{"id":454,"date":"2021-01-24T10:52:59","date_gmt":"2021-01-24T10:52:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=454"},"modified":"2021-01-24T16:08:30","modified_gmt":"2021-01-24T16:08:30","slug":"piccoli-social-crescono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2021\/01\/24\/piccoli-social-crescono\/","title":{"rendered":"Piccoli social crescono"},"content":{"rendered":"<p>La piccola Antonella, Tik Tok, i bambini, i ragazzi, i\u00a0 social. E noi, gli adulti, il garante, gli psicologi, i genitori spesso stimati professionisti eppure &#8220;analfabeti&#8221; di questo nuovo linguaggio. Si sono dette e sentite molte cose. Poi alla fine uno va a letto la sera e si chiede\u00a0 &#8220;<em>ma io? posso fare qualcosa, io<\/em>?<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la storia di <strong>Emma<\/strong>. Il nome \u00e8 di fantasia, per il resto \u00e8 tutto vero. Dalla prima all&#8217;ultima riga. Emma ha <strong>14 anni<\/strong>, \u00e8 di Milano, frequenta una scuola centralissima.\u00a0 La sua mamma \u00e8 una professionista e con la comunicazione ci lavora, per dire&#8230;<\/p>\n<p>Questa \u00e8<strong> la storia di Emma vista dai loro punti di vista<\/strong>.<\/p>\n<p>Quello della figlia. E quello della mamma. A ognuno le sue riflessioni\/conclusioni.<\/p>\n<h2>La figlia<\/h2>\n<p>Un giorno un ragazzo mi ha contattata nei<strong> direct di Instagram<\/strong> e io, pensando che potesse essere un amico di amici o un parente di amici, ho aperto il suo profilo. La prima cosa che ho notato \u00e8 che <strong>non avevamo nessun follower in comune e la sua descrizione era vuota<\/strong>. Poi mi sono anche accorta che non c\u2019erano sue foto, ma solo generiche. Cos\u00ec ho lasciato perdere e non ho risposto. Qualche giorno dopo per\u00f2 ero in compagnia di una mia amica e, premettendo che non mi sono fatta condizionare perch\u00e9 \u00e8 sbagliato, ho deciso di rispondere.<\/p>\n<pre><em>Esattamente non so per quale motivo ho deciso\r\ndi farlo, forse perch\u00e9 semplicemente nessun \r\nragazzo mi aveva mai scritto. \r\nForse non \u00e8 proprio un ragionamento perfetto,\r\n ma penso che alla mia et\u00e0 sia abbastanza \r\nnormale reagire in questo modo \r\nanche se la loro esca \u00e8 proprio questa.<\/em><\/pre>\n<p>Infatti dopo che ho risposto chiedendo \u201cci conosciamo?\u201d la sua controrisposta \u00e8 stata \u201cun amico\u201d: all\u2019inizio l\u2019abbiamo buttata sul ridere e ci chiedevamo se scherzasse, cos\u00ec gli ho chiesto come poteva pretendere che fossimo amici se\u00a0<strong>non avevo la minima idea di chi fosse<\/strong>\u00a0e gliel\u2019ho di nuovo chiesto, e questa volta anche da dove veniva.<\/p>\n<p>Mi ha detto la sua et\u00e0 e mi ha chiesto la mia ma io non gliel\u2019ho detta, anche perch\u00e9 a quanto pare era pi\u00f9 grande di me, anche se viste le caratteristiche del suo profilo non potevo essere sicura che dicesse la verit\u00e0.<strong>\u00a0Poi ha cercato in tutti i modi di ottenere il mio numero di telefono<\/strong>, soprattutto dicendo che per inviare foto era pi\u00f9 comodo usare il telefono in chat. A quel punto ho cominciato a insospettirmi. Non meno strano \u00e8 il fatto che mi abbia scritto che non aveva neanche una foto recente da farmi vedere, ma che doveva farsi un selfie\u2026<\/p>\n<p>Continuava a insistere per avere il mio numero di telefono e inviami queste foto! Inoltre quando gli ho chiesto in che scuola andasse (in che scuola VAI, non che scuola FAI) lui ha semplicemente risposto con l\u2019indirizzo di studio e\u00a0<strong>a quel punto nella mia testa \u00e8 scattato qualcosa che mi ha messa in guardia<\/strong>\u00a0<strong>e mi ha fatto capire che non mi dovevo fidare<\/strong>. Poi ho deciso che non gli avrei pi\u00f9 risposto ed \u00e8 passata la notte.<\/p>\n<p><em>L<\/em>a mattina dopo\u00a0<strong>mia mamma mi ha spiegato che aveva letto la chat<\/strong>\u00a0e che aveva ritenuto opportuno rispondergli facendogli capire che si trattava di un genitore e che faceva meglio a non scrivermi pi\u00f9. Lui, di botta risposta, ha negato le richieste precedenti e non sapevo se preoccuparmi o mettermi a ridere per la sua incoerenza.<\/p>\n<p>Mia mamma aveva notato anche che le persone che lui seguiva erano soggetti che lasciavano a desiderare, e quindi\u00a0<strong>abbiamo preso una decisione<\/strong>: infatti anche se non aveva esplicitamente inviato o chiesto foto di un certo tipo, non potevamo sapere se pi\u00f9 avanti l\u2019avrebbe fatto, per cui dopo aver bloccato il suo profilo siamo andate alla<strong>\u00a0Polizia Postale<\/strong>. Qui si fanno denunce legate a internet e ai social, e i poliziotti hanno guardato la chat, il profilo e le altre informazioni. Inoltre mi hanno chiesto se era la prima volta che questo ragazzo mi contattava e altre cose che potevano a servire.<\/p>\n<pre><em>Una loro considerazione importante che\r\n<\/em><em> mi ha fatto <\/em><em>riflettere \u00e8 stato il dubbio\r\n che avesse contattato anche altre\r\n ragazze, che potevano avere risposto\r\n o meno. Il loro suggerimento \u00e8 stato\r\n di<strong> non rispondere agli sconosciuti \r\nonline<\/strong>, e abbiamo un esempio calzante:\r\n<strong> \u00e8 come ferm<\/strong><\/em><em><strong>arsi a parlare con\r\n degli sconosciuti in strada<\/strong>.<\/em><\/pre>\n<p>Questi avvenimenti\u00a0forse in fin dei conti sono stati utili perch\u00e9 mi hanno fatto capire come \u00e8 facile nascondere i pericoli, e sono contenta che sia andato tutto a buon fine.<\/p>\n<pre> <strong>Quindi una cosa che dico a tutte le ragazze\r\n \u00e8 questa:<\/strong> <em>non dovete arrabbiarvi con i vostri\r\n genitori se vi controllano il cellulare\u00a0\r\n<\/em><em>e non dovete dire loro che siete abbastanza\r\n grandi\u00a0<\/em><em>da arrangiarvi, perch\u00e9 spesso\r\n ci rendiamo conto troppo tardi che\r\n non \u00e8 cos\u00ec. Anzi, dovreste essere fiere\r\n del fatto che vi\u00a0 controllano: \r\ncapite quanto sono attenti a voi\r\n e potete\u00a0<\/em><em>anche sentirvi molto\r\n pi\u00f9 sicure.\r\n\r\n<\/em><\/pre>\n<h2>La mamma<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;Sono sempre stata<strong> scrupolosa<\/strong> ed attenta nello spiegare ai miei figli quali siano i <strong>pericoli\u00a0<\/strong>nell\u2019era dei <strong>social networks<\/strong>. Alla consegna del primo cellulare ho preteso come condizione imprescindibile di averne accesso, di poter leggere le loro chat e vedere i programmi da loro utilizzati. Mancanza di fiducia? No. Allora mancanza di rispetto della privacy? No. Consapevolezza di quello che accade fuori. Paura degli altri. S\u00ec, <strong>paura.\u00a0<\/strong>Mi sono ritrovata ad imparare l\u2019utilizzo di alcune App chiaramente dedicate alla \u201csocializzazione\u201d di et\u00e0 adolescenziale, mi sono ritrovata a dover dedicare ore al controllo, ore a spiegare loro come possono essere\u00a0 rintracciati, adescati, bullizzati o ridicolizzati e sputtanati (mi sa che non si pu\u00f2 dire\u2026) online.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non sempre ne avevo voglia, ma non volevo rischiare che i miei figli potessero postare foto o commenti che potessero in qualche modo generare attenzioni non desiderate. <strong>Non ci sono messaggi che si autocancellano o foto che scompaiono in 24h.<\/strong> Loro sanno esattamente cosa fare per salvare tutto e poi poterlo inviare, condividere ecc, anche contro il volere di chi in maniera inconsapevole ha dapprima pubblicato. Vedo foto o profili di adolescenti che mi spaventano per i contenuti decisamente non adatti (onestamente nemmeno ad altre et\u00e0) ahim\u00e8 quasi esclusivamente di ragazzine in atteggiamenti procaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inorridisco e mi chiedo non solo perch\u00e9 lo fanno e se non si rendono conto dell\u2019immagine che ne deriva, ma <strong>dove siano i genitori<\/strong>. Un social oggi lo abbiamo direi quasi tutti, ma non guardano cosa pubblicano i figli? E non mi si dica di pensare ai fatti miei, perch\u00e9 non solo pu\u00f2 accadere oggi a me e domani a te, ma perch\u00e9 <strong>i ragazzi si confrontano con gli amici<\/strong>, fanno parte di gruppi ed hanno una loro rete sociale. Se molti hanno certi atteggiamenti, anche molti altri cercheranno l\u2019emulazione. E chiss\u00e0 perch\u00e9 l\u2019esempio pi\u00f9 sfrontato \u00e8 quello che attrae maggiormente. Ne deriva una catena che coinvolge altri ragazzi. Ecco perch\u00e9 mi permetto di pensare ai genitori altrui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I miei figli hanno sempre accettato che <strong>noi genitori potessimo visionare i loro cellulari<\/strong> ed i loro social, e fino a qualche tempo fa era sempre andato tutto bene. Poi un giorno quella piccola notifica sullo schermo mi mostra due parole che catturano al volo la mia attenzione: telefono e foto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Col cuore in gola ho aperto i messaggi. Non erano messaggi in chat basata sul numero di telefono, ma all\u2019interno di una App social, <strong>dove quindi sei contattabile anche da chi non ha il tuo numero<\/strong> o nemmeno ti conosce. Uno scambio durato poche ore e di pochi messaggi, che ho letto tutto d\u2019un fiato e poi ho riletto lentamente per analizzare ogni singolo contenuto, le richieste fatte e le risposte date. Il tempo di salvare tutto, di visionare e salvare il profilo dell\u2019altro contatto prima che potesse magari sparire. Il tempo di bloccarlo in modo non possa pi\u00f9 scrivere a mia figlia ne ad altri della famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma se dovesse succedere anche a voi non fermatevi qui: in pochi minuti \u00e8 possibile fare una<strong> denuncia online<\/strong> alla polizia postale<em> https:\/\/www.commissariatodips.it\/collabora.html\u00a0<\/em>cosa che ho fatto, ma che purtroppo non consente una formulazione completa. Ho deciso di fare qualcosa in pi\u00f9. Per mia figlia, perch\u00e9 potesse rendersi conto che sarebbe bastato poco in pi\u00f9 per generare una situazione grave e spiacevole se non addirittura pericolosa: <strong>siamo andate insieme a fare denuncia negli uffici preposti<\/strong>. <strong>Un\u2019ora<\/strong> di tempo, di tempo prezioso che magari non si avrebbe voglia di perdere, e invece<strong> spesa benissimo<\/strong>: persone che con poche domande <strong>le hanno fatto raccontare l\u2019accaduto<\/strong>, le hanno controllato il cellulare, hanno compilato la denuncia con tutti gli allegati che avevo salvato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lei si \u00e8 sentita a suo agio, <strong>non spaventata dagli interlocutori,<\/strong> <strong>ha spiegato come mai all\u2019inizio ha deciso di rispondere a questi messaggi (accidenti tutte le raccomandazioni fatte non sono state sufficienti!) ma anche cosa l\u2019ha poi insospettita<\/strong>: frasi apparentemente normali ma alle quali fortunatamente non ha abboccato ed anzi ha risposto contraddicendo il richiedente con astuzia, fino ad interrompere i messaggi. Poi i consigli, il comportamento da tenere, ed una frase che \u00e8 bastata per farle aprire gli occhi e <strong>prendere la consapevolezza dei risc<\/strong>hi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi ha confidato che <strong>alla loro et\u00e0 si sentono abbastanza grandi da arrangiarsi, ma poi spesso si rendono conto troppo tardi che non \u00e8 cos\u00ec.<\/strong> Ha capito che un adulto legge subito tra le righe di un possibile comportamento anomalo e mi ha ringraziato per tutte le volte che ho impiegato il mio tempo \u201ccuriosando\u201d tra i suoi social networks e nei suoi messaggi. All\u2019uscita mi ha confidato di essersi sentita <strong>ascoltata, protetta<\/strong>. Sia dalla polizia che da me. Controllate, o meglio affiancate i vostri ragazzi nel mondo delle connessioni virtuali e non. <strong>Non sar\u00e0 mai tempo perso<\/strong>.<\/p>\n<pre><em>\u00a0<\/em><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La piccola Antonella, Tik Tok, i bambini, i ragazzi, i\u00a0 social. E noi, gli adulti, il garante, gli psicologi, i genitori spesso stimati professionisti eppure &#8220;analfabeti&#8221; di questo nuovo linguaggio. Si sono dette e sentite molte cose. Poi alla fine uno va a letto la sera e si chiede\u00a0 &#8220;ma io? posso fare qualcosa, io? Questa \u00e8 la storia di Emma. Il nome \u00e8 di fantasia, per il resto \u00e8 tutto vero. Dalla prima all&#8217;ultima riga. Emma ha 14 anni, \u00e8 di Milano, frequenta una scuola centralissima.\u00a0 La sua mamma \u00e8 una professionista e con la comunicazione ci lavora, per [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2021\/01\/24\/piccoli-social-crescono\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1027,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[42084,241,25439],"tags":[47035,404133],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/454"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1027"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=454"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/454\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":584,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/454\/revisions\/584"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}