{"id":876,"date":"2024-10-30T22:24:00","date_gmt":"2024-10-30T22:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=876"},"modified":"2024-10-30T22:24:00","modified_gmt":"2024-10-30T22:24:00","slug":"altro-che-bamboccioni-uno-studente-su-due-fa-gia-qualche-lavoretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2024\/10\/30\/altro-che-bamboccioni-uno-studente-su-due-fa-gia-qualche-lavoretto\/","title":{"rendered":"Altro che bamboccioni. Uno studente su due fa gi\u00e0 qualche lavoretto"},"content":{"rendered":"<p>Nati bollati come<strong> Sdraiati<\/strong> (ormai gi\u00e0 undici anni fa), da allora sono cresciuti a suon di clich\u00e9 alimentati da <strong>etichette<\/strong>. Senza distinzione di colpi, da sinistra a destra. Bamboccioni, pigri, svogliati, poco lungimiranti, per niente costruttivi, maleducati, bizzosi. E poi: sempre e solo <strong>attaccati al cellulare<\/strong> (il rimprovero claim).<\/p>\n<p>A far cosa poi? <strong>Magari a cercarsi un lavoretto.<\/strong> O magari anche a farlo. Quando il mondo adulto si prender\u00e0 la briga di guardare sul serio gli adolescenti, con occhi, forse, meno \u00abviziati\u00bb, potrebbe avere delle sorprese. Per una volta, positive. Per esempio che<strong> un ragazzo su due<\/strong> gi\u00e0 alle superiori si cimenta in qualche lavoretto. E non solo in estate ma (il 23%) dopo la scuola, spesso con prospettive pi\u00f9 ampie di togliersi solo qualche sfizio. O, ancora, che gi\u00e0 a 16, 17 anni almeno uno su 4 si sente un Elon Musk in erba e pensa di avere <strong>in testa gi\u00e0 l\u2019idea giust<\/strong>a. Non lo sar\u00e0 di certo (o chiss\u00e0) ma intanto quel seme che malgrado tutto e tutti cresce, lo proietta in una dimensione legata a una carriera imprenditoriale in un futuro dove il contratto a tempo indeterminato non esercita alcun fascino.<\/p>\n<p>Non sono parole. Ma numeri, quelli rivelati dalla ricerca <strong>\u00abDopo il diploma\u00bb<\/strong> realizzata da Skuola.net in collaborazione con Elis &#8211; realta\u0300no profit che forma persone al lavoro &#8211; intervistando 2.560 alunni delle scuole superiori. Benestanti (54%) o meno (57%), il darsi da fare non \u00e8 dettato dalla necessit\u00e0, ma dalla voglia di sporcarsi le mani. <strong>Per 9 su 10 a fare i camerieri<\/strong>, i fattorini, i rider, le baby sitter, gli istruttori sportivi, i tutor per ripetizioni, ma uno su 10 si butta nella rete tra un compito di matematica e una versione di greco, tra app da sviluppare e big data vari, con l\u2019aspirazione di provare a farli diventare l\u2019attivit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>D\u2019altronde solo uno su 5 vive ancora nell\u2019arcaico <strong>mito del posto fisso<\/strong>. \u00abLavoro autonomo e spirito imprenditoriale rappresentano i nuovi orizzonti lavorativi della generazione Zeta, capovolgendo completamente i capisaldi dei loro genitori \u2013 fa notare Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net &#8211; Tuttavia un conto \u00e8 desiderare, un conto \u00e8 riuscire: le competenze di base per intraprendere questi percorsi non si improvvisano\u00bb. Qualcosa ora nella scuola si muove, perch\u00e9 qui, oggi serve formare ben altro, rispetto ai necessari<strong> impiegati di un tempo. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nati bollati come Sdraiati (ormai gi\u00e0 undici anni fa), da allora sono cresciuti a suon di clich\u00e9 alimentati da etichette. Senza distinzione di colpi, da sinistra a destra. Bamboccioni, pigri, svogliati, poco lungimiranti, per niente costruttivi, maleducati, bizzosi. E poi: sempre e solo attaccati al cellulare (il rimprovero claim). A far cosa poi? Magari a cercarsi un lavoretto. O magari anche a farlo. Quando il mondo adulto si prender\u00e0 la briga di guardare sul serio gli adolescenti, con occhi, forse, meno \u00abviziati\u00bb, potrebbe avere delle sorprese. Per una volta, positive. 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