{"id":45,"date":"2018-06-25T14:48:52","date_gmt":"2018-06-25T12:48:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/conti\/?p=45"},"modified":"2018-06-25T14:48:48","modified_gmt":"2018-06-25T12:48:48","slug":"la-rivoluzione-senese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/conti\/2018\/06\/25\/la-rivoluzione-senese\/","title":{"rendered":"LA RIVOLUZIONE SENESE"},"content":{"rendered":"<p>Ironia della sorte, Siena ha cambiato la sua storia nel giorno di San Giovanni, patrono dell\u2019acerrima nemica (dai tempi della battaglia di Montaperti) \u00a0Firenze, ovvero il capoluogo rimasto ostaggio di un non fiorentino, Matteo Renzi. Nella mitologia greca la dea Nemesi faceva giustizia ai delitti irrisolti o impuniti, perseguitando soprattutto i malvagi e gli ingrati alla sorte. E a Siena domenica 24 giugno si \u00e8 consumata la Nemesi storica del Pd: la banca senese che ha fatto ricco il partito, il Monte dei Paschi, lo ha portato alla rovina. I toscani preferiscono chiamarlo contrappasso.<\/p>\n<p>A Siena domenica hanno perso il Pd di Renzi, di Walter Veltroni, di Carlo Calenda. Hanno perso gli \u201capparentamenti\u201d, visti come rigurgiti di un passato da dimenticare, e ha vinto un avvocato espressione di una lista civica e appoggiato dal centrodestra, senza per\u00f2 esserne corpo organico. \u00a0Luigi De Mossi ha rappresentato alcune delle parti civili per il filone Antonveneta trasferito a Milano e ha assistito i 250 dipendenti Mps esternalizzati in Fruendo, poi reintegrati su richiesta del giudice nel Monte. De Mossi, insieme a pochi altri, ha denunciato in tempi non sospetti il cosiddetto \u201cgroviglio armonioso\u201d tra finanza e politica, non solo locale, e tutte le sue diramazioni.\u00a0Ha difeso i bloggers senesi quando , ancora uniche voci fuori dal coro, denunciavano le relazioni pericolose che stavano soffocando la citt\u00e0, dall\u2019universit\u00e0 alle squadre di calcio e basket passando ovviamente per la banca e la Fondazione.<\/p>\n<p>In un\u2019intervista che gli avevo fatto nel 2015, quindi ben tre anni fa, De Mossi aveva delineato un quadro desolante: \u201cSiena \u00e8 una citt\u00e0 immobile. Solitamente quando accadono terremoti come quello che ha scosso questa citt\u00e0 si assiste a un ricambio della classe dirigente. Qui invece non \u00e8 successo. Chi ieri aveva il potere continua ad averlo anche oggi, soprattutto a livello di Pd locale, cambiano solo i nomi ma si tratta di personaggi che avevano legami assai consolidati con la \u201cSiena da bere\u201d di qualche anno fa.\u00a0\u00a0Lo stesso sindaco Bruno Valentini non \u00e8 riuscito a spezzare antichi schemi. La lezione Antonveneta non \u00e8 servita\u201d. Il De Mossi si riferiva all\u2019atomizzazione della politica locale in una comunit\u00e0 dove anche le iniziative di buon senso diventano delle missioni quasi impossibili. Di certo, \u00e8 stato rotto un tab\u00f9: fino a pochi anni fa alcune societ\u00e0 partecipate dalla Fondazione e dalla stessa banca erano intoccabili, ora non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec.\u00a0\u00a0Pensiamo alla Siena Biotech, per la quale\u00a0qualche tempo fa il tribunale ha accolto la domanda di fallimento. Avere una partecipata oggetto di una procedura concorsuale, un tempo sarebbe stata considerata un&#8217; eresia. De Mossi aveva, in quell\u2019intervista, centrato un punto: \u201cDi fronte a eventi come quelli che hanno investito questa citt\u00e0 e questa banca le soluzioni, ce lo ha insegnato anche Tangentopoli, non sono mai giudiziarie. Certo, le inchieste possono offrire un assist al cambiamento ma la rinascita deve partire dalla societ\u00e0, dalle persone\u201d. E cos\u00ec \u00e8 stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ironia della sorte, Siena ha cambiato la sua storia nel giorno di San Giovanni, patrono dell\u2019acerrima nemica (dai tempi della battaglia di Montaperti) \u00a0Firenze, ovvero il capoluogo rimasto ostaggio di un non fiorentino, Matteo Renzi. Nella mitologia greca la dea Nemesi faceva giustizia ai delitti irrisolti o impuniti, perseguitando soprattutto i malvagi e gli ingrati alla sorte. 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