L’assortimento. Cosa non fa l’assortimento. E un cast ben mixato con un conduttore in palla. Pochi ritocchi, e il nuovo Pechino Express è un altro programma rispetto all’anno scorso. (Raidue, lunedì, ore 21,10, share del 7,71 per cento). Tutti hanno un’identità precisa, definita. I concorrenti famosi e gli sconosciuti. Gli amici Alessio e Stefano, i fidanzati Corinne (Clery) e Angelo, padre e figlio Massimo (Ciavarro) e Paolo, la marchesa con occhiali a farfalla e il maggiordomo permaloso. Precisa anche l’identità di Costantino della Gherardesca: giovane-vecchia volpe di reality. Tutt’altro passo rispetto al principe Filiberto. È lui a trasmettere il tono giusto di questo Giochi senza frontiere on the road. Siamo in Vietnam, da Hanoi bisogna arrivare a Bangkok, provvedendo con due dollari al giorno a vitto, trasporto e alloggio. Non ci sono prove raccapriccianti, serpenti da baciare e roba del genere. La gradazione trash è ridotta a vantaggio del tono scanzonato. Ben dosato anche il confronto tra il contesto e il «pathos» della competizione. L’ironia soprattutto: i nobili messi nel mirino, la marchesa e il suo accompagnatore, Corinne e il suo toy boy, i figli di… «non avete mai lavorato in tutta la vita…». Fondamentale nella chimica del gioco anche Rosolino, altra vecchia conoscenza della «tv di riporto», quella che dovrebbe garantire una second life. Non siamo alla «rivoluzione dell’intrattenimento» come qualcuno aveva vagheggiato. Però, adesso abbiamo un programma.

Tag: , ,