{"id":491,"date":"2019-09-16T09:59:21","date_gmt":"2019-09-16T09:59:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=491"},"modified":"2019-09-16T09:59:21","modified_gmt":"2019-09-16T09:59:21","slug":"anno-nuovo-scuola-vecchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2019\/09\/16\/anno-nuovo-scuola-vecchia\/","title":{"rendered":"Anno nuovo, scuola vecchia"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Tragico non \u00e8 il risultato degli Invalsi.\u00a0 Di tragico c&#8217;\u00e8 questo sistema arcaico che ha l&#8217;obiettivo di fare tornare la scuola indietro di un secolo.<\/p>\n<p>Daniele Novara<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ignoranti. Analfabeti. Incapaci di capire un testo. Scarsi in matematica. Disastrosi nell&#8217;inglese. Capre, capretti o caproni a seconda dell&#8217;et\u00e0. Hanno finito cos\u00ec la scuola gli studenti italiani di ogni ordine e grado. Colpa dei (pessimi) risultati delle <strong>prove Invalsi<\/strong>, i test somministrati (manco fossero una medicina&#8230;) per la prima volta anche ai maturandi. La scia \u00e8 nota. Titoli e titoli sui giornali, con commenti a mo&#8217; di eco ad allungare sempre di pi\u00f9 le orecchie dei somari nostrani.<\/p>\n<p><em>Ora&#8230;<\/em><\/p>\n<p><strong>A parte il fatto<\/strong> che se i risultati sono davvero cos\u00ec allarmanti pi\u00f9 che scagliarsi contro l&#8217;ignoranza dei ragazzi, varrebbe forse la pena fare un ragionamento sulle capacit\u00e0 di insegnamento della variegata categoria dei professori.<\/p>\n<p><strong>A parte il fatto<\/strong> che se l&#8217;allarme \u00e8 cos\u00ec allarmante dopo avere allarmato dovrebbe condurre verso la ricerca di possibili soluzioni. Invece ogni anno si allarma, poi arrivano le vacanze. La scuola chiude per ferie e all&#8217;avvio del nuovo anno scolastico gli allarmi catastrofici sono come le parole dell&#8217;estate scritte sul bagnasciuga.<\/p>\n<p><strong>A parte il fatto<\/strong> che gli sdraiati, sfaticati e bamboccioni come vengono via via &#8220;incoraggiati&#8221; i giovani si trovano a oscillare tra prof che incitano a far capriole come compiti delle vacanze e quelli che non riescono ad vedere altra strada rispetto allo spaccarsi la schiena per &#8220;temprare&#8221; le giovani menti del futuro<\/p>\n<p><strong>A parte il fatto<\/strong> che &#8211; va detto &#8211;\u00a0 ci sono una quantit\u00e0 di prof\u00a0 che sono davvero i &#8220;nuovi eroi&#8221; del nostro tempo: sfidano il sistema, le burocrazie, lo stipendio, il pressing dei\u00a0 genitori e riescono a diventare pi\u00f9 interessanti del magico mondo del cellulare (se vi sembra facile non avete figli adolescenti&#8230;)<\/p>\n<p><strong>Premesso tutto questo, la scuola ricomincia da l\u00ec<\/strong>. Da dove l&#8217;abbiamo lasciata. Mentre nel frattempo \u00e8 cambiato il ministro. ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia&#8230;<\/p>\n<p>Dobbiamo ripartire da l\u00ec, da quella fotografia delle Invalsi su cui \u00e8 stato detto di tutto di pi\u00f9.<br \/>\nMa vogliamo ripartire guardandole da un altro punto di vista. Diverso. Anzi. Diametralmente opposto.<\/p>\n<div class=\"ellip\"><strong>\u00c8 \u00a0quello di Daniele Novara<\/strong>\u00a0pedagogista, fondatore e direttore del Centro Psicopedagogico per la gestione dei conflitti.\u00a0 E lui, senza esitazione alcuna, capovolge i commenti catastrofisti.<\/div>\n<p>Novara ha scritto un libro &#8220;Cambiare la scuola si pu\u00f2&#8221;. Non parla di una (ennesima) riforma. Non serve. Ma di stimoli &#8220;<em>per\u00a0liberarsi di tutto quello che dall\u2019antichit\u00e0 ai giorni nostri si \u00e8 sedimentato e incrostato, e<strong> aiutare la scuola a recuperare la sua autentica funzione<\/strong>. Le riforme possono intervenire sull\u2019\u00abarchitettura\u00bb scolastica ma in genere non riescono a entrare nell\u2019anima profonda dei dispositivi dell\u2019apprendimento<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Spera cos\u00ec (scrive) che <em>&#8220;la scuola possa recuperare il proprio ruolo di<strong> schol\u00e8<\/strong>, che \u2013 lo sapessero i nostri studenti! \u2013 in greco significa \u00ab<strong>ozio, riposo<\/strong>\u00bb, con tutto ci\u00f2 che di interessante, piacevole e motivante c\u2019era in quel concetto, occorre grattare via tutta una serie di sovrastrutture\u00a0 che hanno trasformato questa fondamentale istituzione in<strong> una zavorra, anche emotiva<\/strong>, che impedisce l\u2019apprendimento invece di favorirl<\/em>o&#8221;.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la sintesi, per punti, di una chiacchierata fatta con lui poco prima delle vacanze scolastiche.<\/p>\n<h4><strong>Le Invalsi<\/strong><\/h4>\n<p><em>&#8220;Le\u00a0 Invalsi sono un test sulla conoscenza teorica, l&#8217;attendibilit\u00e0 \u00e8 dubbia. E&#8217;\u00a0 illegittimo tirare queste conclusioni. Le competenze che ha un ragazzo all&#8217;alberghiero o all&#8217;artistico sono diverse da quelle che pu\u00f2 avere uno del classico. Queste prove non testano il reale livello di conoscenza.\u00a0 Sono\u00a0<\/em><em>\u00a0sbagliate. Perch\u00e9 <strong>non ha senso generalizzare&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>La valutazione \u00e8 un diritto ma cos\u00ec \u00e8 una presa in giro&#8230;<\/strong><\/em><\/p>\n<h4><strong>Le crocette<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;<em>Lei salirebbe in auto con una persona che ha preso la patente solo perch\u00e9 ha superato l&#8217;esame con le crocette? Con le crocette non si pu\u00f2 valutare. E intanto costa milioni di euro&#8230;Cos\u00ec come \u00e8, non ha ragione di essere omologata su tutto il territorio&#8221;.<\/em><\/p>\n<h4><strong>Le diversit\u00e0<\/strong><\/h4>\n<p><em>&#8220;Nelle nostre scuole abbiamo nella stessa classe bambini che hanno 5 anni e altri 6 anni e 10 mesi&#8230; c&#8217;\u00e8 una grande differenza. Cos\u00ec come in alcuni luoghi ci sono pi\u00f9 stranieri.\u00a0<\/em><em>\u00c8 chiaro che finiscano nel 30 per cento che ha pi\u00f9 difficolt\u00e0 a comprendere un testo di italiano, per\u00f2 magari conoscono 3 lingue. in questo modo si spegne un&#8217;osservazione pi\u00f9 complessa delle risorse. <strong>Bisogna smettere di usare queste asticelle<\/strong>, ma valutare i ragazzi nel loro complesso e nella loro evoluzione&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Bisogna valorizzare le diversit\u00e0<\/strong>.<\/em><\/p>\n<h4><strong>L&#8217;allarmismo<\/strong><\/h4>\n<p><em>&#8220;Questo allarmismo dove pu\u00f2 portare? Non \u00e8 colpa dei bambini&#8230; Pensiamo ad esempio alle neurocertificazioni scolastiche<\/em> (si tratta delle certificazioni per qualche disturbo dell&#8217;apprendimento come dislessia, disgrafia, discalculia&#8230; ndr) <em>Sono un numero eccessivo. Tutti hanno disturbi dell&#8217;apprendimento? Sono tutti messi male? In una classe c&#8217;\u00e8 un terzo dei ragazzi, a volte anche la met\u00e0 con l&#8217;etichetta di un qualche disturbo di apprendimento&#8230; Addirittura vorrebbero fare uno screening obbligatorio per certificare i ragazzi.\u00a0<\/em><em><strong>Cos\u00ec un bambino non pu\u00f2 pi\u00f9 crescere<\/strong>&#8230; vivono nel terrore&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>C&#8217; \u00e8 troppa pressione e non si lascia che abbiano il tempo di imparar<\/em>e<\/strong><\/p>\n<h4><strong>La valutazione<\/strong><\/h4>\n<p><em>&#8220;Si possono valutare i progressi invece nel nostro sistema continuiamo a valutare l&#8217;errore. <strong>Sbagliare \u00e8 imprescindibile per imparare<\/strong>. Se continuano a dirti &#8220;sbagli sbagli&#8221; il blocco \u00e8 inevitabile. Bisogna fare attenzione a queste presunte d\u00e9faillance. Questo allarmismo dove pu\u00f2 portare? Li bocciamo tutti, riapriamo le classi differenziate?&#8221;<\/em><\/p>\n<h4><strong>Una scuola pi\u00f9 moderna<\/strong><\/h4>\n<p><em>&#8220;Io lavoro in tutto il mondo e la nostra scuola non \u00e8 certo tra le peggiori. Anzi. Ma non abbarbichiamoci al passato, perch\u00e9<strong> la scuola ha bisogno di cambiare<\/strong>. Abbiamo bisogno di una <strong>didattica pi\u00f9 vitale<\/strong> <strong>dove l&#8217;intelligenza non si spenga<\/strong>, dove i ragazzi non siano come delle statue di cera. Una scuola pi\u00f9 laboratorio , con meno lezioni frontali dove si lavora sul gruppo classe e sui problemi. D&#8217;altronde le neuroscienze oggi dicono che si impara meglio con l&#8217;esperienza&#8221;. <\/em><\/p>\n<h4><strong>La bocciatura<\/strong><\/h4>\n<p><em>&#8220;L&#8217;Italia \u00e8 uno degli ultimi paesi al mondo dove ancora c&#8217;\u00e8 la bocciatura alle elementari . 10 mila ogni anno. Non ha senso. Bisogna dare tempo al tempo&#8230;&#8221;<\/em><\/p>\n<h4><strong>Pi\u00f9 domande meno risposte<\/strong><\/h4>\n<p><em>&#8220;Dobbiamo rivedere la didattica, come sta facendo ad esempio la Finlandia. In che modo? Per esempio dovremmo abolire le materie e partire affrontando i problemi.\u00a0 Ad esempio: il cambiamento climatico. Che discipline servono per trattare questo problema? Perch\u00e9 bisogna ridimensionare la scuola a questo spezzatino scolastico? A cosa servono le materie? La storia non pu\u00f2 essere isolata, deve essere collegata alla geografia, all&#8217;antropologia, bisogna conoscere la lingue. E uscire da questi steccati di un una scuola vecchia e autoreferenziale con un accademismo fine a se stesso. Le date, la lunghezza dei fiumi, a cosa mi servir\u00e0 mai sapere quanto chilometri \u00e8 lungo il Rio delle Amazzoni? <strong>L&#8217;apprendimento \u00e8 una competenza, \u00e8 applicativo<\/strong>. <strong>Deve poter rispondere a delle domande<\/strong>&#8230; Come mai c&#8217;\u00e8 un chicco di grandine cos\u00ec grande? Di quali discipline abbiamo bisogno? Abbiamo bisogno che a scuola ci sia\u00a0 una visione pi\u00f9 orientata al coinvolgimento degli alunni, al lavoro sui problemi piuttosto che sulle risposte&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Apprendimento accademico<\/strong><\/p>\n<div class=\"ellip\"><em>&#8220;In Italia abbiamo un modello piramidale, abbarbicato a vecchi schemi: in alto c&#8217;\u00e8 il sapere assoluto, l&#8217;astrazione massima, con al vertice il liceo classico. Tutto il resto viene gi\u00f9 fino alla &#8220;palude&#8221;. Bisogna uscire dall&#8217;idea che apprendimento sia astrazione. Facciamo tanta analisi logica, tanta analisi grammaticale poi vai a leggere i libri dei grandi scrittori moderni e scrivono senza i verbi. Qualche cosa si muove ma ancora non \u00e8 un fiume che possa davvero contribuire a un cambiamento&#8221;<\/em>.<\/div>\n<h4><strong>Il reclutamento degli insegnanti<\/strong><\/h4>\n<p><em>&#8220;Il reclutamento degli insegnanti non dovrebbe essere fatto in base a puri e semplici concorsi. Hanno a che fare con ragazzi in carne e ossa,<strong> dovrebbero dimostrare non solo di avere la conoscenza delle materie ma la reale capacit\u00e0 di organizzare laboratori di apprendimento<\/strong>. Ci vuole la formazione obbligatoria. Lei si farebbe operare da un chirurgo che\u00a0 che non si aggiorna? Invece la scuola non ha risorse. Mancano i dirigenti e quelli che ci sono gestiscono migliaia di insegnanti e studenti. Tutto \u00e8 provvisorio&#8230; Se una scuola neanche ha un dirigente come far\u00e0 a funzionare?\u00a0Ci vogliono investimenti non tagli.\u00a0 Invece ad esempio Pedagogia non esiste pi\u00f9 ed \u00e8 stata sostituita da Scienze dell&#8217;Educazione come se Medicina fosse sostituita da Scienze della Salute. Siamo quel paese dove una come la Montessori \u00e8 dovuta scappare. Oggi \u00e8 sepolta in Olanda&#8230;&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Parlare di scuola oggi \u00e8 difficile come mi ha detto di recente Francesco Dell&#8217;Oro, esperto di orientamento degli studenti a Milano. Perch\u00e9 ci sono pareri davvero diversi.<br \/>\nChe ben vengano. Che si parli. Si discuta. Perch\u00e9, comunque la si pensi, quello che sicuramente serve per formare davvero gli adulti di domani \u00e8 una scuola che sia a misura dei tempi di oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tragico non \u00e8 il risultato degli Invalsi.\u00a0 Di tragico c&#8217;\u00e8 questo sistema arcaico che ha l&#8217;obiettivo di fare tornare la scuola indietro di un secolo. Daniele Novara &nbsp; Ignoranti. Analfabeti. Incapaci di capire un testo. Scarsi in matematica. Disastrosi nell&#8217;inglese. Capre, capretti o caproni a seconda dell&#8217;et\u00e0. Hanno finito cos\u00ec la scuola gli studenti italiani di ogni ordine e grado. Colpa dei (pessimi) risultati delle prove Invalsi, i test somministrati (manco fossero una medicina&#8230;) per la prima volta anche ai maturandi. La scia \u00e8 nota. 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