{"id":664,"date":"2021-04-06T07:18:07","date_gmt":"2021-04-06T07:18:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=664"},"modified":"2021-04-06T07:18:07","modified_gmt":"2021-04-06T07:18:07","slug":"le-risse-siamo-ancora-alla-cultura-del-duello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2021\/04\/06\/le-risse-siamo-ancora-alla-cultura-del-duello\/","title":{"rendered":"Le risse? Siamo ancora alla cultura del duello"},"content":{"rendered":"<p>Si danno appuntamento sui social. E poi gi\u00f9 botte <em>per regolare i conti<\/em>. Menando le mani, o anche i piedi e talvolta anche altri arnesi&#8230; Sono ragazzini del 2021 eppure \u00e8 come fossero in un duello dell&#8217;800. Ora non ci sono spade e pistole e\u00a0 il guanto della sfida \u00e8 di gruppo. Ma quello che c&#8217;\u00e8 dietro \u00e8 sempre la stessa cosa: l<strong>a cultura del duello per sanare l&#8217;offesa<\/strong>. Ed \u00e8 l\u00ec, che secondo gli esperti, bisogna andare a educare i ragazzi, ancorati tutt&#8217;oggi a un <strong>modello di uomo o di donna<\/strong> &#8211; perch\u00e9 le risse sono anche tra ragazze ormai &#8211; che arriva persino a non denunciare perch\u00e9 si vergogna di sentirsi vittima.\u00a0E quindi \u00e8 vittima due volte.<\/p>\n<p>Lo\u00a0 sostengono\u00a0 <strong>Daniele Novara, <\/strong><em>pedagogista fondatore del Centro psicopedagogico dell&#8217;educazione<\/em><strong> e Ciro Cascone<\/strong>,<em> procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni<\/em><strong><em>.<\/em><\/strong><\/p>\n<h3>In sintesi:<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>le risse non sono aumentate con la pandemia<\/strong> ma sono solo <strong>pi\u00f9 visibili.<\/strong> Ci sono sempre state e sempre con le stesse modalit\u00e0: appuntamento sui social per un conto da regolare, oppure uno spintone e\u00a0 una parola di troppo\u00a0 che prendono la deriva<\/li>\n<li>i\u00a0 ragazzi del 2021 vivono ancora immersi in un&#8217;antica <strong>cultura dell&#8217;onore da difendere con il duello (la rissa ne \u00e8 la versione moderna)\u00a0<\/strong><\/li>\n<li>i<strong> videogiochi sparatutto<\/strong> contribuiscono a far perdere il confine tra <strong>realt\u00e0 e fantasia<\/strong><\/li>\n<li>l&#8217;<strong>educazione civica a scuola<\/strong> va fatta partire dalla <strong>gestione dei conflitti<\/strong><\/li>\n<li>bisogna educare i ragazzi <strong>a prendere le distanze dalla violenza,<\/strong> a non farsi tirare dentro. E parlare. Denunciare. Perch\u00e9 il bullismo esiste nella misura in cui esistono anche gli spettatori.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per chi vuole capire qualcosa di pi\u00f9 (e ha del tempo a disposizione perch\u00e9 la chiacchierata \u00e8 lunga)\u00a0 ecco qui <strong>l&#8217;intera intervista con Daniele Novara e Ciro Cascone: parte dalle rissa, ma tocca molto altro.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>E che ci fa sollevare sommessamente<strong> una semplice domanda: perch\u00e9 tra i tanti esperti incaricati dal governo, <\/strong>in questo momento di alienazione totale per tanti ragazzi,<strong> non c&#8217;\u00e8 neanche un pedagogista,<\/strong> un esperto di crescita, di adolescenti,\u00a0 che possa suggerire come limitare i danni?<\/p>\n<h2>Daniele Novara<\/h2>\n<h3>Le risse non sono litigi n\u00e9 conflitti<\/h3>\n<p>\u00abLe risse sono episodi<strong> dove si cerca di far male<\/strong>. <strong>Non si tratta n\u00e9 di litigio n\u00e9 di conflitto<\/strong>. Il litigio infantile \u00e8 un elemento positivo, il conflitto fa parte della nostra vita quotidiana. Io al tema dei litigi tra bambini ho dedicato gran parte della mia attivit\u00e0 pedagogia, (<em>ha scritto il libro <strong>Litigare con metodo<\/strong>)<\/em>.\u00a0 Sui conflitti tra le persone, anche nei rapporti genitori-figli ho dedicato tantissimi libri il pi\u00f9 famoso <em>Urlare non serve a nulla<\/em>.<\/p>\n<p>Mentre <strong>la rissa va rubricata come violenza.<\/strong><\/p>\n<p>La rissa in genere avviene tra persone gi\u00e0 grandi,\u00a0 non bambini. E usano tutta la forza a disposizione per cercare di far male. Nella logica del concetto di violenza, quando si\u00a0 cerca il danno in quanto tale, si parla di violenza. Quindi le risse sono episodi gravi che non vanno confusi con i nostri normali conflitti e i litigi infantili\u00bb.<\/p>\n<h3>Risse e duelli (un po&#8217; di storia)<\/h3>\n<p>\u00abLe risse ci sono sempre state, purtroppo, perch\u00e9 noi proveniamo dalla<strong> tradizione del duello<\/strong>.\u00a0 L&#8217;idea di regolare i conflitti con la rissa o con il duello \u00e8 lunga come la storia dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>In\u00a0 Italia solo nel 1932 viene abolito il duello come forma legale per sanare gli offese<\/strong>.<\/p>\n<p>Per dire, anche il nostro Cavour fece diversi duelli, D&#8217;annunzio, e poi Cavallotti&#8230; Felice Cavallotti, scrittore, uomo politico di area radicale, era famoso per i duelli. Li vinceva quasi tutti. A un certo punto\u00a0 aveva gi\u00e0 54 anni, fa l&#8217;ultimo duello e muore. La spada gli recide la giugolare. E<strong> c&#8217;\u00e8 uno scandalo<\/strong>. In realt\u00e0 il problema <strong>non era tanto lo scandalo del duello, quanto che il duello fosse ancora consentito<\/strong>. Eppure lui era popolarissimo, il duellatore radicale&#8230; al suo funerale per dire c&#8217;erano migliaia\u00a0 di persone. Il duello era molto popolare, finch\u00e8 nel 1932, in epoca fascista peraltro, viene abolito definitivamente. Ma c&#8217;\u00e8 voluto tanto tanto tempo\u00bb.<\/p>\n<h3>I nostri ritardi culturali<\/h3>\n<p>\u00abL&#8217;Italia su questo ha dei ritardi culturali molto significativi, al punto che la rissa, ha gravi carenze giuridiche. Se tu non hai <strong>lesioni superiori ai 20 giorni<\/strong>, <strong>devi denunciare l&#8217;aggressore<\/strong>. Deve essere il ragazzo o la ragazza (perch\u00e9 ormai \u00e8 un problema trasversale) a\u00a0 sporgere denuncia. Il nostro sistema giuridico giudiziario \u00e8 ancora fermo al tempo del duello,\u00a0 che apparentemente \u00e8 stato eliminato come regolatore di conflitti, ma nel momento in cui la legge non \u00e8 chiara sul tema della risse che <strong>dovrebbero essere perseguite d&#8217;ufficio anche se non ci sono danni gravi alle persone<\/strong>, \u00e8 ovvio che lascia un vulnus enorme, grande come una casa. L&#8217;intenzionalit\u00e0 di fare del male infatti c&#8217;\u00e8.\u00a0 <strong>I ragazzi purtroppo finiscono anche dentro a questi equivoci.<\/strong> Per cui oggi \u00e8 cento volte pi\u00f9 pericoloso farsi una canna che non fare una rissa\u00bb.<\/p>\n<h3>Le risse sono pi\u00f9 frequenti in questo periodo?<\/h3>\n<p>\u00abOggi magari le vediamo di pi\u00f9. Ma i ragazzi che si organizzavano per regolare i conti, c&#8217;erano anche prima del Covid.<\/p>\n<p><strong>Adesso viene enfatizzato perch\u00e8 qualcuno vorrebbe anche impedire ai ragazzi di uscire al pomeriggio.<\/strong><\/p>\n<p>Io sono<strong> contrarissimo<\/strong> a questo.\u00a0 Cos\u00ec le case diventano delle galere e allora diciamolo che vogliamo <strong>mettere agli arresti domiciliari una generazione<\/strong>. Poi discutiamo se questo \u00e8 legittimo. A me sembra che si stia perdendo anche il lume della ragione\u00bb.<\/p>\n<h3>Eccesso di realt\u00e0 virtuale<\/h3>\n<p>\u00ab\u00c8 da una decina di anni che vengano organizzate sui social queste risse. Ce n&#8217;erano tantissime anche\u00a0 prima del lockdown&#8230; perch\u00e8? Non tanto per il lockdown ma <strong>per un eccesso di realt\u00e0 virtuale.<\/strong> I ragazzi\u00a0 giocano allo sparatutto sui videogiochi\u00a0 hanno<strong> perso letteralmente il confine tra realt\u00e0 virtuale e realt\u00e0 effettiva<\/strong>. Ora, avendo un ritiro sociale sempre pi\u00f9 accentuato, sostenuto anche\u00a0 da queste idee crudeli di confinare i ragazzi in casa con la mamma &#8211; che \u00e8 una cosa cos\u00ec <strong>contro natura da far paura &#8211; diventano incapaci neurocerebralmente di capire la distinzione tra realt\u00e0 e fantasia,<\/strong> e che una rissa non \u00e8 un videogioco. Ti puoi far male. Puoi morire in una rissa. Finch\u00e8 questa dominanza dei\u00a0 videogiochi va avanti nella vita dei ragazzi <strong>senza alcuna regolazione,<\/strong> anzi, consentendo\u00a0 addirittura a bambini di 7 o 8 anni di passare il tempo davanti a Fortnite o anche altri con la massima naturalezza, la situazione rischia solo di peggiorare\u00bb.<\/p>\n<h3>Genitori che non ci sono pi\u00f9<\/h3>\n<p>\u00abE poi <strong>non ci sono regolamentazioni&#8230;<\/strong> ad esempio &#8220;Call of Duty&#8221;, storico\u00a0 sparatutto,\u00a0 era vietato sotto i 18 anni, ma lo usavano i bambini di 9 o 10 anni. Quindi con <strong>un sistema familiare di una fragilit\u00e0 enorme<\/strong> perch\u00e9\u00a0 se si consente a un ragazzino di stare sui videogiochi per 6, 7 anche 8 ore senza mettere una regola, magari anche di notte,\u00a0 <strong>significa che i genitori non ci sono pi\u00f9.<\/strong><\/p>\n<p><strong> Questi ragazzi\u00a0 sono diventati orfani<\/strong>,\u00a0 se il genitore non riesce a gestire la propria <strong>titolarit\u00e0 educativa\u00a0 come gli consegna in fondo la legge<\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi si parla di\u00a0 <strong>parental born out<\/strong> cio\u00e8, consunzione, logoramento, usura dei genitori\u00a0 abbandonati a loro stessi. Ci sono <strong>\u00a0ristori per tutto meno che per i genitori c<\/strong>he vedono i sorci verdi\u00a0 con i figlioli sempre in casa.<\/p>\n<p><em>Almeno davanti al videogioco \u00e8 tranquillo e non mi distrugge la casa. <\/em><\/p>\n<p>Ma\u00a0 cos\u00ec \u00a0<strong>si rovina il cervello e<\/strong>\u00a0<strong>perde perde i contorni della realt\u00e0,<\/strong>\u00a0per cui\u00a0 finire in una rissa organizzata sui social, sembra <strong>essere la forma pi\u00f9 banale di passare il tempo<\/strong> e,\u00a0 paradossalmente, anche la pi\u00f9 normale per loro\u00bb.<\/p>\n<h3>La grave carenza dello sport<\/h3>\n<p>\u00abAd aggravare la situazione c&#8217;\u00e8 anche lo stop agli sport, totalmente proibiti. E penso a sport come\u00a0 il rugby\u00a0 o <strong>il calcio che \u00e8 uno scaricatore di aggressivit\u00e0 eccezionale<\/strong>. Ragazzi che sarebbero stati dei delinquenti col calcio si sono salvati. Tirare pedate a una palla scarica e oggi non possono farlo. Tutto proibito.<\/p>\n<p><strong>Quindi, adesso meravigliarsi che ci siano le risse appare perlomeno\u00a0 ridicolo, \u00e8 il meno che possa succedere. Preferiamo che i ragazzi si taglino?\u00a0 si suicidino? c&#8217;\u00e8 solo da scegliere la disgrazia che decidono di frequentare&#8230;\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Dobbiamo prendere atto che i ragazzi non sono colpiti dalla pandemia nel modo degli adulti e quindi <strong>riapriamo le scuole e i centri sportivi, senza continuamente farli diventare i capri espiatori,<\/strong> per cui invece di cercare i focolai in casa, si vanno a cercare all&#8217;aria aperta che \u00e8 la cosa pi\u00f9 assurda scientificamente.<\/p>\n<p><strong>I focolai sono nelle case, non all&#8217;aria aperta<\/strong>, non per le strade. Tutte le ricerche lo dimostrano. Il virus all&#8217;aria aperta non ha la stessa forza rispetto all&#8217;ambiente chiuso. A Natale il 5 gennaio con le scuole chiuse da 13 giorni c&#8217;\u00e8 stato il picco dei morti: 659. Perch\u00e8\u00a0 i focolai erano nelle case. La gente stando in casa obbligatoriamente 13 giorni si \u00e8 contagiata.<\/p>\n<p>Lo sport organizzato \u00e8 sotto controllo, l&#8217;importante \u00e8 evitare lo spogliatoio, ma ci sono centomila modi per controllare. <strong>Lasciare i giovani senza sport\u00a0 \u00e8 una grave aggressione nei loro confronti.<\/strong> Poi non si pu\u00f2 prendere che restino normali. <strong>Il loro cervello \u00e8 instabile..<\/strong>. non sempre riescono\u00a0 a controllarle. Quindi stanno facendosi del male. E ringraziamo i nostri governanti\u00bb.<\/p>\n<h3>Il cervello di un adolescente<\/h3>\n<p>\u00abCon la fine dell&#8217;adolescenza <strong>la corteccia prefrontale incomincia\u00a0 a formarsi in maniera tale da prendere il controllo delle altre aree cerebrali,<\/strong> specie quelle della zona limbica dove c&#8217;\u00e8 tutta la formazione delle emozioni. Perch\u00e8 la corteccia prefrontale<strong> \u00e8 l&#8217;organo di regia razionale<\/strong>,\u00a0 \u00e8 la nostra parte nobile, che ci rende quello che siamo.<\/p>\n<p>Per\u00f2 <strong>incomincia a formarsi come organo di regia a partire dagli 11, 12 ann<\/strong>i. Questo processo ha bisogno di almeno 10 anni per arrivare alla fine. L&#8217;adolescenza arriva fino a 22 &#8211; 23 anni. Ha bisogno di un tempo molto lungo. <strong>In questo tempo il cervello \u00e8 sotto pressione<\/strong>, continua a sussultare, <strong>\u00e8\u00a0 come sulle montagne russe<\/strong>, perch\u00e8 mentre la corteccia prefrontale cerca di controllare le aree delle emozioni, in quel periodo, in quel tentativo il cervello \u00e8 ondivago. Le neuroscienze ci riportano che i comportamenti adolescenziali non sono del tutto volontari.\u00a0 Certo l&#8217;adolescente ha pi\u00f9 intelligenza del bambino, ma in questa necessit\u00e0 del cervello di stabilizzarsi, \u00e8 molto sotto stress.<\/p>\n<p>Questo ha anche tanti vantaggi, proprio<strong> questa\u00a0 leggerezza cerebrale consente agli adolescenti di avere delle finestre cognitive\u00a0 che nel resto della vita non ci sono pi\u00f9.<\/strong> Il problema \u00e8 il controllo delle emozioni. <strong>L&#8217;adolescente non ha il totale controllo delle emozioni.<\/strong>\u00a0 Questo \u00e8 un dato scientifico inequivocabile. Non dipende da lui. Dire a un adolescente di comportarsi bene\u00a0 \u00e8 come\u00a0 friggere l&#8217;acqua, non si ferma nulla\u00bb.<\/p>\n<h3>Fuggire dalla mamma<\/h3>\n<p>\u00abI ragazzi hanno bisogno di <strong>scaricare una tensione emotiva inequivocabile<\/strong>. Avrebbero bisogno di stare con i loro compagni perch\u00e9 \u00e8 il momento di uscire dal nido materno. L&#8217;adolescente\u00a0 vuole allontanarsi dalla mamma. \u00c8 normale. \u00c8 sempre stato cos\u00ec dalla storia dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 totalmente contro natura tenere i ragazzi chiusi in casa con la mamma. Dannosissimo per la lor crescita.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Questi ragazzi hanno bisogno di sfogarsi, in genere c&#8217;\u00e8\u00a0 l&#8217;aggregazione e il movimento. <strong>Il famoso muretto e lo sport.<\/strong> Il muretto nel complesso \u00e8 ancora possibile, ma ora c&#8217;\u00e8 questo attacco legato alle risse che per\u00f2 ci sono sempre state negli ultimi anni. <strong>Statisticamente non c&#8217;\u00e8 un aumento. Ho seguito tanti episodi prima del lockdown. Adesso sono solo pi\u00f9 visibili, ma adesso i ragazzi sono sotto attacco perch\u00e9 sono\u00a0 considerati gli untori senza nessuna base scientifica<\/strong>.\u00a0 Non esiste una-ricerca-una a livello scientifico mondiale che abbia tracciato un contagio tra un nipote e un nonno. Cos\u00ec li si chiude in casa ad infettarsi\u00bb.<\/p>\n<h3>L&#8217;educazione civica parte dalla gestione dei conflitti<\/h3>\n<p>\u00abCosa possiamo fare adesso? Intanto abbiamo <strong>perso una grande occasione, il ritorno dell&#8217;educazione civica a scuola<\/strong>. \u00c8 una materia importante che ha a che fare con la nostra Costituzione, e con la necessit\u00e0 di imparare a vivere assieme. Ma<strong> non \u00e8 stata\u00a0 inserita la gestione dei conflitti,<\/strong> che \u00e8 la base della democrazia. I ragazzi vanno aiutati a gestire la loro contrariet\u00e0, imparando le tecniche\u00a0 di negoziazione reciproca, di ascolto reciproco.<\/p>\n<p><strong>Sapere fare una discussione, ad esempio \u00e8 importantissimo.<\/strong><\/p>\n<p>Se c&#8217;\u00e8 una persona che non ha le stesse idee o che vuole le tue stesse cose e tu sei contrario, che fai lo picchi o ci discuti? <strong>Ma per discuterci devi sapere come fare, e questa \u00e8 la base dell&#8217;educazione civica. <\/strong>Altrimenti attivi il cervello in maniera rettiliana, cerchi di eliminare chi ti disturba. L&#8217;educazione civica che non introduca la gestione dei conflitti \u00e8 inutile. Un&#8217;occasione mancata\u00bb.<\/p>\n<h3>L&#8217;appello<\/h3>\n<p>\u00abAdesso si \u00e8 creato un vuoto. Totale. \u00c8 come se\u00a0 chiedessimo ai ragazzi per un anno stai fermo, non fare niente. Ma non \u00e8 possibile. Il ragazzo per antonomasia\u00a0 si muove. Per antonomasia cresce. <strong>Il\u00a0 crescere \u00e8 un suo bisogno involontario<\/strong>.\u00a0 \u00c8 come se tu piantassi un seme ma se non lo innaffi muore. I nostri ragazzi adesso sono come quel seme: li abbiamo piantati,\u00a0 sono cresciuti, ma ora non li annaffiamo pi\u00f9. Anzi. A\u00a0 un certo punto diciamo loro di stare\u00a0 in un cono d&#8217;ombra:\u00a0 ma qui si muore! Si sta creando una situazione <strong>di grande depressione nei nostri ragazzi<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<h3>La chiusura delle scuole e la paura di uscire<\/h3>\n<p>\u00abLe ultime mie segnalazioni che ricevo dalle famiglie \u00e8 che i ragazzi non vorrebbero neanche pi\u00f9 tornare a scuola. C&#8217;\u00e8 paura. <strong>Stanno interiorizzando una forma di depressione basata sulla paura<\/strong>. Questo \u00e8 un lascito che <strong>dipende non solo dalla pandemia ma anche da decisioni sbagliate, <\/strong>come la chiusura delle scuole senza criterio. Tutte le volte che i genitori hanno fatto ricorso al Tar hanno sempre vinto. <strong>La scuola \u00e8 un diritto inalienabile<\/strong>. La chiusura delle scuole \u00e8 l&#8217;ultima scelta. Ma ci rendiamo conto dei gravi danni verso questa generazione?<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 solo il virus che fa male. <strong>La depressione fa molto pi\u00f9 male\u00a0 del virus ai ragazzi.<\/strong> I ragazzi del virus non muoiono ma la depressione pu\u00f2 uccidere.\u00a0 I suicidi sono in aumento. Tutto questo \u00e8 agghiacciante\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Ciro Cascone<\/h2>\n<h3>La punizione della rissa<\/h3>\n<p>\u00abLa rissa avviene quando\u00a0 ci sono <strong>almeno tre persone che fanno a botte<\/strong>. Il codice\u00a0 punisce anche la semplice partecipazione:\u00a0 se poi ci sono lesioni personali la pena aumenta, \u00e8 aggravata. La semplice rissa senza lesioni \u00e8 punita <strong>con una multa di 300 euro<\/strong>. Ma l&#8217;aspetto pi\u00f9 complicato, \u00e8 la prova della rissa: quando arrivano le forze dell&#8217;ordine tutti si dileguano. Se\u00a0 c&#8217;\u00e8 il ferito, questa\u00a0 \u00e8 la prima prova che c&#8217;\u00e8 stata la rissa, ma altrimenti resta difficile provarlo. Ad esempio, nella famosa rissa di Gallarate dei giorni scorsi, si parlava della partecipazione di centinaia di persone. Ma quando sono intervenute le forze dell&#8217;ordine non c&#8217;erano pi\u00f9. \u00c8 stato possibile risalire a quello che era successo\u00a0 in base alle immagini\u00bb.<\/p>\n<h3>\u00abIo non sono stato\u00bb<\/h3>\n<p>\u00abLa maggior parte delle risse poi, anche se arrivi al processo, hanno lo stesso schema. &#8220;<em>Io non sono stato, sono stato aggredito e mi sono difeso. Io sono la vittima.<\/em> Il paradosso di tante risse \u00e8 che ci sono sono c<strong>ontemporaneamente autori e vittime<\/strong>. Chi ha avuto lesioni, sappiamo che ha partecipato alla rissa. Ma non c&#8217;\u00e8 vuoto giuridico, la partecipazione alla rissa \u00e8 punita e si procede d&#8217;ufficio. Il bene tutelato nella rissa \u00e8 <strong>il bene pubblico, <\/strong>dove i partecipanti a volte sono ignoti\u00bb.<\/p>\n<h3>Le risse non sono una novit\u00e0<\/h3>\n<p>\u00abEntro certi limiti \u00e8 anche il mio pensiero: le risse ci sono sempre state, magari non cos\u00ec eclatanti, da coinvolgere cos\u00ec tante persone. Oggi c&#8217;\u00e8 sicuramente maggiore attenzione mediatica sia per la\u00a0 diffusione che per l&#8217;esplosione mediatica di queste notizie.<\/p>\n<p><strong>Tutte queste restrizioni per i ragazzi diventano costrizioni ed \u00e8 normale che venga stimolata la trasgressione<\/strong> anche noi le notiamo di pi\u00f9. Uscire, stare insieme, assembrarsi, in questo momento c&#8217;\u00e8 un&#8217;attenzione maggiore rispetto a prima. Talvolta si rischia di gonfiare episodi che sono per fortuna meno gravi. Noi interveniamo, ma c&#8217;\u00e8 anche un aspetto emulazione quindi dobbiamo cercare di bloccare sul nascere queste cose. Prima, di certo, non ci si faceva tanta attenzione, ma cos\u00ec eclatanti non se ne veda da un sacco di tempo.<\/p>\n<h3>Una (distorta) questione di onore<\/h3>\n<p>La rissa diventa quasi accessoria a quell&#8217;assembramento che non parte con intenzioni rissose, poi basta niente qualcuno beve, urla, spinge&#8230; e rischia di degenerare.\u00a0<strong> La cultura del duello esiste ancora.<\/strong> Ti sfido per conquistare il trofeo, l<strong>a ragazza a volte, che magari \u00e8 pure contenta di essere il trofeo<\/strong>. Su questo bisogna intervenire, bisogna far capire fin da piccoli il rispetto delle persone\u00bb.<\/p>\n<h3>Cosa possiamo fare?<\/h3>\n<p>\u00abInsegnare ai ragazzi a <strong>prendere le distanze dalla violenza<\/strong>.\u00a0 Altrimenti avremmo sempre la rissa e il gruppo degli spettatori, dei\u00a0 <em>non ho visto niente.<\/em> Non bisogna reagire cercando la vendetta ma denunciare. Raccontare, parlare,\u00a0 sputtanare chi fa violenza davanti a tutti. <strong>La violenza non va legittimata. Deve cessare questo sentirsi offeso nell&#8217;onore.<\/strong> Perch\u00e9 purtroppo\u00a0 <strong>\u00e8 vero che abbiamo ancora questa cultura dell&#8217;onore e della dignit\u00e0. Distorta perch\u00e9 non si deve<\/strong>\u00a0<strong>vergognare chi subisce,<\/strong> altrimenti sar\u00e0 vittima due volte.<\/p>\n<p>Si arriva all&#8217;assurdo che chi subisce violenza al parco non denuncia perch\u00e8 si vergogna di apparire come quello sfigato che ha subito l&#8217;aggressione. Si sente preso di mira e distrutto nella sua immagine. Ecco perch\u00e9 <strong>lo spettatore non deve restare spettatore.<\/strong> Il bullismo esiste perch\u00e8 esistono gli spettatori. Altrimenti certe forme di violenza non esisterebbero pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si danno appuntamento sui social. E poi gi\u00f9 botte per regolare i conti. Menando le mani, o anche i piedi e talvolta anche altri arnesi&#8230; Sono ragazzini del 2021 eppure \u00e8 come fossero in un duello dell&#8217;800. Ora non ci sono spade e pistole e\u00a0 il guanto della sfida \u00e8 di gruppo. Ma quello che c&#8217;\u00e8 dietro \u00e8 sempre la stessa cosa: la cultura del duello per sanare l&#8217;offesa. Ed \u00e8 l\u00ec, che secondo gli esperti, bisogna andare a educare i ragazzi, ancorati tutt&#8217;oggi a un modello di uomo o di donna &#8211; perch\u00e9 le risse sono anche tra ragazze [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2021\/04\/06\/le-risse-siamo-ancora-alla-cultura-del-duello\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1027,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[42084,71030],"tags":[414660,124777,395725,371949],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1027"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=664"}],"version-history":[{"count":44,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":747,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664\/revisions\/747"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}