{"id":431,"date":"2018-02-06T00:00:33","date_gmt":"2018-02-06T00:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=431"},"modified":"2018-02-06T18:43:10","modified_gmt":"2018-02-06T18:43:10","slug":"giornata-mondiale-della-sicurezza-in-rete-quasi-un-ragazzo-su-due-ha-paura-del-web-e-gli-adulti-che-fanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2018\/02\/06\/giornata-mondiale-della-sicurezza-in-rete-quasi-un-ragazzo-su-due-ha-paura-del-web-e-gli-adulti-che-fanno\/","title":{"rendered":"Giornata mondiale della sicurezza in rete. (Quasi) un ragazzo su due ha paura del web. E gli adulti che fanno?"},"content":{"rendered":"<p>Sorpresa: ora i primi a essere preoccupati non sono i genitori. Sono proprio loro. I ragazzi. Anzi, peggio, pure i bambini tra gli 8 e gli 11 anni lasciati da soli a navigare nel mare magnum della rete. Si guardano intorno e vedono minacciata la propria privacy. Conoscono almeno un coetaneo che \u00e8 stato vittima di cyberbullismo e almeno un loro amico guarda video con contenuti pornografici. Sanno di camminare in un mondo virtuale dove tutto pu\u00f2 succedere senza avere alcuna garanzia di controlli da parte di nessuno. E ora ammettono di averne paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>I dati<br \/>\n<\/strong><br \/>\nPer il <strong>40% dei ragazzi il web rappresenta un luogo di minaccia<\/strong>\u00a0e quasi il\u00a0<b>40% ha paura del cyberbullismo. Il 26%<\/b>\u00a0degli adolescenti tra i rischi di internet teme di\u00a0<b>incontrare notizie false<\/b>\u00a0(<b>fake news<\/b>), soprattutto in ambito\u00a0<b>salute<\/b>\u00a0visto che nel\u00a0<b>21% dei casi\u00a0<\/b>vengono diffuse notizie diverse e discordanti in merito allo stesso tema, oppure informazioni che poi si rivelano false o inutilmente \u201cterrorizzanti\u201d. \u00a0<b>Un terzo degli adolescenti<\/b>\u00a0<b>acquista giochi online\u00a0<\/b>e dedica al web\u00a0<b>pi\u00f9 di due ore al giorno<\/b>, tra utilizzo della rete e gaming; nella fascia di et\u00e0 tra gli 8 e gli 11 anni lo fa oltre il 20%. \u00a0Inoltre i bambini sono molto impauriti dall\u2019ipotesi di\u00a0<b>leggere frasi volgari<\/b>\u00a0o violente, lo dice chiaro addirittura il\u00a0<b>32%.<\/b><\/p>\n<p><strong>Sei adolescenti su 10 hanno avuto esperienze negative<\/strong> mentre postavano sui loro social preferiti da facebook, a instagram e snapchat filmati live, i cosiddetti &#8220;streaming live&#8221;.<\/p>\n<p>Sono <strong>i dati della ricerca realizzata da DoxaKids per telefono Azzurro<\/strong> sull&#8217;utilizzo della rete da parte di bambini e adolescenti (tra gli 8 e i 18 anni) e presentata a Milano in vista del Safer Internet Day, la giornata internazionale di sensibilizzazione sui rischi legati al web, istituita dall\u2019Unione Europa nel 2004.<\/p>\n<p>Gaming, denaro, sessualit\u00e0, ricerca di informazioni, contenuti personali, violenza e prevaricazione, contenuti lesivi\/inadeguati veicolati attraverso lo streaming, il live e le stories. Si scopre che <strong>un terzo degli adolescenti acquista giochi online<\/strong>. Da solo. Senza alcun controllo da parte di un adulto. Un adolescente su tre dedica al web pi\u00f9 di due ore al giorno, tra utilizzo della rete e gaming; nella fascia 8-11 anni lo fa oltre il 20%. Inoltre il 32% dei bambini sono molto impauriti dall\u2019ipotesi di leggere frasi volgari o violente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per\u00f2 solo il 5 per cento dei bambini tra gli 8 e gli 11 anni e il 10 per cento di quelli pi\u00f9 grandi (fino a 18 anni) pensa che di poter rovinare la propria<strong> reputazione<\/strong> sul web.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ernesto Caffo, presidente di SOS Telefono Azzurro, docente di neuropsichiatra infantile alle Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia\u00a0 ha sottolineato: &#8220;<em>Oggi il nostro impegno, unitamente a istituzioni, governi, aziende e societ\u00e0\u00a0<\/em><em>civile, dovr\u00e0 essere non un impedimento alla vita &#8220;social&#8221; al contrario un&#8217;adeguata e precisa\u00a0<\/em><em>programmazione di azioni intente a rafforzare la sicurezza in rete, perch\u00e9 tutto possa essere usato\u00a0<\/em><em>e usufruito correttamente.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><em><strong>Cosa fare, quindi?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ieri con un evento a Palazzo Marino dove hanno partecipato istituzioni e ragazzi <strong>\u00e8 stata siglata la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2018\/02\/Carta_MILANO.pdf\">Carta di_MILANO<\/a><\/strong>\u00a0(cliccando sopra la potete leggere integralmente). In sintesi, un decalogo di raccomandazioni che impegnano le\u00a0aziende alla collaborazione e all\u2019attenzione\u00a0per lo sviluppo di un Internet a misura di\u00a0bambini e di adolescenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Non solo. <strong>L&#8217;associazione Cuore e Parole onlu<\/strong>s , dal 2004 impegnata in progetti di prevenzione del disagio giovanile, proprio in questa giornata del Safe Internet Day ha presentato un<strong> Social code,<\/strong> sei punti in cui sono condensate le buone pratiche della comunicazione digitale e sar\u00e0 a disposizione anche delle scuole. &#8220;Un mondo migliore \u00e8 possibile: anche su Internet&#8221; \u00e8 lo slogan che ha portato al Piccolo teatro Strehler\u00a0 dove si sono confrontati anche qui ragazzi (oltre 900) e rappresentanti del mondo della legge, della medicina e della psicologia.<\/p>\n<p>Ieri, durante l&#8217;incontro, <strong>un ragazzino presente tra il pubblico ha inviato un messaggio di aiuto sul cellulare di una delle responsabili dell&#8217;associazione dicendo di essere vittima\u00a0<\/strong><strong>di bullismo da 8 anni e di aver pensato al suicidio. Alla fine della giornata di richieste cos\u00ec se ne<\/strong><br \/>\n<strong>conteranno una decina (non tutte uguali per gravit\u00e0)<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><strong><em>Che fare, dunque? Ne abbiamo parlato con loro: il presidente di telefono Azzurro, Ernesto Caffo e Paola Brodoloni, fondatrice dell&#8217;associazione Cuore e Parole onlus.\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Prof Caffo, nel concreto, da subito cosa dovrebbe essere fatto?<\/strong><br \/>\n&#8220;La verifica dell\u2019et\u00e0. In Inghilterra ad esempio \u00e8 gi\u00e0 stato fatto. Questo permette di individuare gli adulti che entrano nel mondo dei bambini. Per le aziende proteggere le fasce pi\u00f9 deboli \u00e8 fondamentale. Dobbiamo riconoscere i bambini perch\u00e8 possano avere uno spazio a loro misura. Gli investimenti delle aziende sono stati molto marginali, fino ad ora. Basterebbe spostare una parte di investimenti verso la sicurezza. Identificare bambini che hanno accesso permetterebbe di non avere pi\u00f9 immagini tossiche nella loro rete. Gli stati poi devono poter costruire alleanze con le aziende per governare il sistema.\u00a0I genitori poi non conoscono questi mezzi. Se ne stanno occupando negli ultimi anni, ma si rendono conto che possono fare poco. Per i bambini<em> \u00e8 la loro pelle. E a poco serve la minaccia &#8220;<\/em>ti tolgo il cellulare, ti tolgo il wi fi&#8221;. I ragazzi vanno dagli amici, nelle zone di wifi libero. Un genitore da solo non ce la pu\u00f2 fare. La sfida \u00e8 globale. In Africa hanno lo smartphone come qui in Italia. I minori che sbarcano sulle nostre coste hanno il cellulare. E\u2019 una societ\u00e0 che deve muoversi. E le grandi aziende possono come Google, facebook, Amazon, Alibaba e Microsoft possono fare molto&#8230;&#8221;<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 il dato che l&#8217;ha maggiormente colpita nella ricerca?<\/strong><br \/>\n&#8220;Quello che riguarda l\u2019area del gioco. Un ragazzo su 2 acquista un gioco su internet. C&#8217;\u00e8 ormai un&#8217; adultizzazione dei processi che non doveva avvenire cosi presto. Anche nella gestione dei soldi in rete.\u00a0 L&#8217;acquisto on line di colpo \u00e8 diventato un elemento comune e scontato&#8221;.<br \/>\n<strong>I genitori cosa devono fare?<br \/>\n<\/strong>&#8220;Innanzitutto <em>formarsi per conoscere gli strument<\/em>i utilizzati giornalmente dai loro figli. Sul nostro sito ci sono documenti che possono essere scaricati ad esempio. Devono sapere che<strong> non \u00e8 solo in\u00a0 casa che devono essere educatori ma anche nella rete perch\u00e9 l\u00ec i loro figli ci stanno di pi\u00f9<\/strong>.<br \/>\n&#8211; Poi essere di supporto anche critico, con atteggiamenti positivi. Devono conoscere per evitare. Non sanzionare quello che non si conosce. Anche insieme ad altre famiglie. La rete pu\u00f2 e deve essere uno spazio di vita comune in cui la famiglia si ritrova. I nonni posso stare a fianco dei ragazzi e i ragazzi possono aiutare i nonni per aiutarli a comunicare in contesti lontani.<br \/>\n&#8211;\u00a0 \u00a0I genitori devono controllare ogni pagamento che viene fatto, con un messaggio di avviso su chi ha usato quella carta e in quale modo.<br \/>\n&#8211;\u00a0 \u00a0Attrezzarsi per utilizzare strumenti insieme. Tra il non far nulla\u00a0 e il bloccare tutto bisogna trovare via di mezzo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Cosa pensa dell&#8217;utilizzo degli smartphone a scuola?<\/strong><br \/>\n&#8220;E&#8217; una scelta opportuna, perch\u00e9 ormai fa parte della vita dei ragazzi. Dobbiamo trovare delle regole precise in classe come anche in casa. Non \u00e8 con i divieti che si cambiano le cose. E&#8217; uno strumento che va usato con responsabilit\u00e0 da parte di tutti. A partire da noi adulti. Quante volte vediamo chattare a tavola anche chi non \u00e8 pi\u00f9 un ragazzo? La\u00a0\u00a0tecnologia \u00e8 diventata pervasiva, per noi ma soprattutto per i bambini. Noi d&#8217;altronde siamo cresciuti con una formazione che ci ha permesso di vivere un modo diretto il rapporto con l&#8217;altro, con abbracci, contatti visivi, capacit\u00e0 di dare senso a chi si ha di fronte. Oggi l&#8217;altro scompare. Appare solo attraverso delle proiezioni sui social&#8221;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Quali sono i rischi?<\/strong><br \/>\n&#8220;Da una parte i ragazzi si sentono onnipotenti. Possono\u00a0 vedere attraverso qualsiasi cosa attraverso Youtube. hanno un contatto apparente con quello che li circonda. In realt\u00e0 \u00e8 un mondo che si confonde nella loro mente: il virtuale con il reale. Ad esempio i giochi on line diventano quasi una realt\u00e0 viva, perch\u00e9 sono cos\u00ec cosi realistici. Pensi a tutti quegli apparecchi che si mettono in testa per immergersi sempre di pi\u00f9 nel gioco&#8230; E invece le loro capacit\u00e0 cognitive non sono ancora in grado di percepire la differenza&#8230;&#8221;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Ci spieghi meglio.<\/strong><br \/>\n&#8220;I bambini, specie quelli pi\u00f9 piccoli, fanno fatica a comprendere certi passaggi. Ad esempio, le immagini pornografiche che vedono troppo precocemente:\u00a0 come sono in grado di\u00a0\u00a0processare le emozioni? Quelle immagini provocano\u00a0 delle conseguenze perch\u00e8 il cervello deve ancora maturare&#8230; il processo cognitivo richiede tempo, supporto dei genitori. Oggi i materiali sono accessibili a tutti, immediatamente. Ma i bambini non hanno la capacit\u00e0 ancora di capace di elaborare questi messaggi. Anche perch\u00e8 spesso sono da soli. Gli adulti hanno misure di protezione sia nella persona che nei contesti. Per i bimbi non c\u2019\u00e8&#8221;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Quindi, sarebbero i ragazzi stessi che chiedono misure da attivare?.<\/strong><br \/>\n&#8220;Lo vediamo ogni giorno attraverso le nostre chat, il loro strumento di comunicazione preferito perch\u00e9 questo permette di parlare anche di cose personali in modo meno impegnativo. Sono preoccupati perch\u00e8 si rendono conto che questo non \u00e8 pi\u00f9 un gioco, ma \u00e8 parte della loro vita. Dalla mattina quando si alzano a quando vanno a letto lo smartphone \u00e8 il loro compagno costante. Qualsiasi tipo di regola drastica, come la minaccia di toglierlo ad esempio,\u00a0 rischia il fallimento. Vanno usati bene.. E&#8217; un mondo che sta cambiando molto velocemente. Sono cambiamenti permanenti. I ragazzi sono preparati a questi cambiamenti?<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Paola Brodoloni, qual \u00e8 il tema della Giornata Mondiale della Sicurezza in Rete?<\/strong><br \/>\n&#8220;Lo slogan \u00e8 <em>Crea, connetti e condividi rispetto<\/em>.\u00a0 Lavoriamo su due parole: rispetto e empatia. Al teatro Strehler i ragazzi possono ascoltare alcune testimonianze, quella di una vittima del bullismo e anche quella del bullo che racconter\u00e0 quali sono state le conseguenze, anche legali. Spesso i ragazzi non si rendono conto a cosa vanno incontro. Ancora non c&#8217;\u00e8 troppa chiarezza. Per questo abbiamo realizzato il <strong>Social code<\/strong>&#8220;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Di cosa si tratta?<\/strong><br \/>\n&#8220;E&#8217; un codice di buona comunicazione che pu\u00f2 aiutare tutti, anche gli adulti. Partendo dal mondo della scuola spieghiamo quello che \u00e8 meglio fare, non ci\u00f2 che \u00e8 vietato&#8221;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>E&#8217; un messaggio in positivo. Ce lo spiega nel dettaglio?<\/strong><br \/>\n&#8220;Sono 6 punti. Il primo riguarda la <strong><em>sicurezza<\/em><\/strong>, il secondo<strong> web reputation,<\/strong> il terzo\u00a0<em><strong> netiquette e privacy<\/strong><\/em>, il quarto il<strong><em> linguaggio<\/em><\/strong>, il quinto\u00a0\u00a0<strong><em>controversie e soluzioni<\/em><\/strong> e il sesto la <strong><em>scuola.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Cominciamo dal primo: Sicurezza.<\/strong><em><br \/>\n<\/em>&#8220;Una tra le prime cose da trasmettere ai ragazzi \u00e8 che i profili social devono essere impostati con adeguate misure di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Il secondo: web reputation<\/strong><br \/>\n&#8220;Bisogna stare bene attenti alla <em>web reputation, <\/em>ovvero la reputazione che si costruisce on line. Dunque non postare immagini o atteggiamenti che possono metterci in imbarazzo. Cos\u00ec come succede nella vita reale. Nessuno si metterebbe d&#8217;altronde mai in mutande in mostra nella vetrina di un negozio. Bisogna avere ben presente che il pubblico del web \u00e8 ancora pi\u00f9 vasto&#8230; e questo vale anche per i genitori\u00a0 che pubblicano foto dei loro figli non pensando che cos\u00ec contribuiscono a costruire l&#8217;immagine di futuri adulti. E i ragazzi devono capire che se metteranno solo foto da sballati in discoteca, nessuno domani penser\u00e0 che siano in grado di essere assunti per un certo lavoro&#8221;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Terzo: netiqette e privacy<\/strong><br \/>\n&#8220;La buona educazione. Cos\u00ec come quando si entra nella stanza di una persona si chiede permesso, cos\u00ec anche su internet se taggo qualcuno o lo cito devo sempre chiedere se posso farlo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Quarto: il linguaggio<\/strong><br \/>\n&#8220;Urlare on line le nostre opinioni non \u00e8 mai una buona idea. Dobbiamo sviluppare l&#8217;empatia e pensare &#8220;<em>se fossi io dall&#8217;altra parte?&#8221;. B<\/em>isogna stare attenti a come si parla. Quando ci si indigna di qualcosa siamo spinti a voler subito rispondere. Invece \u00e8 meglio aspettare e imparare a esprimersi sempre con gentilezza&#8221;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Quinto: controversie e soluzioni<\/strong><br \/>\n&#8220;Quando c&#8217;\u00e8 un problema, un dissenso impariamo a gestirlo di persona. Mai on line. Quella che viene vissuta come un&#8217;aggressione sui social, a voce appare sempre in un altro modo.\u00a0 A quattr&#8217;occhi ci sono dei prelinari, ci si scusa&#8230; quando si scrive invece magari si va di corsa e il messaggio diventa subito offensivo&#8221;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Infine il sesto: a scuola<br \/>\n<\/strong>&#8220;Il principio deve essere questo: <em>comunicare per educare. Educare a comunicare. <\/em>Se ad esempio utilizziamo facebook, o\u00a0 i gruppi on line con gli insegnanti che ci danno l&#8217;opportunit\u00e0 di una comunicazione veloce, dobbiamo avere anche\u00a0 la consapevolezza che i messaggi devono avere solo carattere istituzionale. Non \u00e8 il luogo per discussioni o condivisioni di problemi. Le parole scritte possono essere mal interpretate.Chiedersi sempre poi se stiamo violando la privacy di qualcuno. Se anche gli adulti saranno pi\u00f9 consapevoli potranno educare i loro figli a un uso corretto dei social network. Intanto, noi come associazione abbiamo avuto il compito dal ministero di formare tutti gli insegnanti in Lombardia&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sorpresa: ora i primi a essere preoccupati non sono i genitori. Sono proprio loro. I ragazzi. Anzi, peggio, pure i bambini tra gli 8 e gli 11 anni lasciati da soli a navigare nel mare magnum della rete. 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