{"id":443,"date":"2018-02-16T16:16:47","date_gmt":"2018-02-16T16:16:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=443"},"modified":"2018-02-16T16:16:47","modified_gmt":"2018-02-16T16:16:47","slug":"giovani-al-voto-meno-della-meta-ha-gia-deciso-chi-votare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2018\/02\/16\/giovani-al-voto-meno-della-meta-ha-gia-deciso-chi-votare\/","title":{"rendered":"Giovani al voto: meno della met\u00e0 ha gi\u00e0 deciso chi votare"},"content":{"rendered":"<p>Mancano pochi giorni alle elezioni ma\u00a0<strong>solo 3 giovani su 10 sono sicuri che andranno a votare e sono davvero convinti sulla preferenza da dare<\/strong>. Tutto il resto, cio\u00e8 la grande maggioranza naviga ancora in alto mare.\u00a0 Anzi<strong>, il 5 per cento ha le idee altrettanto chiare: certamente non andr\u00e0 a votare<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco cosa emerge <strong>da un&#8217;indagine promossa dall\u2019<a href=\"http:\/\/www.istitutotoniolo.it\/\">Istituto Giuseppe Toniolo<\/a>,<\/strong> ente fondatore dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica, nell&#8217;ambito del Rapporto Giovani e realizzata da Ipsos dall&#8217;1 al 9 febbraio su un campione rappresentativo di 2.225 residenti italiani<strong> tra i 20 e i 35 anni<\/strong>, la cosiddetta generazione Millennials (<a href=\"http:\/\/www.rapportogiovani.it\/osservatorio\/\">qui trovate tutta la ricerca dell&#8217;Osservatorio Giovani<\/a>)<\/p>\n<h3>I dati.<\/h3>\n<p>I<strong>l 15 per cento ha gi\u00e0 deciso chi voter\u00e0<\/strong>, ma ammette di non sentirsi pienamente rappresentato da chi andr\u00e0 a votare. Poi \u00e8 tutto un &#8220;non ho ancora deciso&#8221;, con il 14% fortemente tentato a non andare a votare, il 9% che andr\u00e0 solo se da qui al 4 marzo qualche partito sar\u00e0 estremamente convincente, il 17% andr\u00e0 a votare anche se indeciso perch\u00e8 crede nell&#8217;importanza del voto e l&#8217;11% che andr\u00e0 &#8220;per non far vincere le forze politiche che considerano dannose&#8221;.<\/p>\n<p>Non si tratta di ragazzi alla loro prima volta, appena 18enni alle prese con il primo voto. La fascia d&#8217;et\u00e0 considerata \u00e8 ampia e anche piuttosto matura. Eppure solo il 13 per cento ha gi\u00e0 iniziato a informarsi sui programmi dei partiti. Ma <strong>1 intervistato su 3 ammette che gli incentivi per l&#8217;ingresso dei giovani nel mercato del lavoro<\/strong>\u00a0sono\u00a0 il tema della campagna elettorale che, se<strong> trattato in modo convincente, pu\u00f2 davvero incidere sulla decisione del voto<\/strong>. 1 su 4 ritiene invece che sia la politica fiscale a essere determinante nella decisione del voto.<\/p>\n<p><strong>Comunque il 53% boccia la politica italiana.<\/strong> Alla domanda &#8220;se tu dovessi esprimere con un voto (da 1 a 10) il tuo interesse per la politica com&#8217;\u00e8 oggi in Italia che voto daresti?&#8221; il 31,6% si ferma al 3 e il 21, 3 per cento oscilla tra il 4 e 5. I pi\u00f9 critici sono i coddetti Neet (cio\u00e8 chi non studia e non trova lavoro): per oltre il 40 per cento la politica \u00e8 da bocciare senza appello. I pi\u00f9 clementi gli studenti, i pi\u00f9 giovani che non si sono ancora affacciati nel mondo del lavoro: il 39,7% concede un &#8220;buono&#8221; cio\u00e8 fra il 6 e 7.<\/p>\n<p>Il 51% d\u00e0 un giudizio generale negativo sul Governo uscente e rispetto alle coalizioni in campo, l&#8217;aspettativa prevalente \u00e8 che a raccogliere pi\u00f9 voti sar\u00e0 il centrodestra (lo dice il 31 per cento, segue il 19,7% per M5s, 7% la coalizione di centrosinistra e il 2,3% le forze a sinistra). Ma alla domanda &#8220;In chi hai pi\u00f9 fiducia?&#8221; i risultati cambiano: il centrodestra raccoglie il 14,9%, il centrosinistra l&#8217;11,7%, il 20,4% il M5s ma la maggior parte &#8211; ovvero <strong>un corposo 41,7% non si sente dare fiducia proprio a nessuno.<\/strong><\/p>\n<p>Fortunatamente solo il 7,7% degli intervistati considera la politica totalmente inutile, irrimediabilmente pensata come esercizio di potere e non a favore del bene comune. il 21,5% non \u00e8 del tutto negativo, ma \u00e8 poco convinto sulla possibilit\u00e0 che possa migliorare il paese. Prevalgono in ogni caso coloro che considerano la politica <strong>potenzialmente uno strumento utile (49,8%) mentre oltre 1 su 5 ne \u00e8 pienamente convinto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px\"><i>\u00abEmerge per\u00f2 un risultato in qualche modo confortante \u2013 rileva\u00a0<\/i><b><i>Andrea Bonanomi<\/i><\/b><i>, ricercatore di Statistica Sociale dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica \u2013\u00a0 ovvero che tra i pi\u00f9 giovani (quelli con et\u00e0 inferiore o uguale a 24 anni) la percentuale di coloro che pensano che la politica sia un utile strumento per migliorare la vita dei cittadini sale al 77,9%. In coloro che si stanno affacciando per la prima volta, o chi sono appena affacciati al mondo della politica sembra quindi esserci ancora uno spiraglio di fiducia e di possibilit\u00e0, che i partiti devono in qualche modo alimentare e tenere vivo con proposte convincenti e credibili, a partire proprio dal tema dell\u2019ingresso nel mondo del lavoro, tema prioritario per gli elettori pi\u00f9 giovani\u00bb.<\/i><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mancano pochi giorni alle elezioni ma\u00a0solo 3 giovani su 10 sono sicuri che andranno a votare e sono davvero convinti sulla preferenza da dare. Tutto il resto, cio\u00e8 la grande maggioranza naviga ancora in alto mare.\u00a0 Anzi, il 5 per cento ha le idee altrettanto chiare: certamente non andr\u00e0 a votare. 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