questo, alcune belle persone, si premuravano di riempirla di ogni sorta di dolci, lavoretti in filigrana e altri deliziosi oggetti, che a me risultavano pi\u00f9 preziosi della stessa dote messa insieme, con tanta fatica nella ristrettezza di quei tempi, dalle donne anziane della famiglia dello sposo. Non ero l\u2019unica, perch\u00e9 dietro di me correvano tutti i famigliari a contemplare la creazione della &#8220;gratitudine&#8221; racchiusa in uno spazio vuoto.<\/p>\n<p>Avere o sapere? Avere o esistere? Il mio ricordo sopravvive grazie alla creativit\u00e0 usata per abbellire una valigia vuota. Invece nulla mi \u00e8 rimasto dei tagli di tessuto o delle scarpe, acquistate sottomano al mercato nero, delle numerose doti. E non perch\u00e9 fossi piccola e non mi interessassero. Al contrario. Sono sempre stata affascinata dalle cose belle, ma il ricordo \u00e8 stato tenuto in piedi dal valore della qualit\u00e0, non della quantit\u00e0. E&#8217; istintivo. Solo che ci vuole tempo per comprenderlo e per riconoscerlo.<\/p>\n<p>Non abbiamo pi\u00f9 tempo. Nessuno ha pi\u00f9 tempo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dovrebbe essere tradotto tutto in denaro? Il denaro \u00e8 indispensabile fino a quando \u00e8 \u00a0a nostro servizio, ma a quanto pare stiamo diventando schiavi suoi, e in queste circostanze, \u00e8 improbabile poter essere utili come genitori, come coniugi e come amici. Ci siamo trasformati in servi, cos\u00ec&#8230; impercettibilmente e progressivamente.<\/p>\n<p>Dopo tutto si tratta, di carta stampata prodotta dall&#8217;ingegno umano.<\/p>\n<p>Questa storia non riguarda le persone che lavorano duramente per il guadagnarsi la pagnotta. \u00c8 rivolto a coloro che i soldi gi\u00e0 ce li hanno e li aumentano con fragorosa gelosia, di traffico in traffico, in competizione tra di loro su chi viaggia di pi\u00f9, su chi dimagrisce di pi\u00f9 nel corpo e su chi ingrossa di pi\u00f9 le tasche, di compromesso in compromesso. Bombardano inutilmente la gente comune, con l&#8217;avidit\u00e0 delle loro foto a colori o in bianco e nero, su piccoli e grandi schermi.<\/p>\n<p>L&#8217;avidit\u00e0 \u00a0poi tira un respiro profondo negli angoli dei villaggi piu sperduti del paese, riuscendo a sconvolgere la loro vita in un solo minuto. Perch\u00e9 \u00a0l\u2019aureola che vedono questa volta non \u00e8 potatrice di luce ma solo di cecit\u00e0. Come fu illuminato, Alessandro Magno, che prima di tramandare ai posteri il messaggio della potenza penso&#8217; bene di lasciarne un altro: &#8221; al momento in cui disporrete la mia salma &#8211; decreto&#8217; &#8211;\u00a0 voglio che le mani siano lasciate penzolare fuori dalla bara perch\u00e9 la gente capisca che colui che conquist\u00f2 il mondo, se ne and\u00f2 a mani vuote.&#8221;<\/p>\n<p>Tutti noi ce ne andremmo cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una volta, quello che mi piaceva del cerimoniale dei matrimoni a Scutari, era il giorno in cui si portava la dote alla sposa, e la valigia che la conteneva ritornava a casa vuota. Me lo ricordo bene, perch\u00e9 il non-peso della valigia si scuoteva nelle mie mani mentre correvo ad aprirla. Non so per quale motivo mi sia rimasta impressa nella memoria lo scampolo di seta rossa con cui era foderata all&#8217;interno. 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