A Wimbledon va in scena la caduta degli dei. Rafa Nadal, Roger Federer, Maria Sharapova non ci sono più dopo appena tre giorni di Championships. Tre tonfi che più clamorosi e imprevisti non si può. Anzi, forse qualcuno come Claudio Giua di Repubblica dice di averlo previsto. Comunque sia, per noi amanti di tennis ma non tecnici specialisti, questa triplice caduta, completata dalle sconfitte di Wavrinka ad opera di Hewitt e dal ritiro di Tsonga, lavorato ai fianchi da Gulbis, uno che già a Roma aveva fatto vedere i sorci verdi a Nadal, questo triplete di flop, dicevamo, è una grande sorpresa. Non c’è più rispetto per i mostri sacri. Nadal sconfitto in tre set al primo turno dal belga Steve Darcis, numero 135 del mondo; Federer out al secondo match dopo quattro combattutissimi set per mano dell’ucraino Sergiy Stakhovsky, numero 116; l’algida Sharapova esclusa, pur se con l’attenuante di un lieve infortunio, dalla ventenne Michelle Larcher de Brito, numero 116 proveniente dalle qualificazioni. Anche la nostra Sara Errani, quinta tra le teste di serie, si è arresa al primo turno ai colpi di Monica Puig, portoricana classificata al 66esimo posto Wta. Insomma, un’ecatombe. Vien da dire che anche nel tennis non ci sono più certezze. Tra i primi della classe restano in sella Nole Djokovic e Andy Murray, mentre tra le prime cinque teste di serie femminili, dopo il ritiro della Azarenka, sono ancora in corsa solo Serena Williams e Agnieszka Radwanska. Sia tra gli uomini che tra le donne, il tabellone è un campo minato, un grafico di pronostici ribaltati, di capitomboli imprevisti. Vedremo che cosa succederà nei prossimi giorni, magari si confermeranno al vertice gli attuali numeri uno, Serena Williams e Djokovic. Magari. Vedremo. Intanto cresce la generazione dei Dimitrov, dei Janowic, delle Halep

… In ogni caso, questa edizione di Wimbledon potrebbe venire ricordata come l’inizio di una svolta. Sarà il torneo del sovvertimento dei valori? La classe degli outsider, anzi delle seconde e terze file, spodesta i numeri primi. I quali, se vogliono resistere in vetta, non possono più vivere sugli allori. Non c’è sport individuale più spietato e complesso del tennis (forse solo la boxe): se non sei divorato dalla fame di vittorie, qualcuno ti sgama. Mi piacerebbe sapere come la pensate. Io credo che, infortuni a parte, la preparazione, la qualità del proprio tennis e dei propri colpi, dipenda soprattutto dalla volontà e dalla concentrazione…

Tag: , , , ,