{"id":528,"date":"2020-03-09T13:56:50","date_gmt":"2020-03-09T13:56:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=528"},"modified":"2020-03-09T13:56:50","modified_gmt":"2020-03-09T13:56:50","slug":"coronavirus-pellai-cari-ragazzi-restate-a-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2020\/03\/09\/coronavirus-pellai-cari-ragazzi-restate-a-casa\/","title":{"rendered":"Coronavirus. Pellai: cari ragazzi restate a casa"},"content":{"rendered":"<p>Cari figli per favore ascoltateci&#8230; restate \u00a0in casa per favore. La lettera che Alberto Pellai, psicoterapeuta dell\u2019et\u00e0 evolutiva, scrive ai ragazzi, agli adolescenti, a tutti i nostri figli \u00e8 da leggere e da far leggere a loro. Il Coronavirus ci porta a cambiare la nostra vita. E ci porta a chiedere ai nostri giovani qualcosa che va contro la natura stessa della loro et\u00e0. Evitare la socialit\u00e0. Chiudersi in casa. Niente scuola, niente sport, niente amici. Troppo niente. Troppo vuoto. Troppo silenzio. Troppi spazi stretti per chi ha bisogno di volare., alto e veloce. Pellai ci regala due parole: <b>responsabilit\u00e0 e sacrificio. <\/b>Inedite per molti ragazzi di oggi. E forse anche per molti genitori.<\/p>\n<p><b>Eccola<\/b><\/p>\n<p><strong>LETTERA AI NOSTRI FIGLI: E\u2019 TEMPO DI RESPONSABILITA\u2019 E SACRIFICIO<\/strong><br \/>\nCari ragazzi, cari figli la vita per alcune settimane, probabilmente mesi, vi chieder\u00e0 un cambio di passo. Non sarete pi\u00f9 padroni del vostro territorio di esplorazione. Vivrete in uno spazio limitato, confinato. E dovrete starci. Non solo perch\u00e9 ve lo chiede la legge, ma<b> perch\u00e9 ve lo chiede la stessa vita.<\/b> Volete vivere? Allora quella vita ora dovete proteggerla. Non \u00e8 tanto la vostra vita, in gioco, in questo momento. Non siete a rischio voi.<\/p>\n<p>Uno strano incantesimo del virus COVID 19 rende voi minori apparentemente non suscettibili o pochissimo suscettibili agli effetti clinici del virus che sta piegando il mondo. Voi non venite piegati dal virus. Ma molte altre persone s\u00ec. I vostri nonni. In parte anche noi, vostri genitori. E poi le persone vulnerabili in termini di sistema immunitario. Ovvero chi sta facendo una terapia antitumorale. Chi ha un deficit congenito del sistema di difesa dalle minacce patogene che possono aggredire l\u2019organismo. Per loro oggi, t<b>utto diventa una minaccia. <\/b><\/p>\n<p>Quasi tutti voi avete nel vostro giro di conoscenze, qualcuno che vive con questo genere di problemi. Bene, \u00e8 a loro che in questo momento dovete pensare, prima di tutto. E\u2019 di loro che vi dovete occupare. E preoccupare.<br \/>\nMa dovete anche pensare a tutto il personale sanitario che in questo momento sta combattendo una guerra che rischia di essere superiore alle forze in gioco. Medici, infermieri, paramedici: ogni persona che \u00e8 a contatto con un paziente per seguire il proprio mandato professionale \u00e8 oggi equiparabile ad un soldato che si trova in trincea per combattere una guerra.<\/p>\n<p>Medici e infermieri non si sono mai immaginati come soldati. Non hanno mai pensato al loro lavoro come un lavoro \u201ccontro\u201d qualcosa o qualcuno. La loro professione \u00e8 sempre stata a favore: a favore dei malati e delle loro famiglie. A favore della tutela della salute individuale e collettiva. Anche oggi, di fronte al moltiplicarsi dei malati infettivi che hanno invaso i nostri ospedali, loro lavorano \u201cpro\u201d, a favore dei loro pazienti. Ma al tempo stesso, <b>sono in trincea contro un nemico che per loro rappresenta un rischio, molto pi\u00f9 che per noi.<\/b><\/p>\n<p>Essere adolescenti, giovani uomini e donne porta un bisogno fisiologico e implicito di stare nel fuori. Di andare a scoprire il nuovo e l\u2019ignoto. Di muoversi per il mondo. E\u2019 stato cos\u00ec fino alla scorsa settimana. Voi siete i figli che hanno potuto godere dell\u2019Erasmus, rendendo l\u2019Europa tutta, un\u2019unica sede universitaria. Siete gli ex bambini, che grazie alla diffusione delle linee low cost, noi genitori abbiamo preso per mano e portato in giro per il mondo, fin da quando eravate piccolissimi.<\/p>\n<p>Vi abbiamo insegnato che il mondo \u00e8 la vostra casa. Lo abbiamo continuato a fare anche quando i terroristi volevano convincerci del contrario. Volevano farci chiudere nelle case, pieni di spavento, impauriti dal rischio connesso alle loro azioni omicide. Noi non ci siamo piegati.<b> Abbiamo continuato a spingervi nel fuori, a dirvi di andare, di non fermarvi.<\/b> Niente avrebbe dovuto piegare il vostro diritto alla libert\u00e0.<br \/>\n<b>Oggi vi diciamo l\u2019esatto contrario.<\/b> Vi chiediamo di rimanere in casa. Abbiamo dovuto chiudere le scuole e le universit\u00e0 e per noi genitori, voi non sapete quale dolore la cosa ci comporti. Sappiamo che \u00e8 in aula, nell\u2019incontro con i vostri docenti e con i vostri compagni, che potete attrezzarvi per imparare la vita. I nostri bisnonni e i nostri nonni questo diritto non lo avevano e lo hanno conquistato per voi. Molti di loro a scuola ci andavano fino ai 12,13 anni. Poi tutti a lavorare. Molti di loro, al compimento del diciottesimo anno, si sono trovati obbligati ad andare in guerra. E molti vostri padri, al compimento dei 18 anni si sono trovati obbligati dallo stato a regalare un anno della loro vita per addestrarsi alla difesa della nazione, facendo il servizio di leva, o a sostenere<b> il bene della nazione,<\/b> facendo il servizio civile.<br \/>\nVoi siete stati \u201csollevati\u201d da tutto questo. Ed \u00e8 un bene che le vostre vite abbiano potuto dipanarsi seguendo il filo della libert\u00e0 assoluta e dell\u2019autodeterminazione. Ma oggi, quel filo si \u00e8 spezzato.<b> E voi dovete imparare una competenza che forse non siamo stati molto bravi a trasmettervi, noi adulti. <\/b>Q<b>uella competenza si chiama responsabilit\u00e0<\/b>. Ed \u00e8 ci\u00f2 che differenzia un adulto da un bambino.<\/p>\n<p>Nell\u2019etimologia di \u201cresponsabilit\u00e0\u201d c\u2019\u00e8 il concetto di \u201csaper dare risposte\u201d. L\u2019adulto \u00e8 quello che sa le risposte e le fornisce al bambino che gli fa domande. Tutti noi di fronte a questo virus, siamo pieni di domande: \u201cPerch\u00e9? Quanto dura? Come si fa a sconfiggerlo? Come posso essere certo di non averlo preso?\u201d. Siamo tutti bambini di fronte al COVID 19, fondamentalmente irresponsabili, perch\u00e9 queste risposte non le abbiamo. Le stiamo trovando. Le stanno trovando gli scienziati e i ricercatori che lavorano giorno e notte senza tregua. Ma c\u2019\u00e8 una risposta che ci compete: possiamo limitare la diffusione del contagio. Diventando responsabili. E limitando la nostra zona di libert\u00e0 personale. Significa ch<b>e per un po&#8217; vige il \u201ccoprifuoco\u201d.<\/b> Che tutti dovremo fare grandi sacrifici. Che voi dovrete imparare a studiare da casa. Che vi potrete incontrare a due o tre negli spazi privati. Anziche pubblici. Non possiamo farla noi per voi, questa cosa. Dovete convincervi da soli che \u00e8 un passaggio necessario. Dovete cominciare a dirvelo nei social, di persona, quando vi contattate e vi parlate. Dovete imparare che questa \u00e8, oggi, l\u2019educazione tra pari che serve al mondo. Di cui voi dovete essere protagonisti.<br \/>\n<b>Dovete vivere questo tempo, come tempo di impegno. <\/b>Continuare a studiare, riempire lo spazio di vita confinato che avete disponibile di bellezza e di significato. E\u2019 un tempo di sacrificio, questo. E anche l\u2019etimologia della parola sacrifico \u00e8 importante: perch\u00e8 vuole dire \u201crendere sacro\u201d. Non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 sacro della vita e del suo valore. E oggi la vita va difesa. Pi\u00f9 di tutto. Pi\u00f9 di sempre.<br \/>\nResponsabilit\u00e0 e sacrificio: non ve l\u2019avevamo mai chiesto prima, cari figli. Ma oggi non possiamo non farlo. Per favore, ascoltateci. E soprattutto, ditevelo tra di voi. Da oggi, per un po&#8217;, queste saranno le parole chiave che vi daranno accesso, tra qualche mese, di nuovo al vostro futuro. Che amerete di pi\u00f9. Molti di pi\u00f9 di quanto succeda ora. Perch\u00e9 vi apparir\u00e0 pi\u00f9 sacro. E voi, in quella sacralit\u00e0, sarete diventati pi\u00f9 responsabili.<b> Anche questo \u00e8 crescere.<\/b> Anche questo \u00e8 prepararsi all\u2019adultit\u00e0 che vi aspetta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cari figli per favore ascoltateci&#8230; restate \u00a0in casa per favore. La lettera che Alberto Pellai, psicoterapeuta dell\u2019et\u00e0 evolutiva, scrive ai ragazzi, agli adolescenti, a tutti i nostri figli \u00e8 da leggere e da far leggere a loro. Il Coronavirus ci porta a cambiare la nostra vita. E ci porta a chiedere ai nostri giovani qualcosa che va contro la natura stessa della loro et\u00e0. Evitare la socialit\u00e0. Chiudersi in casa. Niente scuola, niente sport, niente amici. Troppo niente. Troppo vuoto. 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