{"id":52,"date":"2014-01-05T15:14:46","date_gmt":"2014-01-05T15:14:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=52"},"modified":"2014-01-05T15:18:10","modified_gmt":"2014-01-05T15:18:10","slug":"compiti-via-al-conto-alla-rovescia-non-opprimere-i-figli-diceva-la-ginzburg-nel-1962","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2014\/01\/05\/compiti-via-al-conto-alla-rovescia-non-opprimere-i-figli-diceva-la-ginzburg-nel-1962\/","title":{"rendered":"Compiti, via al conto alla rovescia.  &#8220;Non opprimere i figli&#8221; diceva la Ginzburg nel 1962"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2014\/01\/compiti-natale.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-54\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2014\/01\/compiti-natale-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>E&#8217; cominciato il <strong>conto alla rovescia per il rientro a scuola<\/strong> e, parallelo, il conto delle ore che restano per finire (o fare del tutto!) i compiti. Secondo i cinguettii via Twitter raccolti da Skuola.net la maggior parte degli studenti \u00e8 ancora in alto mare.<\/p>\n<p>Il <strong>mammaministro Carrozza<\/strong> poco prima di Natale aveva esortato gli studenti a sfidare i prof: &#8220;<strong>Convinceteli a non dare troppi compiti<\/strong> <strong>per le vacanze<\/strong>&#8220;. Piuttosto spendete il tempo tra libri, mostre e concerti di musica classica e contemporanea, aveva detto. Arricchite lo spirito, nutrite la mente. &#8220;Perch\u00e9 leggere un libro significa avere consapevolezza dell\u2019importanza della cultura e pu\u00f2 essere anche un gesto d\u2019evasione, importante per la crescita degli individui senza ricorrere a scorciatoie come lo sballo per sentirsi pi\u00f9 grandi o stare meglio insieme agli altri\u00bb. \u2028Applausi, grida, entusiasmo.<\/p>\n<p>I ragazzi ci avranno pure provato a convincere i prof, ma chiss\u00e0 quanti sono stati i prof che si sono lasciati convincere.<\/p>\n<p>Sui compiti estivi e invernali resta sempre quel gigantesco punto di domanda:\u00a0<strong>servono davvero?<\/strong>\u00a0Decine di esercizi, pagine di versioni, capitoli da studiare&#8230; C&#8217;\u00e8 chi dice no. E c&#8217;\u00e8 chi dice che nelle classifiche europee a mole di lavoro maggiore non corrispondono migliori risultati. Il pap\u00e0-pedagogo-dirigente scolastico Maurizio Parodi ci ha scritto persino un saggio sull&#8217;argomento. Come la pensa \u00e8 chiaro fin dal titolo: &#8220;<strong>Basta compiti!&#8221;<\/strong> (ed.Sonda) con interventi autorevoli &#8211; e in linea &#8211; di Corrado Augias e dal maestro elementare e &#8211; dopo &#8211; scrittore Maurizio Maggiani. &#8220;Bocciati&#8221; come &#8220;dannosi e inefficaci&#8221; per gli studenti. Quantomeno &#8220;problematici&#8221; per le famiglie che si trovano periodicamente di fronte a questa battaglia che diventa <strong>un nuovo campo di scontro tra genitori e figli<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci saranno pure i ragazzi che hanno l&#8217;animo in pace, quelli che-mi-sono-portato-avanti oppure che-ho studiato-un&#8217;ora-tutti-i-giorni (ci sono davvero?) ma la maggior parte pare rientrare nella categoria del &#8220;faccio-domani&#8221;, salvo poi capire all&#8217;ultimo giorno che di &#8220;domani&#8221; non ce ne sono pi\u00f9, oppure quelli che l&#8217;animo in pace ce l&#8217;hanno lo stesso anche se i compiti restano in bianco.<\/p>\n<p>Tipologie diverse alle quali invece corrispondono in estrema sintesi un paio di categorie di genitori: quelli che riescono a prendere le giuste distanze (esistono davvero?) e quelli sopraffatti dall&#8217;<strong>esasperazione e dallo sfinimento<\/strong> che si costringono a inseguire i figli &#8211; &#8220;sdraiati&#8221; o meno &#8211; per casa.<\/p>\n<p>Sono passati parecchi anni da quando <strong>Natalia Ginzburg ha scritto &#8220;Le piccole virt\u00f9&#8221;<\/strong>, (Einaudi). Era il 1962, da allora le mamme sono cambiate eccome , ma forse in questo senso sono andate solo a peggiorare&#8230;(!) \u00a0Non opprimeteli, lasciateli volare anche lasciandoli sdraiati su un divano, anche se sembra stiamo perdendo tempo. \u00a0Sono 13 pagine che a cinquanta anni di distanza sembrano ancora pi\u00f9 attuali. E fanno tirare un sospiro di sollievo a chi conta le ore che separano dall&#8217;inizio della scuola con le pagine dei libri ancora da studiare.<\/p>\n<p>Lei scriveva: &#8220;<strong>Al rendimento scolastico dei nostri figli, siamo soliti dare un&#8217;importanza del tutto infondata.<\/strong> Dovrebbe bastarci che non restassero troppo indietro agli altri, che non si facessero bocciare agli esami; ma noi non ci accontentiamo di questo; vogliamo, da loro, il successo, vogliamo che diano delle soddisfazioni al nostro orgoglio&#8221;. Urca&#8230;<\/p>\n<p>&#8220;Se vanno male a scuola, o semplicemente non cos\u00ec bene come noi pretendiamo, subito innalziamo fra loro e noi la barriera del malcontento costante; prendiamo con loro il tono di voce imbronciato e piagnucoloso di chi lamenta un&#8217;offesa. Allora i nostri figli, tediati, si allontanano da noi&#8221;.<\/p>\n<p>E a proposito dei compiti: &#8220;Ogni giorno gli correggiamo i compiti, anzi ci sediamo accanto a loro quando fanno i compiti, studiamo con loro le lezioni. In verit\u00e0 la scuola dovrebbe essere fin dal principio, per un ragazzo, la prima battaglia da affrontare da solo, senza di noi; <strong>fin dal principio dovrebbe essere chiaro che quello \u00e8 un suo campo di battaglia<\/strong>, dove noi non possiamo dargli che un soccorso del tutto occasionale e irrisorio. E se l\u00e0 subisce ingiustizie o viene incompreso, \u00e8 necessario lasciargli intendere che non c&#8217;\u00e8 nulla di strano, perch\u00e9 nella vita dobbiamo aspettarci di essere continuamente incompresi e misconosciuti (&#8230;)&#8221;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 &#8211; dice &#8211; alla fine &#8220;quello che deve starci a cuore nell&#8217;educazione \u00e8 che nei nostri figli <strong>non venga mai meno l&#8217;amore alla vita<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>E allora &#8220;<strong>se il meglio del loro ingegno non hanno l&#8217;aria di volerlo spendere per ora in nulla<\/strong> e passano le giornate a tavolino masticando una penna, neppure in tal caso abbiamo il diritto di sgridarli molto: chiss\u00e0 forse quello che a noi sembra ozio \u00e8 in realt\u00e0 fantasticheria e riflessione, che domani, daranno frutti&#8221;. Cliccando <a href=\"http:\/\/www.interruzioni.com\/ginzburgscuola.htm\">qui <\/a>trovate e due pagine che trattano di questo argomento.<\/p>\n<p>Intanto non ci resta che meditare&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<pre><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; cominciato il conto alla rovescia per il rientro a scuola e, parallelo, il conto delle ore che restano per finire (o fare del tutto!) i compiti. Secondo i cinguettii via Twitter raccolti da Skuola.net la maggior parte degli studenti \u00e8 ancora in alto mare. Il mammaministro Carrozza poco prima di Natale aveva esortato gli studenti a sfidare i prof: &#8220;Convinceteli a non dare troppi compiti per le vacanze&#8220;. Piuttosto spendete il tempo tra libri, mostre e concerti di musica classica e contemporanea, aveva detto. 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