{"id":320,"date":"2016-02-13T15:41:32","date_gmt":"2016-02-13T15:41:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=320"},"modified":"2016-02-13T16:12:23","modified_gmt":"2016-02-13T16:12:23","slug":"maestre-e-maltrattamenti-reclutamento-troppo-superficiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2016\/02\/13\/maestre-e-maltrattamenti-reclutamento-troppo-superficiale\/","title":{"rendered":"Maestre e maltrattamenti. &#8220;Reclutamento troppo superficiale&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Mi chiedo se \u00e8 \u00a0possibile che <strong>una professione estremamente delicata venga gestita a livello di selezione del personale in modo cos\u00ec superficiale&#8221;<\/strong>. Daniele Novara, pedagogista, direttore del centro \u00a0psicopedagogico per l&#8217;educazione e la gestione dei conflitti <a href=\"http:\/\/www.cppp.it\/index.html\">(Cpp)<\/a> non si \u00e8 fermato allo sconcerto sull&#8217;ennesimo caso di maestre arrestate per maltrattamenti sui bambini. Ma punta il dito contro i filtri che dovrebbe far capire a chi decide di diventare maestra se la sua scelta \u00e8 giusta o se &#8220;dannegger\u00e0 non solo gli altri ma anche se stessa&#8221;. \u00a0In sintesi: se sbagliano mestiere non c&#8217;\u00e8 nessuno che che pu\u00f2 fermarle prima di entrare in classe perch\u00e9 i criteri di selezione sono troppo superficiali.<\/p>\n<blockquote><p><strong>&#8220;<span class=\"ff3 fc0 fs14 fb \">Riflessione sugli arrestati di maestre di Asilo Nido e Scuola dell&#8217;Infanzia<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"imAlign_left\"><span class=\"ff3 fc0 fs10 \">&#8220;L&#8217;insistenza con cui le Forze dell&#8217;ordine negli ultimi giorni e anche negli ultimi tempi arrestano in Italia maestre di Asili Nido e Scuole dell&#8217;Infanzia che maltrattano i bambini e le bambine necessita di una riflessione che vada al di l\u00e0 del puro e semplice sconcerto, che sia in grado di <\/span><span class=\"ff4 fc0 fs10 fb \">capire come possono succedere questi fatti.<\/span><\/p>\n<p>Il problema principale risiede nella <strong>totale inconsistenza del sistema di reclutamento<\/strong>, sia pubblico che privato, degli insegnanti e degli educatori. Tolte alcune eccezioni di Centri Educativi decisamente di qualit\u00e0, il sistema <strong>\u00e8 basato sull&#8217;idea che da un lato i bambini piccoli possono essere gestiti da chiunque,<\/strong> basta avere amore o interesse per gli stessi, e nell&#8217;ambito dell&#8217;insegnamento conoscere la materia diventa il lascia passare per acquisire la cosiddetta cattedra.<\/p>\n<p><strong>Niente di pi\u00f9 falso.<\/strong> Ci sono specifiche e imprescindibili condizioni che si impongono rispetto alla scelta del personale scolastico, sono due e attengono alle qualit\u00e0 anzitutto personali di chi intende svolgere questa professione.<\/p>\n<p><strong>La prima \u00e8 una sufficiente capacit\u00e0 di gestire le proprie emozioni<\/strong> in quanto i soggetti in et\u00e0 evolutiva, siano essi bambini pi\u00f9 o meno piccoli o adolescenti pi\u00f9 o meno scalmanati, attivano delle proiezioni emotive che soltanto persone <strong>non solo preparate ma anche predisposte<\/strong> sono in grado di contenere rispetto a se stesse. <strong>In altre parole \u00e8 impensabile che il soggetto con gravi difficolt\u00e0 di autocontrollo emotivo possa in alcun modo svolgere le attivit\u00e0 di carattere educativo e scolastico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La seconda condizione imprescindibile \u00e8 la capacit\u00e0 di gestire non tanto i singoli bambini quanto i singoli bambini dentro il gruppo<\/strong> poich\u00e9 tutte le attivit\u00e0 educative sono di carattere sociale e non individuale. Pertanto la condizione indispensabile di professionalit\u00e0 \u00e8 la competenza nel condurre un gruppo di bambini, alunni, studenti.<\/p>\n<p>Come del resto in tutte le altre professioni, per queste due prime condizioni \u00e8 assolutamente necessario <strong>attivare perlomeno dei test psico-attitudinali<\/strong> che permettano di capire la reale predisposizione e<strong> non semplicemente il desiderio astratto pi\u00f9 o meno istintivo di voler svolgere questo lavoro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 veramente grave che permangano metodi di reclutamento basati su aspetti puramente intellettualistici<\/strong>, come prova scritta e prova orale, senza alcun filtro che permetta di guidare l&#8217;aspirante insegnante in maniera da capire<strong> se sta facendo la scelta giusta<\/strong> <strong>o se dannegger\u00e0 non solo gli altri ma anche se stesso.<\/strong> Che i metodi di selezione del personale siano sottovalutati mi proviene anche da un&#8217;esperienza personale. Sono stato contattato come pedagogista esperto da un&#8217;importante comune italiano per far parte della commissione di selezione di un concorso pubblico per operatori\/operatrici della prima infanzia con una proposta economica che non copriva neanche le mie spese di viaggio. Mi chiedo se \u00e8 possibile che una professione estremamente delicata venga gestita a livello di selezione del personale in un modo cos\u00ec superficiale.<\/p>\n<p><strong>I bambini sono il nostro futuro<\/strong> e non possiamo in nessun modo consentire, sulla base di presunte necessit\u00e0 di tagli alle spese, che persone inadeguate se ne occupino.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2016\/02\/novara.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-302 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2016\/02\/novara-150x150.jpg\" alt=\"novara\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>A tu per tu&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Parliamo di reclutamento. Come funziona?<\/strong><br \/>\n&#8220;Non esiste un unico criterio. C&#8217;\u00e8 il sistema privato puro dove basta un corso di poche ore per poter aprire a casa tua un asilo. Poi ci sono le cooperative alle quali i comuni danno in appalto i servizi dell&#8217;infanzia. Poi i servizi cattolici, il pubblico puro, gli asili nido dei Comuni&#8230; Sono troppo variegati i criteri. E in questa frammentazione, quello della professionalit\u00e0, in questo caso necessariamente pedagogico, non \u00e8 sempre seguito. \u00a0Anzi le dir\u00f2 di pi\u00f9, non \u00e8 neppure prioritario&#8230;&#8221;<\/p>\n<p><strong>Ci spieghi meglio.<\/strong><br \/>\n&#8220;Ci sono concorsi dove \u00a0per essere assunti nel settore 0-6 anni\u00a0la prova prevista \u00e8 una simulazione di lezione. Lezione? Di che lezione si parla in quella fascia di et\u00e0. Per motivi di risparmio vengono scelti profili di reclutamento che non hanno caratteristiche psicopedagogiche. Il ministro Giannini ha lanciato l&#8217;ennesimo concorso per 64mila insegnanti. Come l&#8217;ultima volta fanno un primo test di selezione, quello pi\u00f9 importante. E su che base? Sulla base di capacit\u00e0 logica, informatica, lettura del testo e lingua inglese. Ma questi criteri \u00a0vanno bene anche per assumere i receptionist di un hotel. \u00a0E invece <strong>non gli si chiede la differenza tra la gestione di un bambino di 6 anni rispetto ad un bambino di 10 che invece \u00e8 essenziale<\/strong>. O come rapportarsi a un ragazzo adolescente. Oppure la disposizione della classe in funzione delle attivit\u00e0 da svolgere. E&#8217; come se per assumere un macchinista di un treno non si verificasse se ha paura della velocit\u00e0&#8230; I<span style=\"line-height: 1.5\">n un mondo normale innanzitutto viene valutata la predisposizione personale visto che segna il futuro delle prossime generazioni. Invece viviamo nella trascuratezza dei principi educativi. Ed esportiamo le eccellenze. Pensi alla scuola Montessori&#8230;&#8221;<\/span><\/p>\n<p><strong>Da noi sono delle rarit\u00e0..<\/strong>.<br \/>\n&#8220;&#8230;e invece nel mondo si trovano ovunque, fino negli \u00a0sperduti paesini dell&#8217;Irlanda mentre qui in Italia bisogna fare una ricerca su internet per scovarne una. Abbiamo dei vuoti, delle carenze. Il ministero ha abbandonato una visione pedagogica della scuola assumendo una gestione manageriale. Le assunzioni del personale sono funzionali all&#8217;organizzazione e non alla qualit\u00e0. Sappiamo che una buona scuola \u00e8 fatta da buoni insegnati. E quindi anche di metodo. Metodo? Neanche a parlarne. Ognuno nella sua classe continua a fare quello che vuole. Ogni alunno nella sua classe ha avuto insegnanti sconclusionati che continuano a fare quello che vogliono&#8230;<\/p>\n<p><strong>&#8230;e \u00a0sono illicenziabili.<\/strong><br \/>\n&#8220;Sa quanti ragazzi seguo&#8230; L&#8217;insegnante viene giudicato solo se fa cose gravi che riguardano la giustizia penale ma non per la sua professionalit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Parliamo di formazione.<\/strong><br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5\">&#8220;Le dico una cosa brutale: \u00e8 come se in ospedale decidessero di eliminare la medicina come scienza e decidessero di affidarsi solo ai radiologi. Tablet, lim, didattica digitale sono strumenti.<strong> Il metodo \u00e8 un&#8217;altra cosa. E&#8217; la capacit\u00e0 di organizzare l&#8217;apprendimento.<\/strong> Buona scuola \u00e8 fatta da buoni insegnanti che hanno un metodo. \u00a0Da 20 anni non c&#8217;\u00e8 un programma di formazione obbligatoria per gli insegnanti. Ora quasi tutti hanno usato il bonus per i dispositivi elettronici. Eppure sarebbe bastato vincolarlo alla formazione vera, cio\u00e8 corsi. Esempio? La gestione della classe come gruppo&#8221;.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>E per i bimbi pi\u00f9 piccoli ci vorrebbe ancora pi\u00f9 attenzione.<\/strong><br \/>\n&#8220;Sui bimbi piccoli, sui nidi ogni regione ha i suoi criteri. Legittimi, sicuramente adeguati ma non c&#8217;\u00e8 trasparenza perch\u00e9 ci si affida alle cooperative e alle societ\u00e0 private sulle quale occorre vigilanza. Bisogna imparare la professione, non ci si pu\u00f2 improvvisare. Insegnare \u00a0\u00e8 un lavoro impegnativo, difficile che implica un coinvolgimento emotivo. Occorre che le istituzioni pubbliche se ne occupino specie per i bambini pi\u00f9 piccoli. Tutte le ricerche dimostrano che se frequentato l&#8217;asilo nido di qualit\u00e0 \u00a0consente di avere chance in pi\u00f9 rispetto a chi \u00e8 stato con i nonni. Occorre investire per avere istituzioni di qualit\u00e0, non si pu\u00f2 lasciare al fai da te&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Mi chiedo se \u00e8 \u00a0possibile che una professione estremamente delicata venga gestita a livello di selezione del personale in modo cos\u00ec superficiale&#8221;. Daniele Novara, pedagogista, direttore del centro \u00a0psicopedagogico per l&#8217;educazione e la gestione dei conflitti (Cpp) non si \u00e8 fermato allo sconcerto sull&#8217;ennesimo caso di maestre arrestate per maltrattamenti sui bambini. 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