{"id":763,"date":"2021-05-24T08:25:07","date_gmt":"2021-05-24T08:25:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=763"},"modified":"2021-05-24T13:36:43","modified_gmt":"2021-05-24T13:36:43","slug":"litigare-fa-bene-se-sai-come-farlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2021\/05\/24\/litigare-fa-bene-se-sai-come-farlo\/","title":{"rendered":"Litigare fa bene. Se sai come farlo"},"content":{"rendered":"<p>Litigare <strong>fa bene<\/strong>. Basta saperlo fare. Il problema \u00e8 che se non si \u00e8<strong> imparato a litigare<\/strong> bene da bambini, sar\u00e0 difficile farlo da adulti. E il problema-dei-problemi \u00e8 che <strong>da piccoli non ti fanno litigare<\/strong>. Chi \u00e8 stato? Chi ha cominciato? Sei sempre il solito&#8230; Le ragioni dei bambini si scontrano con la <strong>ricerca del colpevole<\/strong> tipica dell\u2019adulto e quello che potrebbe <strong>risolversi in un minuto<\/strong> (il dato \u00e8 neuroscientifico) diventa un <strong>pericoloso precedente<\/strong>.<\/p>\n<h3>Le scuole dove si impara a litigare bene<\/h3>\n<p>L\u2019inversione di rotta deve partire presto e qualcuno ci prova. Succede <strong>a Palermo<\/strong> dove, in una scuola hanno formato una trentina di<strong> ragazzi-mediatori<\/strong> che aiutano i compagni a fare la pace. Succede anche in tanti asili dove viene applicato <strong>il metodo del litigare-bene<\/strong>, ideato e registrato da <strong>Daniele Novara<\/strong>, pedagogista e formatore (le regole le trovate sotto). Perch\u00e9 i conflitti, oltre che inevitabili, sono necessari. Basta solo imparare a gestirli. Sono<strong> poche ma non facilissime regole<\/strong> che oggi vengono applicate da insegnanti volenterosi gi\u00e0 in alcune scuole, con un kit e i bambini in fila per andare a discutere nel conflit-corner. Non si alza la voce, si esprime il proprio punto di vista e si ascolta quello del \u00ablitigante\u00bb. Poi si cerca una soluzione che vada bene a entrambi. Detto cos\u00ec sembra una cosa da nulla, eppure non avere imparato a litigare da piccoli porta a diventare <strong>adulti \u00abcarenti conflittuali\u00bb<\/strong> come li ha definiti Daniele Novara. Con conseguenze talvolta estreme, come purtroppo riportano le cronache.<\/p>\n<h3>Il carente conflittuale<\/h3>\n<p>\u00abIl carente conflittuale <strong>non sa gestire le contrariet\u00e0<\/strong> e ricorre alla<strong> violenza<\/strong> come forma di semplificazione &#8211; spiega &#8211; Ho un problema con te, elimino il problema eliminandoti\u00bb. Novara oltre ad aver scritto libri come \u00abLitigare fa bene\u00bb (per i bambini), \u00abI bulli non sanno litigare\u00bb (per adolescenti), \u00abMeglio dirsele\u00bb (dedicato alla vita di coppia) e molti altri frutto dei suoi studi trentennali, ha anche fondato il Centro psico-pedagogico per la gestione dei conflitti. Alla base della sua ricerca, un concetto: \u00abCi sono <strong>solo due possibilit\u00e0<\/strong>: non litigare mai o imparare a litigare bene. La prima \u00e8 impossibile. Mai conosciuto essere umano che ci sia riuscito. Stefano Benni ci ha scritto anche un racconto, <strong><em>L\u2019uomo che non voleva mai litigare<\/em><\/strong> e finisce i suoi giorni in galera perch\u00e8 per non litigare con i rapinatori di banca, finisce per aiutarli a fare il colpo\u00bb. Quindi non resta che imparare a litigare bene.<\/p>\n<h3>Alla ricerca del colpevole<\/h3>\n<p>\u00abPurtroppo nella nostra cultura dell\u2019ordine pubblico &#8211; fa notare &#8211; c\u2019\u00e8 la tendenza a confondere il conflitto con la violenza. Invece il <strong>conflitto lo usi per affrontare l\u2019ostacolo, la violenza per eliminare chi ti ostacola\u00bb<\/strong>. \u00c8 pericoloso, dice, confondere i due termini: \u00abconflitto in Siria, 400mila morti. Lo stesso termine che usiamo per denominare la relazione difficile con un foglio adolescente. Cos\u00ec si finisce in trappola, e si pensa che ogni conflitto sia una guerra\u00bb. La sua teoria viaggia al contrario. Imparare a <strong>gestire i conflitti \u00ab\u00e8 proprio l\u2019antidoto a violenz<\/strong>a\u00bb, spiega.<\/p>\n<h3>A litigare si impara (meglio) fra i 3 e i 6 anni<\/h3>\n<p>Tutto questo si impara da piccoli e, sottolinea, \u00abce lo portiamo dietro tutta la vita\u00bb. Se vogliamo essere pi\u00f9 precisi, meglio \u00abtra i 3 e i 6 anni, finestra cognitiva e emotiva fondamentale dove si impara proprio a stare insieme\u00bb. E infatti i bambini \u00ab<strong>litigano solo con gli amici<\/strong>, il litigio per loro \u00e8 una variabile dell\u2019amicizia e non dell\u2019ostilit\u00e0. E fino a 6 anni sono capaci di <strong>risolvere da soli entro un minuto<\/strong>\u00bb. Provare per credere.<\/p>\n<h3>Adulti? Un passo indietro<\/h3>\n<p>Dopo \u00e8 pi\u00f9 faticoso, \u00abbisogna puntare alla<strong> creazione di mediatori tra pari<\/strong>, che aiutano a passare dall\u2019esplosione emotiva alla reciproca comunicazione delle proprie ragioni\u00bb.<br \/>\nPrima, a complicare le cose<strong> sono solo gli adulti<\/strong> che, sbagliando, elargiscono punizioni e soluzioni. \u00abGenitori e insegnanti introducono nella litigiosit\u00e0 infantile <strong>il tema del colpevole<\/strong> che \u00e8 un concetto giudiziario &#8211; spiega Novara &#8211; quando invece scientificamente, <strong>non ci pu\u00f2 essere infanzia senza litigi\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Il metodo<\/h2>\n<p>Il metodo per <strong>litigare bene<\/strong>, come spiega <strong>Daniele Novara<\/strong>, \u00e8 fatto da 2 passi indietro e, dopo, 2 passi avanti.<\/p>\n<h3>I 2 passi indietro.<\/h3>\n<h5>1 &#8211; Non cercare il colpevole.<\/h5>\n<p>\u00abSemplicemente perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 e perch\u00e9 nessun adulto genitore o insegnante pu\u00f2 capire la dinamica del litigio\u00bb, dice. La lite \u00ab\u00e8 la cosa pi\u00f9 ovvia tra i bambini e, anzi,<strong> la ricerca del colpevole<\/strong> pu\u00f2 implicare un eccesso di esibizionismo per richiamare l\u2019attenzione degli adulti\u00bb. Cercare il colpevole \u00aboltre ad essere mortificatorio perch\u00e9 porta spesso anche<strong> alla punizione<\/strong>, blocca la capacit\u00e0 di fare da soli\u00bb.<\/p>\n<h5>2 &#8211; Non dare la soluzione<\/h5>\n<p>\u00abLa soluzione adulta <strong>non corrisponde al cervello infantile<\/strong> che \u00e8 molto sensoriale, magico, una mente completamente diversa. L\u2019adulto punta a una<strong> soluzione di carattere razionale<\/strong>, tipo \u201cgiocate 5 minuti a testa\u201c mentre i bambini ne preferiscono altre, pi\u00f9<strong> fuori dagli schemi<\/strong>\u00bb. Per esempio possono lasciare entrambi il giocattolo della discordia per andare a fare qualcos\u2019altro. \u00abL\u2019importante che siano loro stessi a trovare un eventuale<strong> accordo<\/strong> a loro contrasti\u00bb.<\/p>\n<h3>I 2 passi avanti<\/h3>\n<h5>1 &#8211; Scambiarsi le reciproche ragioni<\/h5>\n<p>\u00abI bambini devono scambiarsi le loro versioni dei fatti, <strong>evitando la mediazione degli adulti<\/strong>\u00bb. A genitori e insegnanti spetta il compito di <strong>creare le condizioni<\/strong> perch\u00e9 i contendenti possano parlarsi. Ma l\u2019adulto poi \u00abdeve stare tranquillo: quello che i bambini si racconteranno sar\u00e0 spesso diverso dalla realt\u00e0 dei fatti, perch\u00e9 <strong>vedono le cose diversamente<\/strong>. Ma questo non importa. \u00c8 la ritualit\u00e0 del doversi ascoltare che diventa fondamentale nel metodo: ecco perch\u00e9 creiamo il<em> conflit corner,<\/em> un angolo della casa o della classe <strong>con un tavolino e due sedie<\/strong>. Qui ci si passa un <strong>gomitolo di lana<\/strong>: parla chi ha il gomitolo. L\u2019altro ascolta. E questo ha un effetto di autocontrollo. Oltre al fatto che l\u2019obbligo di dover parlare col compagno e ascoltare le ragioni altrui funziona anche da deterrente. I pi\u00f9 grandi che sanno scrivere scrivono la loro versione dei fatti\u00bb.<\/p>\n<h5>2 &#8211; Trovare una soluzione autonoma<\/h5>\n<p>\u00abCon il gomitolo in mano, passandoselo uno con l\u2019altro, i bambini<strong> devono \u201csgomitolare\u201c il conflitto<\/strong> che \u00e8 qualcosa di molto <strong>denso e confuso<\/strong>. Attraverso questa azione di sgomitolare rendiamo palese l\u2019operazione <strong>mentale e emotiva<\/strong> che stiamo facendo. E funziona anche da<strong> scarico della rabbia,<\/strong> li aiuta a decontrarsi rispetto alle emozioni che li dominano e rendono impossibile la comunicazione. Certo, se si mettono le mani addosso e stanno<strong> per farsi del male<\/strong>, l\u2019adulto interviene, per\u00f2 poi deve intervenire il metodo e li fa parlare tra di loro.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Litigare fa bene. Basta saperlo fare. Il problema \u00e8 che se non si \u00e8 imparato a litigare bene da bambini, sar\u00e0 difficile farlo da adulti. E il problema-dei-problemi \u00e8 che da piccoli non ti fanno litigare. Chi \u00e8 stato? Chi ha cominciato? Sei sempre il solito&#8230; Le ragioni dei bambini si scontrano con la ricerca del colpevole tipica dell\u2019adulto e quello che potrebbe risolversi in un minuto (il dato \u00e8 neuroscientifico) diventa un pericoloso precedente. 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