Che cancan il sindaco Khan

Ha risposto a Trump accusandolo di avere una “visione ignorante dell’islam”. E ha gentilmente rispedito al mittente l’offerta (un’eccezione solo per lui) di entrare negli Stati Uniti “anche se musulmano”. Poi ha annunciato che l’11 luglio si recherà a Srebrenica per commemorare il 21esimo anniversario del massacro di 8mila musulmani. Nel frattempo ha costretto un gruppo di Conservatori a venire allo scoperto, a criticare (a posteriori) il partito per le modalità con cui è stata condotta la campagna elettorale a Londra, troppo divisiva per una città che ha fatto della libera convivenza e del multiculturalismo la sua bandiera. È passata meno di […]

  

Brexit, partita doppia: sulla Ue e sul futuro dei Tory

E finalmente la partita sulla Brexit si fa davvero avvincente. Il 23 giugno la Gran Bretagna deciderà se restare nell’Unione europea o lasciarla. Fino a ieri si prospettava un match solo relativamente difficile, per la quota di imponderabilità insita in qualsiasi consultazione elettorale e perché gli indecisi sono ancora un numero consistente (circa il 20%). Ma alla fine la partita – a voler azzardare delle previsioni – sembrava pendere a favore della permanenza di Londra nella Ue. L’establishment finora è stato in gran parte su questa posizione, perché Londra resti nel circuito di Bruxelles: così il Partito Laburista, i Liberaldemocratici […]

  

“I fascisti dell’Isis vanno sconfitti”: bombe inglesi sulla Siria

Undici ore di dibattito parlamentare e Westminster ha deciso che è arrivato il momento di bombardare l’Isis in Siria: 397 sì, 223 no. Cinquantasette minuti dopo il voto, il Regno Unito comincia a colpire con i suoi Tornado anche oltre l’Irak, dove i bombardamenti britannici contro lo Stato islamico sono in corso dal 26 settembre 2014. Vince la linea del primo ministro conservatore Cameron. Il Partito laburista si spacca. Il leader Corbyn lascia libertà di voto ai suoi deputati ma in 66 (su 231) decidono di non seguirlo sulla strada di ferma contrarietà ai raid. Tra loro 11 membri del Governo […]

  

Londra, i raid in Siria e Corbyn al tappeto

Il dado è tratto. Il primo ministro David Cameron ha annunciato che il Parlamento inglese voterà mercoledì per decidere se dare il via libera ai raid aerei in Siria. La notizia è arrivata dopo una giornata convulsa, non per il primo ministro, ma per il Partito laburista. Jeremy Corbyn, il pacifista di ferro eletto tre mesi fa alla guida del Labour, dopo giorni di indecisione, minacce di dimissioni da parte del suo Gabinetto ombra, dopo aver ribadito e insieme negato di essere un pacifista, alla fine ha deciso di lasciare libertà di coscienza ai suoi deputati. Un gesto democratico? No, la […]

  

Aylan, i migranti e la giravolta dei tabloid inglesi

Ieri erano “come scarafaggi”, che invece di essere salvati avrebbero dovuto essere fermati con gli elicotteri da combattimento (copyright Katie Hopkins, orgogliosa commentatrice del Sun). Ora sono diventati “le piccole vittime di una catastrofe umanitaria”. I migranti che in queste ore stanno mettendo a dura prova le frontiere e il futuro dell’Europa, nella peggiore crisi umanitaria dal Dopoguerra a oggi, devono aver messo nelle ultime ore parecchio in crisi anche i tabloid britannici. Eppure gli squali del giornalismo inglese (campioni di populismo sempre a caccia di un nemico da dare in pasto alla pancia del Paese, di star e potenti da portare […]

  

Amy Winehouse, un destino in versi

Uccisa dall’alcol, avvelenamento da alcol. E poi uccisa dalla droga, dal successo, da Blake, dai paparazzi, dai tabloid, da se stessa. Amy Winehouse se n’è andata il 23 luglio del 2011, a 27 anni, nella sua casa di Camden Town, Londra. Da allora è stato il buio. E tutti a chiedersi perché. Di chi sia la colpa. Asif Kapadia ha cercato di capire anche lui e con il suo Amy, The Girl Behind the Name, uscito in Gran Bretagna il 3 luglio e fuori concorso al Festival di Cannes, ha fatto il pieno di incassi. Il documentario più visto della storia […]

  

Aggiungi un posto a tavola: c’è Boris Johnson (a Downing Street)

Altro che esclusione. Boris Johnson entra nel nuovo governo Cameron con un posto d’onore. Niente portafogli ma è il prescelto che potrà partecipare alle riunioni del Gabinetto politico di Londra, quelle che si tengono ogni due settimane, cruciali per decidere la linea politica del governo. Per Johnson è l’anticamera di un incarico vero. Rimandato solo perché l’accordo era chiaro col partito e con il primo ministro: prima finire il lavoro (apprezzato) di sindaco della capitale inglese e poi, a partire da maggio 2016, quando il suo incarico sarà scaduto, entrare nella squadra di Cameron. La vittoria è arrivata, più dolce del […]

  

La lezione della democrazia inglese

Immaginate una campagna elettorale difficilissima, che i sondaggi danno sul filo del rasoio, svolgersi tra duri attacchi politici ma zero insulti, nessuno scivolone clamoroso (al massimo un panino ingurgitato con troppa foga) e niente dichiarazioni di intolleranza tra leader avversari e nei confronti degli elettori rivali. Immaginate che, nonostante le previsioni di incertezza, all’indomani del voto ci sarà un vincitore chiaro e alcuni perdenti. E che gli sconfitti diano le dimissioni, a scrutinio ancora in corso, riconoscendo che la colpa è loro e che lavoreranno dietro le quinte per rafforzare i propri partiti. Immaginate che sui sondaggi totalmente sbagliati venga aperta […]

  

Royal baby: rischio noia e caos, ma che affare…

Siete pronti? Un altro tormentone sta per cominciare. D’ora in poi ogni momento sarà buono per l’evento che spacca ancora in due il Regno Unito (e non solo) tra simpatizzanti della monarchia e repubblicani di ferro. Si tratta della nascita del secondo royal baby, quarto erede al trono d’Inghilterra in linea di successione dopo il principe Carlo (il nonno), il papà William e il fratello principino George (lo zio Harry è slittato al quinto posto). L’annuncio ufficiale, urbi et orbi, arriverà via Twitter, come su Twitter è arrivata la notizia della nuova gravidanza di Kate. Prima volta nella storia, ovvio. […]

  

Blair trova i soldi per il divorzio dal sindacato

Meno sinistra e più centro. Meno sindacato e più soldi privati. Tony Blair mette lo zampino nella più incerta campagna elettorale della storia britannica. Lo fa per arginare il ruolo del sindacato nel partito e accrescere l’influenza del business. L’ex premier lo ha scritto e ribadito in sedi ufficiali: niente virate a sinistra, serve posizionarsi in un’area di centro “che alla fine è la più soddisfacente e la più produttiva per il partito e per il Paese”. Perciò che fa? A sette settimane dalle elezioni generali, trova un milione di sterline (quasi un milione e mezzo di euro) per rimpinguare le […]

  

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