{"id":749,"date":"2021-04-13T10:02:57","date_gmt":"2021-04-13T10:02:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=749"},"modified":"2021-04-13T10:05:23","modified_gmt":"2021-04-13T10:05:23","slug":"749","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2021\/04\/13\/749\/","title":{"rendered":"Gen Z, la generazione dimenticata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2021\/04\/dismissed.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-751 size-medium\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2021\/04\/dismissed-300x167.jpg\" alt=\"generazione Z\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2021\/04\/dismissed-300x167.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2021\/04\/dismissed-1024x571.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2021\/04\/dismissed-768x428.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/files\/2021\/04\/dismissed.jpg 1164w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Rick. Tolomeo. Gaja. Matilde. Giulia. Cinque ragazzi per una generazione, <strong>la Zet<\/strong>a. L&#8217;ultima, quella dei liceali e dei laureandi. <strong>Ultima, per et\u00e0<\/strong>. Ma ultima anche perch\u00e9 fin dall\u2019inizio di questa eterna emergenza Covid, \u00e8 sempre stata all\u2019ultimo posto.<\/p>\n<p>Prima gli anziani, poi i bambini, poi gli adulti, poi i ristoranti, poi i parrucchieri, poi, poi&#8230; ma il loro turno non \u00e8 mai arrivato. Nella prima, seconda e nemmeno nella terza ondata. A loro si chiede, ancora una volta, sempre e solo di stare<strong> zitti e buoni.<\/strong> Di non andare a scuola e di non vedere gli amici. Di non protestare. Di incassare senza fiatare. Di vivere h24 con la mamma nell\u2019et\u00e0 in cui lei \u00e8 tutto quello da cui si vuole fuggire. E loro lo hanno persino fatto. E continuano a farlo. Reclusi e dimenticati, cercano \u00abdentro\u00bb quello che non possono trovare \u00abfuori\u00bb, sbirciano indietro, magari tra le foto nel telefono per guardare avanti, per <strong>sognare, immaginare,<\/strong> tenere stretto un futuro ancora troppo lontano. Ma in che modo? E <strong>cosa pensano<\/strong>?<\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec \u00ab<strong>Gen Z: The dismissed generation<\/strong>\u00bb una web serie che fa parlare i ventenni milanesi. Cinque <strong>storie di lockdown<\/strong> vissuto, sofferto, raccontato in appena 15 minuti, 3 a testa per ognuno, magistralmente pensati e girati e prodotti da tre ragazzi che se non sono appena usciti dalla generazione Z, sono dentro a quella che sta subito dopo, i <strong>Millennial<\/strong>.<\/p>\n<p>Tommaso Frangini (27 anni) e Francesco Bianco (24) si sono divisi la regia degli episodi insieme a Marcello Di Gregorio (22 anni), regista e produttore con la sua Vanilla Shake Productions (il video si pu\u00f2 vedere sul <strong>canale Instagram della casa di produzione<\/strong> <strong>@vanillashakevideos<\/strong>\u00a0 ma anche su <span style=\"color: #000000\"><strong><a style=\"color: #000000\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=z_4QINiIFgs\">Youtube sui il trailer<\/a><\/strong><\/span>). A coinvolgere i tre talentuosi registi (tutti con studi di regia in America), <strong>due mamme<\/strong>, anche se di nessuno dei ragazzi coinvolti: Giovanna Testa, medico, e Roberta Colombo Gualandri, imprenditrice sociale che vive tra Milano e Londra. Entrambe spinte dall\u2019urgenza di tutti noi genitori di adolescenti, anche (pre o post) di fare qualcosa. Qualcosa che basti a non essere la prigione del nulla. Il risultato \u00e8 molto pi\u00f9 di qualcosa.<\/p>\n<p>\u00abSono rimasto stupito anche io stesso &#8211; racconta Tommaso &#8211; perch\u00e9 mi sembra una <strong>generazione molto diversa dalla mia,<\/strong> eppure hanno solo 5, 6 anni meno di noi. C\u2019\u00e8 un&#8217;attenzione diversa al mondo che li circonda e forse per questo anche una maturit\u00e0 sociale maggiore\u00bb. Ora l\u2019idea \u00e8 di allargare lo sguardo ai ragazzi che vivono nelle altre capitali europee e poi chiss\u00e0 forse a New York. Perch\u00e9 <strong>giudicarli \u00e8 molto semplice.<\/strong> Comprenderli \u00e8 un\u2019altra cosa.<\/p>\n<p>Qui di seguito le lor<strong>o 5 storie e i loro video<\/strong> che potete vedere. Ne vale la pena, e scoprire che c&#8217;\u00e8 sempre un messaggio positivo<\/p>\n<h2>Tolomeo<\/h2>\n<p>Tolomeo ha i capelli ricci, lo <strong>sguardo trasparent<\/strong>e, la scrittura che esce \u00abcome le lacrime per chi ha voglia di piangere\u00bb e la passione per <strong>le foto in bianco e nero<\/strong>, perch\u00e9 senza la distrazione dei colori si arriva meglio dentro, gi\u00f9 in fondo alle cose, alle persone. Durante il primo lockdown Tolomeo si \u00e8 rinchiuso nella<strong> sua stanza,<\/strong> o come la chiama lui \u00ab<strong>la sua tana<\/strong>\u00bb. Un \u00abmomento magico\u00bb, da l\u00ec \u00e8 partito. Il racconto di Tolomeo \u00e8 il viaggio dentro se stesso che passa attraverso quaderni, e pagine e pagine scritte fitte fitte per essere <strong>pi\u00f9 forte della paura<\/strong>, \u00abl\u2019ossessione\u00bb di dimenticare. \u00abNon posso permettermi di scordare, come se dimenticandomi anche un solo frammento, perdessi un pezzo di me\u00bb. Tolomeo si chiude per<strong> 60 giorni in casa<\/strong> e pensa \u00abche figata, posso passare il giorno e la notte a leggere scrivere e guardarmi i film\u00bb. Assapora la malinconia, ci si immerge e i giorni uguali ai giorni diventano \u00abuna cosa pazzesca\u00bb.<br \/>\n\u00abErano i giorni pi\u00f9 monotoni della mia vita ed \u00e8 stata una rivelazione. A me veniva da scrivere, bam&#8230;\u00bb. \u00ab<strong>Bam<\/strong>\u00bb ripete pi\u00f9 volte per dare un suono facile a quell\u2019implosione dentro di s\u00e9. Dentro una stanza \u00abma viaggiando dentro di me, cos\u00ec ho esplorato un mondo\u00bb.<br \/>\n<iframe title=\"EP2 Tolomeo | Gen Z: The Dismissed Generation\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7dPJKU7XwYk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>GIULIA<\/h2>\n<p>Giulia ha 19 anni, \u00e8 milanese (doc) ma \u00abper met\u00e0\u00bb. Fino al lockdown, la sua vita \u00e8 stata divisa tra la citt\u00e0 (dove vive) e la montagna perch\u00e9 <strong>scia a livello agonistico<\/strong>. Due vite parallele tra neve e studio, monti e metropoli. A ottobre dello scorso anno inizia l\u2019universit\u00e0 e, insieme, il corso per diventare maestra di sci. \u00abHo fatto fatica ad adattarmi tra <strong>quei due mondi cos\u00ec tanto diversi<\/strong> e ci ho messo un po\u2019 di tempo\u00bb. Non era neanche troppo sicura di riuscire a stare dentro quelle due vite parallele. Invece. A gennaio trova<strong> l\u2019equilibrio perfetto.<\/strong> \u00abPerfetto per rompersi con l\u2019arrivo del Covid\u00bb.<br \/>\nMentre lo dice le scappa un sorriso che s\u2019abbuia rapidamente. \u00abQuello che mi ha motivata durante tutto quel periodo di lockdown, era non perdere&#8230;<strong> non rendere vani tutti i sacrifici<\/strong> che avevo fatto\u00bb. La pandemia per lei ha voluto dire rinunciare a mezza vita. Ed \u00e8 stato proprio l\u00ec che ha scoperto di volerla con tutte le sue forze <strong>quella doppia vita<\/strong>. \u00abQuesto stop mi ha dato la possibilit\u00e0 di capire che io ricerco quel tipo di vita. La vita dinamica fa parte di me, la voglio e forse fino ad allora non l\u2019avevo capito\u00bb. Il suo messaggio ai ragazzi come lei? \u00ab<strong>Non subire la vita<\/strong>. Prendere i momenti difficili come un punto su cui ricominciare. Bisogna cercare di non mollare. E affrontare quello che stiamo vivendo con speranza\u00bb.<br \/>\n<iframe title=\"EP5 Giulia | Gen Z: The Dismissed Generation\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/L2CeqMKFHeY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>RICK<\/h2>\n<p>A Rick il lockdown stravolge un po\u2019 tutto. 20 anni, nato a Toronto in Canada fa un po\u2019 lo studente a Milano un po\u2019 l<strong>\u2019artista di strada<\/strong>, \u00abogni passante una sfida\u00bb. Il Covid lo chiude in casa. Lui e la sua chitarra. La sua chitarra e lui che s\u2019affaccia al balcone e vede la fila di persone <strong>in attesa di entrare al supermercato,<\/strong> proprio l\u00ec sotto. L\u2019artista si reinventa la strada. Rick \u00e8 uno di quelli che hanno suonato e cantato dalle finestre. \u00abMi piaceva l\u2019idea di allietare quelle attese. <strong>I live sul balcone<\/strong> mi davano un attimo di illusione di normalit\u00e0\u00bb. Anche se in quel periodo cos\u00ec come ancora oggi purtroppo, non c\u2019\u00e8 niente di normale. <strong>Un momento storico<\/strong>. E per lui \u00ablo strano \u00e8 accorgersi di come la storia ti accade e molto di quello che c\u2019\u00e8 del tuo quotidiano rimane. Ti trovi in mezzo ed \u00e8 come se fossi deluso di vedere quanto \u00e8 normale\u00bb. Quanto<strong> \u00e8 \u00abbanalmente reale\u00bb la storia<\/strong>. Per\u00f2 \u00abla cosa bella \u00e8 vedere come <strong>ciascuno pu\u00f2 fare qualcosa.<\/strong> Anche solo per se stesso, perch\u00e8 a volte custodire se stessi \u00e8 fare il proprio dovere di cittadino\u00bb. Per Rick la strada \u00e8 ancora lontana ma \u00abin un modo o nell\u2019altro\u00bb lui vuole \u00abcontinuare a creare\u00bb il suo sogno, adesso sapendo anche che \u00abil mondo intorno pu\u00f2 cambiare in modo imprevedibile\u00bb.<br \/>\n<iframe title=\"EP1 Rick | Gen Z: The Dismissed Generation\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BfJmesN0UkM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>GAJA<\/h2>\n<p>Prima del lockdown Gaja, 20 anni, a Milano<strong> fa l\u2019attrice, recita<\/strong>. Il teatro \u00e8 la sua vita, \u00abmi ha sempre aiutato per aprirmi all\u2019altro in quanto meticcia, in quanto donna \u00e8 stato fondamentale per mostrare la mia identit\u00e0 e giocarci\u00bb. Nel lockdown di colpo tutto si ferma, si trova a vivere da sola. Gaja <strong>scopre la solitudine, il senso del vuoto.<\/strong> Niente palcoscenico, niente amici. Niente famiglia. Ed \u00e8 \u00abuna botta\u00bb. Poi a poco a poco dentro quella solitudine, Gaja ci si accomoda, la sente, la guarda e trova delle nuove emozioni insieme <strong>allo stupore<\/strong> di non averle mai incontrate prima in quella vita frenetica milanese. Inizialmente non sa cosa fare, non ha iniziato a leggere tantissimo e neppure ha imparato a suonare la chitarra \u00abperch\u00e9 <strong>troppo spaventata per fare cose<\/strong>\u00bb. Poi s\u2019inventa uno spettacolo teatrale si intitola \u00abMentre marciamo marciamo\u00bb, tutto in scena via Zoom e dentro ci mette tutto quel vuoto che non \u00e8 pi\u00f9 solo una botta e non fa solo male. \u00abSe sono <strong>cambiata durante la quarantena?<\/strong> Semplicemente adesso apprezzo di pi\u00f9 la solitudine, mi sono posta l\u2019obiettivo di stare nella realt\u00e0 con le sue contraddizioni. Mi sento triste, sola, arrabbiata&#8230; per\u00f2 quando sto in quella emozione posso comunicarlo\u00bb e magari scoprire che c\u2019\u00e8 qualcuno che sente la stessa cosa.<br \/>\n<iframe title=\"EP3 Gaja | Gen Z: The Dismissed Generation\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3e6fcv5pWhk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>MATILDE<\/h2>\n<p>Che poi ci sono lockdown e lockdown. Matilde li ha visti tutti e due. Ha 18 anni, frequenta il liceo artistico ma non ha mai smesso di fare<strong> la volontaria in un centro per ragazzi<\/strong> in un quartiere disagiato della periferia milanese. \u00abSto bene quando posso dare una mano agli altri. E cos\u00ec ha fatto e seppure abituata a saltare gli ostacoli<strong> (fa equitazione<\/strong>) ha assistito alle difficolt\u00e0 di quei ragazzi \u00abche non hanno possibilit\u00e0 di avere un supporto per esser collegati 24 ore su 24\u00bb. Sappiamo che la dad non per tutti \u00e8 stata ed \u00e8 uguale e ci sono stati studenti che hanno dovuto <strong>seguire le lezioni<\/strong> con un solo cellulare da condividere con tutta la famiglia, fratelli e genitori. Il difficile \u00e8 stato anche capire \u00abcome i volontari possono agire\u00bb. Per Matilde \u00ab<strong>tornare a scuola dopo il lockdown<\/strong> \u00e8 stato forse pi\u00f9 strano di fare le lezioni on line\u00bb, perch\u00e9 s\u00ec \u00e8 vero che \u00absiamo vicini, tutti nella stessa stanza ma abbiamo il plexiglass&#8230; e anche il rapporto con i ragazzi delle altre classi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u00bb. Ma questo non la scoraggia. \u00abIl futuro? mi viene da dirmi che<strong> non sar\u00e0 il covid a fermarmi<\/strong>. Non \u00e8 il momento per rinunciare certo seguendo tutte le <strong>regole<\/strong> e le misure richieste, \u00abnon deve essere un momento che ci riempie di <strong>paura<\/strong>, ma di <strong>speranza<\/strong>\u00bb.<br \/>\n<iframe title=\"EP4 Matilde | Gen Z: The Dismissed Generation\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/A2mu3u4WMpM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Rick. Tolomeo. Gaja. Matilde. Giulia. Cinque ragazzi per una generazione, la Zeta. L&#8217;ultima, quella dei liceali e dei laureandi. Ultima, per et\u00e0. Ma ultima anche perch\u00e9 fin dall\u2019inizio di questa eterna emergenza Covid, \u00e8 sempre stata all\u2019ultimo posto. 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