Non ci ha impiegato molto Mario Giordano per dare la sua impronta a Videonews, la struttura di Mediaset alla quale fanno capo i programmi d’informazione esclusi i telegiornali di cui è stato da poco nominato direttore. L’imprinting di Giordano si vede già dalla scelta di Federico Novella alla conduzione, dal 9 settembre al fianco di Federica Panicucci, di Mattino 5 nella casella lasciata libera da Claudio Brachino. Treuntun anni, Novella era caposervizio di TgCom24 dove conduceva con una certa autorevolezza la rubrica quotidiana Checkpoint con puntata settimanale in prima serata.
Lerner non sparirà Per un volto nuovo che si affaccia alla tv generalista ce n’è un altro che scompare. Con un post sul blog Il bastardo Gad Lerner ha comunicato che non sarà nella squadra di La7 prossima ventura. Si cerca d’individuare il vero motivo. “Non mi ci ritrovo più”, ha spiegato vagamente lui alludendo a una diversa sensibilità rispetto al nuovo editore Urbano Cairo. E poi, sul filo esistenziale: “Non trovo saggio invecchiare davanti a una telecamera”. Chissà. Qualcuno ipotizza dissidi economici. Già a gennaio Lerner aveva abbandonato L’Infedele (share medio del 3,5 per cento) riparando in seconda serata con Zeta (attorno al 6). Ora l’addio. Pochi mesi fa Lerner aveva perso anche la rubrica su Vanity Fair. Ma siccome “conto di avere ancora qualcosa da dirvi e da darvi” facile che lo si riveda da qualche parte. Magari su LaEffe.
Chiambretti fa il Pierino sul web Per non perdere totalmente visibilità Piero Chiambretti si è inventato un piccolo format online su Corriere.tv. “Pronto, Cristiano… ti disturbo? Sei dal parrucchiere?”. L’ultima Intercettazione era a Cristiano Malgioglio sul tema dei matrimoni gay da poco riconosciuti da Barak Obama. Per la cronaca, l’intercettato ha detto che non ci crede. E vabbè. Quello che più interessa è la fantasia dell’ex Pierino, sempre in sodalizio con Tiberio Fusco, suo autore di fiducia. L’idea delle Intercettazioni di personaggi un tantino borderline o pruriginosi funziona: in tre o quattro minuti di telefonata, registrata con la regia di Ranuccio Sodi in una location industriale in bianco e nero, Chiambretti dà il meglio di sé: domande in contropiede, doppisensi, allusioni erotiche. Dopo la confessione di Michael Douglas secondo il quale il suo cancro alla gola sarebbe stato causato dal sesso orale, Chiambretti ha chiesto a Rocco Siffredi come si sente. Dopo l’ultima inchiesta sul calcioscommesse ha detto a Luciano Moggi in treno per Napoli, “attenzione che a Napoli la procura non scherza”. E via così. In attesa di tornare in video su Mediaset, tra qualche mese. Un gruppo di autori sta pensando al suo nuovo programma…
Le grandi interviste di Porro Dopo Marco Tronchetti Provera nella puntata d’esordio, è toccato a Tarak Ben Hammar, grande tycoon tunisino, produttore cinematografico, amico di Berlusconi e Murdoch che vive tra Parigi Roma Tunisi e Los Angeles sottoporsi alle domande di Nicola Porro per Virus – Il contagio delle idee nell’intervista di chiusura della serata. Il programma deve ancora trovare la sua perfetta quadratura, ma si candida ad essere un nuovo spazio di confronto costruttivo, per capire cosa accade nel mondo della politica, dell’economia e della grande editoria. Geniale la partenza con una provocazione di Vittorio Sgarbi su Berlusconi definito “partigiano della giustizia” contrappuntata da immagini della pittura di Caravaggio. Molto godibile l’intervista finale, genere nel quale, pur ammiccando, Porro eccelle. Chissà se Benedetta Tobagi avrà ancora qualcosa da ridire…
The Spiral la serie migliore. Finora Partirà giovedì prossimo su Fox Crime l’attesissimo The Bridge con Diane Kruger nel ruolo di una detective che indaga sui misteriosi omicidi che avvengono sulla frontiera tra Messico e Usa, remake della fortunata e acclamata Bron, serie svedese nella quale le vittime vengono ritrovate sul ponte tra Svezia e Danimarca provocando complessi intrecci diplomatico-burocratici per la gestione delle indagini. Vedremo se The Bridge sarà migliore di The Spiral, l’altra fiction scandinava che narra di un gruppo di artisti no-global che finiscono in un introgo più grande di loro, in onda in questi giorni su Sky Arte: finora, per ambientazioni, intreccio, sofisticazione di dialoghi e tensione narrativa in assoluto la migliore serie in circolazione.

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