{"id":125,"date":"2014-03-13T16:47:05","date_gmt":"2014-03-13T16:47:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=125"},"modified":"2014-03-13T18:44:00","modified_gmt":"2014-03-13T18:44:00","slug":"arriva-la-nek-nomination-sfida-alcolica-on-line-tra-adolescenti-lesperto-in-italia-il-primo-bicchiere-a-12-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2014\/03\/13\/arriva-la-nek-nomination-sfida-alcolica-on-line-tra-adolescenti-lesperto-in-italia-il-primo-bicchiere-a-12-anni\/","title":{"rendered":"Arriva la Nek Nomination, sfida alcolica on line tra adolescenti. L&#8217;esperto: &#8220;In Italia  il primo bicchiere a 12 anni&#8221;."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2014\/03\/bere.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-134\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2014\/03\/bere-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Si chiama &#8220;Nek Nomination&#8221; ed \u00e8 l&#8217;ultima folle moda tra gli adolescenti.<\/p>\n<p>Si tratta di <strong>una gara a chi beve di pi\u00f9 e pi\u00f9 velocemente possibile,<\/strong> davanti a una telecamera. Il video &#8211; tutt&#8217;altro che edificante &#8211; viene poi postato sui social network. E da l\u00ec scatta la &#8220;nomination&#8221;: ovvero la chiamata verso altri tre ragazzi\/e \u00a0che entro 24 ore sono invitati ad accettare la sfida. Se non lo faranno saranno costretti a pagare da bere e ad essere derisi \u00a0in rete.<\/p>\n<p><em><strong>La sfida non solo \u00e8 assurda ma pericolosissima<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>E&#8217; partita dall&#8217;Australia, ha contagiato gli Stati Uniti, l&#8217;Inghilterra ha dilagato in mezza Europa ed \u00e8 approdata anche in Italia. \u00a0All&#8217;estero ha gi\u00e0 \u00a0fatto le prime vittime, almeno cinque, tutti ragazzi sotto i 30 anni. In Italia c&#8217;\u00e8 chi c&#8217;\u00e8 andato molto \u00a0vicino: ad Agrigento un adolescente lotta tra la vita e la morte per avere voluto provare. E&#8217; entrato\u00a0in coma etilico per intossicazione acuta da assunzione eccessiva di alcol. A Milano la &#8220;nomination&#8221; a colpi di alcol si \u00e8 diffusa tra i ragazzi del liceo.<\/p>\n<p>Il nome deriva da &#8220;neck&#8221; collo, in questo caso di una bottiglia, specie quella di birra ma anche di superalcolici che vengono spesso mescolati in un<strong> micidiale cocktail<\/strong>.<\/p>\n<p>Su facebook sono tantissimi video postati dai ragazzi e \u00a0le pagine dedicate, con migliaia di &#8220;mi piace&#8221;. \u00a0E altrettante (finalmente) \u00a0anche quelle che chiedono di fermare questa delirante pericolosissima catena fatte di sbronze virali.<\/p>\n<p><strong>&#8220;La partenza \u00e8 il cosiddetto<em> binge drinking<\/em><\/strong> una problematica sociale emergente che viene definita come il bere ripetutamente in modo compulsivo fino a ubriacarsi&#8221;, spiega\u00a0<strong>Luca Bernardo direttore della Pediatria dell&#8217;ospedale \u00a0Fatebenefratelli e, nello specifico, anche responsabile del Centro disagio adolescenti.<\/strong> In pratica si tratta di bere un minimo di 5-7 bicchieri, uno dietro l&#8217;altro &#8220;che il ragazzo o la ragazza ingerisce volontariamente in misura sempre maggiore&#8221;. Si comincia con la birra, poi si \u00a0passa agli alcolici per poi arrivare anche ai superalcolici. Il &#8220;binge drinking&#8221; a differenza del nuovo &#8220;Neknomination&#8221; non viaggia on line: i ragazzi si incontrano in bar o pub e parte il &#8220;gioco&#8221;. &#8220;Noi &#8211; spiega il professore &#8211; lo avevamo denunciato gi\u00e0 nel 2008. Si \u00e8 perso un po&#8217; troppo tempo\u00a0 Ora c&#8217;\u00e8 stato il passaggio sul palcoscenico mediatico. I ragazzi vivono nel mondo virtuale e di conseguenza hanno trasferito anche qui la sfida&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La noia non c&#8217;entra: il &#8220;nominato&#8221; \u00e8 visto come un eroe<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;A differenza di altri fenomeni che interessano i ragazzi in questa fascia di et\u00e0 come ad esempio il bullismo, \u00a0la <em>neknomination<\/em> non scatta per noia. Ma per sfida&#8221;, racconta Bernardo. Una &#8220;sfida&#8221; che trova terreno fertile nell&#8217;inquietudine di questa et\u00e0, in quella che Bernardo definisce &#8220;l&#8217;arrabbiatura di partenza degli adolescenti che si tramuta in ricerca del pericolo e li porta<strong> a sfidare prima di tutto il proprio corpo\u00a0<\/strong>e i propri limiti&#8221;. \u00a0Per i ragazzi, chi beve davanti alla telecamera viene visto paradossalmente quasi come un &#8220;eroe&#8221; e per questo vogliono emularlo. &#8220;Tant&#8217;\u00e8 vero &#8211; riferisce Bernardo &#8211; che \u00e8 un fenomeno trasversale. Tocca tutti, lo sfigato e lo sportivo, il bravo ragazzo e il secchione. Per loro diventa quasi un modo per farsi conoscere&#8221;.<\/p>\n<p>E non \u00e8 vero che i ragazzi non sanno gli effetti che pu\u00f2 provocare l&#8217;alcool: anzi. &#8220;E&#8217; proprio quello che vogliono raggiungere&#8221;, fa notare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><em><strong>I dati sono allarmanti. L&#8217;Italia ha il primato del pi\u00f9 precoce contatto con l&#8217;alcol<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Pare incredibile. Eppure, come spiega Bernardo, i ragazzi in Italia cominciano a bere \u00a0 molto prima rispetto agli altri adolescenti in Europa. <strong>Il primo bicchiere alcolico \u00e8 tra gli 11 anni e 8 mesi e i 12 anni e mezzo, contro una media europea attestata sui 14 anni e 6 mesi.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; La quota dei dipendenti dall&#8217;alcol in carico ai vari servizi sotto i 30 anni \u00e8 del 15%.<\/p>\n<p>&#8211; In Italia sono 8 milioni e mezzo le persone a<strong> rischio abuso di alcol e tra questi 750mila sono adolescenti .<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; L&#8217;alcol \u00e8 all&#8217;origine della mortalit\u00e0 giovanile: riguarda il 25% dei maschi under 18 anni che perdono la vita e il 10% delle femmine.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La mortalit\u00e0 per incidenti stradali correlata al consumo di alcol \u00e8 tra il 30 e il 50 per cento.<\/p>\n<p><strong><em>Cosa possono fare i genitori? \u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Come sottolinea il responsabile del centro disagio adolescenti il messaggio per frenare questo assurdo &#8220;gioco&#8221; mortale pu\u00f2 arrivare soprattutto dai pari &#8220;perch\u00e9 genitori e insegnanti a questa et\u00e0 difficilmente vengono ascoltati&#8221;. <strong>\u00a0Quello che un genitore pu\u00f2 fare \u00e8 sicuramente prevenire<\/strong>. Parlare, spiegare, comunicare, meglio se prima di arrivare in quella delicata fase della vita dove i ragazzi ascoltano meno volentieri. Don Aldo Gerenzani, rettore del Collegio San Carlo a Milano, pur non avendo registrato casi che riguardano i &#8220;suoi&#8221; ragazzi. in una lettera indirizzata a professori e genitori \u00a0affronta il problema e d\u00e0 qualche suggerimento.<\/p>\n<p><strong>1- &#8220;<\/strong>Non sottovaluterei &#8211; scrive &#8211; \u00a0l&#8217; <strong>efficacia della messa in ridicolo<\/strong> di questi atteggiamenti che, oltre che criminali, sono un concentrato di stupidit\u00e0 e denunciano un &#8220;vuoto pneumatico&#8221; del cervello e del cuore. Spesso il ridicolo \u00e8 pi\u00f9 efficace di ogni pur importante argomento razionale e, soprattutto, di ogni &#8220;predica&#8221;.<\/p>\n<p><strong>2-<\/strong>\u00a0Suggerisce di \u00a0di fare capire che<strong> la rete mantiene memoria<\/strong> di tutto quello che viene pubblicato: domani quando saranno pap\u00e0, mamme \u00a0o professionisti affermati si potranno giocare un posto, un lavoro, un futuro se qualcuno andr\u00e0 a ripescare le loro &#8220;prodezze&#8221;.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>&#8211; Esorta genitori e insegnanti a spiegare &#8220;i rischi a cui si va incontro e ricordare ai ragazzi che se non maturano adesso il loro <strong>senso di responsabilit\u00e0 e di libert\u00e0 personale vera<\/strong>, non si preparano al futuro e alla vita del domani&#8221;<\/p>\n<p>4 &#8211; &#8220;La cura dei loro sentimenti e della loro \u00a0salute riguarda anche la vita \u00a0dei loro figli futuri \u00a0( che non si meriteranno di avere dei genitori frivoli: argomento che, di solito, li colpisce e li sorprende&#8230;). \u00a0E \u00a0riguarda anche la Societ\u00e0 futura che essi dovranno costruire come cittadini consapevoli e \u00a0di carattere forte (non facile preda delle fredde correnti modaiole e frivole&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;Osservatorio nazionale alcool ha realizzato un opuscolo (cliccando\u00a0<a href=\"http:\/\/www.epicentro.iss.it\/alcol\/materiali\/opuscoli\/opuscolo_decalogo_genitori.pdf\">qui il link<\/a>) \u00a0con i dieci consigli per i genitori per aiutare i figli &#8220;a scegliere consapevolmente quando e come consumare le bevande alcoliche&#8221;. Una fra tutte: \u00a0<strong>prima dei 15 anni l&#8217;apparato digerente non \u00e8 ancora in grado di &#8220;smontare&#8221; l&#8217;alcool perch\u00e9 il sistema enzimatico &#8211; che ha questa funzione &#8211; non \u00e8 ancora completamente formato.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0I buoni esempi: ecco chi ha interrotto la catena<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2014\/03\/carlo-alberto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-135\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2014\/03\/carlo-alberto-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>E allora magari anche mostrare che c&#8217;\u00e8 chi ha detto &#8220;no&#8221; alle tentazioni del branco. Che \u00a0ha<strong> trovato il coraggio di interrompere la catena<\/strong>: come Carlo Alberto Spilotri studente di giurisprudenza di Torino che sta spopolando (per fortuna) sul web per avere accettato a modo suo la sfida che gli era stata lanciata. Si \u00e8 piazzato davanti alla telecamera, ha ringraziato di essere stato &#8220;nominato&#8221;, ha chiarito che questa storia di imbottirsi di alcol era per lui una grande scemenza e si \u00e8 bevuto un bel bicchiere di aranciata (<a href=\"http:\/\/youmedia.fanpage.it\/video\/aa\/UxhvF-SwewQGY0TR\">qui il video<\/a>). Alla salute.<\/p>\n<p>Anche il trio Medusa di radio Deejay ha tentato la strada &#8220;leggera&#8221;. \u00a0Giorgio, Gabriele e Furio hanno deciso di rilanciare con la musica al posto dell\u2019alcol approfittando dell\u2019omonimia con Nek, il famoso cantante. La catena \u00e8 cos\u00ec ripartita: in prima persona si sono buttati in un\u2019imperdibile versione di \u201cIn Te\u201d e sfidato i colleghi delle radio italiane a fare altrettanto <a href=\"http:\/\/www.deejay.it\/news\/neknomination-il-trio-medusa-spezza-la-catena-e-rilancia\/372796\/\">(qui il video)<\/a><\/p>\n<p>Qualcun altro ha creato le <strong>&#8220;nomination&#8221; delle buone azioni<\/strong> come segnala il sito skuola.net: si chiama raknomination ed \u00e8 un meccanismo attraverso il quale i giovani si nominano s\u00ec, ma per compiere buone azioni <a href=\"http:\/\/www.skuola.net\/news\/fun\/neknominate-giovani-raknominate.html\">(qui il video)<\/a>. \u00a0Ma \u00e8 partita anche la <strong>booknomination<\/strong> con i libri al posto della birra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si chiama &#8220;Nek Nomination&#8221; ed \u00e8 l&#8217;ultima folle moda tra gli adolescenti. Si tratta di una gara a chi beve di pi\u00f9 e pi\u00f9 velocemente possibile, davanti a una telecamera. Il video &#8211; tutt&#8217;altro che edificante &#8211; viene poi postato sui social network. E da l\u00ec scatta la &#8220;nomination&#8221;: ovvero la chiamata verso altri tre ragazzi\/e \u00a0che entro 24 ore sono invitati ad accettare la sfida. Se non lo faranno saranno costretti a pagare da bere e ad essere derisi \u00a0in rete. La sfida non solo \u00e8 assurda ma pericolosissima. E&#8217; partita dall&#8217;Australia, ha contagiato gli Stati Uniti, l&#8217;Inghilterra ha [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2014\/03\/13\/arriva-la-nek-nomination-sfida-alcolica-on-line-tra-adolescenti-lesperto-in-italia-il-primo-bicchiere-a-12-anni\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1027,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[241,240,25439,247],"tags":[395830,42083,773,42082,42085],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1027"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=125"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":139,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125\/revisions\/139"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}