{"id":227,"date":"2015-04-10T09:31:18","date_gmt":"2015-04-10T09:31:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=227"},"modified":"2015-04-10T09:32:01","modified_gmt":"2015-04-10T09:32:01","slug":"baby-calcio-i-doveri-dei-genitori-e-i-diritti-dei-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2015\/04\/10\/baby-calcio-i-doveri-dei-genitori-e-i-diritti-dei-bambini\/","title":{"rendered":"Baby calcio, i doveri dei genitori e i diritti dei bambini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2015\/04\/calcio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-234\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2015\/04\/calcio-150x150.jpg\" alt=\"calcio\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Un campetto di calcio. Una palla. Due squadre di ragazzini. Giocano. Sugli spalti pap\u00e0 e mamme tifano. Gridano. (Troppo) spesso, esagerano. Fin qui &#8211; per chi non bazzica i campetti &#8211; \u00e8 la norma.<\/p>\n<p>Qualche giorno fa a Forte dei Marmi durante la Universal Cup &#8211; torneo per bambini classe 2004 (10 anni per intendersi) \u00a0&#8211; un gruppo di genitori \u00e8 andato ben oltre, fino a fischiare ogni volta che i ragazzini di colore toccavano la palla. \u00a0La denuncia in un twitter di 12 taglienti parole del procuratore Mino Raiola: &#8220;Shock UniversalCup inc. Milan\/PSG cl2004 genitori hanno fischiato ragazzi di colore. Sosteniamo i ragazzi, i razzisti sono ignoranti e deboli&#8221;. E meno male.<\/p>\n<p>Gli organizzatori hanno condannato l&#8217;episodio, ma hanno anche voluto precisare che &#8220;<em>non si \u00e8 trattato di cori razzisti ma \u00e8 stata contestata la scelta di schierare in campo giocatori fuori quota e quindi fisicamente pi\u00f9 prestanti&#8221;<\/em>\u00a0.<\/p>\n<p>Vale la pena ricordare che stiamo parlando di ragazzini di dieci anni.<strong> Li chiamano &#8220;Pulcini&#8221; nel campionato, tanto per dire.<\/strong> Eppure pare che genitori e spesso anche allenatori (e allenatrici) non se ne ricordino.<\/p>\n<p>Invece <strong><em>i genitori dei piccoli calciatori hanno dei doveri e i bambini dei diritti<\/em><\/strong>. Sono stati elencati in una carta che la Federazione del calcio ha realizzato proprio per il settore giovanile. Eccola. Dovrebbe essere affissa su ogni campetto. E dovrebbe finire nella sacca insieme alle scarpe, alla maglia col numero di ogni bambino. Questo il link<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2015\/04\/Carta_diritti_06.pdf\">Carta_diritti_06<\/a><\/p>\n<p>I<em>l numero 1 \u00e8 il diritto di divertirsi e giocare. Il numero 10 il diritto di non essere un campione.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ecco cosa scrive nell&#8217;introduzione la Figc: &#8220;L&#8217;approccio educativo del mondo del calcio \u00e8 troppo spesso uno specchio attraverso cui si riflettono comportamenti ed atteggiamenti degli adulti. Quindi, competitivit\u00e0 esasperata, esclusione dei pi\u00f9 deboli e dei meno dotati, accentuazione dell&#8217;aspetto fisico ed agonistico. Questa Carta, tra i suoi diversi principi, ci ricorda invece quanto sia importante assumere il punto di vista dei bambini. Non solo prestazioni e ansia di vittoria, ma divertimento, partecipazione, festa. E il calcio \u00e8 il tipico gioco di squadra che pu\u00f2 anche far sviluppare il confronto, la cooperazione, lo scambio&#8221; (cliccando <a href=\"http:\/\/www.settoregiovanile.figc.it\/chi_siamo\/base_carta_diritti.asp\" target=\"_blank\">qui<\/a> potete leggerla interamente).<\/p>\n<p>Chi iscrive il proprio figlio a una scuola di calcio pensando che sia come un qualsiasi corso di nuoto, tennis o qualunque altro sport si rende conto ben presto che \u00e8 tutta un&#8217;altra storia.<\/p>\n<p>Mi spiego. I bambini in campo giocano. I\u00a0genitori ogni sabato e a volte pure la domenica vivono le partite dei figli come fossero squadre di Serie A.\u00a0 Incitano i propri figli come fossero macchine da guerra. Ognuno dei pap\u00e0 \u00a0pensa di avere in campo il talento (inespresso per molteplici motivi&#8230;) <em>Educazione, rispetto sportivit\u00e0 non sono la regola.<\/em>\u00a0 E non sul campo, dove addirittura fino a una certa et\u00e0 non c&#8217;\u00e8 neppure l&#8217;arbitro perch\u00e9 i bambini devono fare da soli. Paradossalmente proprio tra coloro che insegnano con il loro comportamento.<\/p>\n<p>I genitori di squadre opposte si guardano in cagnesco (spesso), \u00a0Le urla rimbalzano sui piccoli giocatori che: A) non possono sbagliare, B) perdere la palla C) (peggio) non fare gol portando la vittoria alla loro squadretta.<\/p>\n<p>Per fortuna non succede sempre e dappertutto. E accade anche che qualcuno si ribelli quando la misura \u00e8 colma. Un paio di anni fa Alessandro Birindelli, ex campione di Italia con la Juventus e all&#8217;epoca allenatore delle giovanili del Pisa ritir\u00f2 la sua squadra per colpa delle liti scoppiate tra i genitori?<strong><em> Il caso? Un passaggio sbagliato: ovvero un ragazzino che non riesce a dare la giusta direzione alla palla&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Il pa<\/em><em>p\u00e0 di un suo compagno di squadra pretende il cambio in malo modo e il genitore del bambino in questione si risente. Sono urla che arrivano fin sul campo di gioco. Le sentono i bambini e le sente anche il mister che per fortuna non lascia correre. Prima avvisa: &#8220;Se continuate ce ne andiamo&#8221;. Poi mantiene la promessa. Niente partita per colpa di chi deve dare l&#8217;esempio: i genitori.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>In quel caso le polemiche sono poi proseguite perch\u00e9, in quel caso, la Figc sanzion\u00f2 la squadra e l&#8217;allenatore con sconfitta a tavolino, un punto di penalizzazione e persino una multa&#8230;<\/p>\n<p>Ci sono nel calcio dei bambini tante piccole-grandi cose che forse sarebbero da rivedere.<\/p>\n<p>E&#8217; giusto che a otto anni un bambino si veda recapitare a casa una lettera a fine stagione in cui gli viene detto che l&#8217;anno successivo non potr\u00e0 pi\u00f9 giocare nella squadra perch\u00e9 vengono selezionati solo quelli &#8211; ritenuti- migliori?<\/p>\n<p>E&#8217; giusto che all&#8217;interno della stessa scuola vengano a un certo punto divisi in squadre &#8220;A&#8221;, &#8220;B&#8221; e &#8220;C&#8221; \u00a0(guardacaso) a seconda delle proprie abilit\u00e0? O pi\u00f9 spesso a secondo del fisico perch\u00e9 &#8211; proprio come \u00e8 successo a Forte dei Marmi &#8211; nella competizione tra bambini evidentemente la diversa corporatura fa la differenza&#8230;<\/p>\n<p>Chi non si sente all&#8217;altezza molla. Nonostante la passione per il pallone, nonostante la voglia di giocare e di migliorare.<\/p>\n<p>Per fortuna a volte si trovano allenatori che ci mettono del proprio. E fanno la differenza. Ecco la<a href=\"http:\/\/www.realvirtus.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=315:lettera-ad-una-mamma-di-un-bambino-qscarsoq-che-vuole-smettere-di-giocare&amp;catid=1:ultime&amp;Itemid=50\" target=\"_blank\"> &#8220;Lettera alla mamma di un bambino scarso che vuole smettere di giocare<\/a>&#8220;. Siamo in Umbria, a Passaggio di Bettona in provincia di Perugia. La lettera \u00e8 per convincerla a non ritirare il figlio. Finisce cos\u00ec: &#8220;Se lascia perch\u00e9 suo figlio &#8220;\u00e8 scarso&#8221; diventa come quelli che credono di avere il figlio &#8220;forte&#8221; e sbraitano fuori dalla rete, peggio dei cani randagi, pretendendo spazio e importanza. E questa fine non se la meriterebbe, non la rappresenterebbe. Nel calcio ci vorrebbero pi\u00f9 bambini come suo figlio e pi\u00f9 genitori come lei. Pensaci e pensateci, anzi: ripensateci!&#8221;.<\/p>\n<p>Anzi. Ripensiamoci tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un campetto di calcio. Una palla. Due squadre di ragazzini. Giocano. Sugli spalti pap\u00e0 e mamme tifano. Gridano. (Troppo) spesso, esagerano. Fin qui &#8211; per chi non bazzica i campetti &#8211; \u00e8 la norma. 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