{"id":903,"date":"2025-07-07T16:48:38","date_gmt":"2025-07-07T16:48:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/?p=903"},"modified":"2025-07-07T16:48:38","modified_gmt":"2025-07-07T16:48:38","slug":"libere-donne-che-hanno-sconfitto-violenza-e-abusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/coppetti\/2025\/07\/07\/libere-donne-che-hanno-sconfitto-violenza-e-abusi\/","title":{"rendered":"&#8220;Libere&#8221;, donne che hanno sconfitto violenza e abusi"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSono tutti uomini \u201cspeciali\u201d, creano la loro regina e poi la chiudono nella torre fatta di violenza fisica, psicologica, economica. Ecco, vorrei che questo libro entrasse nelle scuole, per far capire per tempo quali sono le \u201cbandierine rosse\u201d a cui prestare attenzione. E per dare anche un messaggio di speranza a chi si trova nella spirale della violenza e ne vuole uscire\u00bb. <strong>Armando Cecatiello<\/strong> \u00e8 avvocato familiarista, curatore speciale presso il Tribunale di Milano, con 30 anni di esperienza anche nella tutela dei diritti delle donne vittime di violenze a Milano<strong>. Luned\u00ec 7 luglio\u00a0 (ore 19<\/strong>) al Museo di Scienza e della Tecnica presenta il suo nuovo libro. \u00abLibere. Storie di donne che hanno sconfitto violenza e abusi\u00bb.<br \/>\n<strong>Dieci donne, dieci storie con lieto fine. Sono tutte realmente accadute?<\/strong><br \/>\n\u00abTutte storie vere, le ho solo rese irriconoscibili. Negli anni ho seguito molte donne vittime di violenza. Una violenza di cui si rendevano conto ed era il motivo per cui si separavano, oppure &#8211; ed \u00e8 la cosa pi\u00f9 difficile da comprendere &#8211; erano immerse in questa violenza, fisica, psicologica, pi\u00f9 spesso economica ma non se ne accorgevano. Sono arrivate da me perch\u00e9 avevano deciso di separarsi per altri motivi, ma poi dai racconti emergeva che avevano normalizzato comportamenti non normali, ma tollerati per anni. Mi sono chiesto come aiutare le donne ad aiutarsi e ad aiutare altre giovani donne. Da qui il libro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 stata qualche storia che l\u2019ha particolarmente colpita?<\/strong><br \/>\n\u00abQuella di Sabrina, una ragazza giovane, che va a scuola, che \u00e8 carina, che ha una vita sportiva, amici, e poi si trova in una situazione veramente difficile. Oppure Daria, giornalista di moda della Milano bene che si trova a gestire un marito che la tradisce ma la vuole far passare per pazza. Vive in quel mondo molto leggero, molto bello, molto di agio che si trasforma in un incubo perch\u00e9 la \u201cPucci\u201c, l\u2019amica di lei, diventa l\u2019amante di lui. Ma alla fine tutte ne escono\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il filo che lega tutte queste storie?<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 la loro forza interiore, la resilienza, che permette loro di uscire dal circuito, perch\u00e9 ci vuole davvero coraggio per tirarsi fuori. Vorrei far capire che a fronte di tantissimi tragici casi, ce ne sono molti di pi\u00f9 di donne che invece agiscono, si fanno difendere e ne escono, vincendo sulla paura. Mi capita spessissimo di fare ricorsi per separazione, per divorzio, per la regolamentazione dei figli non matrimoniali, dove la moglie chiede di edulcorare la situazione. \u201c<em>No, no, questa cosa non la diciamo, avvocato. Non voglio fare una brutta fine\u201c<\/em>. Talvolta hanno paura di dire quello che effettivamente succedeva perch\u00e9 temono che la situazione possa peggiorare, invece \u00e8 l\u2019unica tutela che hanno. E questo capita, anche in famiglie altolocate dove \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente la violenza economica. Un esempio? Signora vestita da capo a piedi, due volte alla settimana da Coppola, sempre su un aereo in giro per il mondo ed \u00e8 vittima di violenza economica, come \u00e8 possibile? Non ha la possibilit\u00e0 di fare un prelievo a un bancomat. Tutte le spese le deve fare con una carta di credito e devono essere approvate da lui. Quindi quando \u201c\u00e8 brava\u201c i rubinetti si aprono, quando secondo lui diventa \u201ccattiva\u201c si chiudono\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una vera forma di ricatto.<\/strong><br \/>\n\u00abTotale serve per controllare la persona, ma anche per potersi permettere di fare il bello e il cattivo tempo, cio\u00e8 se tu, moglie, tolleri l\u2019amante, o che mi faccio i fatti miei, che non torno a casa quando dovrei, che non mi curo dei figli, ti do i soldi. Ti lamenti? Non ti do niente. Ci sono signore che si trovano a non avere i soldi per l\u2019avvocato e neanche per fare la spesa. Ho una cliente, abita in San Babila, non aveva i soldi per la benzina, per andare a comprare la verdura al mercato solo perch\u00e9 ha chiesto la separazione.<\/p>\n<p><strong>In 30 anni di esperienza, come \u00e8 cambiato la violenza sulle donne?<\/strong><br \/>\n\u00abDirei che su larga scala ci sono meno botte, c\u2019\u00e8 meno violenza fisica. Ma \u00e8 aumentata quella psicologica, lo svilimento, il controllo economico. Vorrei che questo libro fosse utilizzato per la prevenzione, nelle scuole, da far leggere alle ragazze ma anche ai maschi, che magari hanno mutuato alcuni atteggiamenti di controllo dal padre. Far capire quando la gelosia diventa violenza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci sono elementi che accomunano queste storie?<\/strong><br \/>\n\u00abAll&#8217;inizio tutti questi uomini sono molto gentili, molto seduttivi, corteggiatori incredibili, fanno sentire tutte come delle regine. Sono solo dei piccoli mattoncini che creano una bella torre dove poi la \u201cprincipessa\u201c viene chiusa dentro. Questo \u00e8 il problema\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le \u201cbandierine rosse\u201c quindi?<\/strong><br \/>\n\u00abBisogna stare attenti all\u2019isolamento, al divieto anche velato di uscire senza di lui. \u201cE io cosa faccio?\u201c. Io, io io. Attenzione a quel grande \u201cio\u201c. E al rispetto dei confini, il \u201cno\u201c deve essere un \u201cno\u201c. Ci sono persone, anche tra ragazzi molto giovani, che impongono come vestirsi, come comportarsi, con chi uscire? C\u2019\u00e8 chi obbliga a tenere sempre accesa la posizione sul telefonino. Dicono \u201cSe mi ami mi devi dire dove sei sempre\u201c\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Capitano genitori che le portano le figlie?<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, \u00e8 un fenomeno nuovo, ma sempre pi\u00f9 frequente. Ma anche come Curatore speciale quando vengo nominato dal Tribunale sono l\u2019avvocato dei ragazzi, tutelo i figli nelle coppie che si separano. E vedo tante situazioni che riguardano anche ragazzine\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che consiglio si sente di dare a chi si trova in una situazione del genere?<\/strong><br \/>\n\u00abAndate, denunciate subito da avvocati specializzati, nei centri antiviolenza. \u00c8 un ambito che necessita di una conoscenza specifica e un&#8217;attenzione particolare di queste situazioni, perch\u00e9 possono diventare anche molto rischiose\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Le storie<\/h2>\n<p><em><strong>Sabrina, vittima di manipolazione iniziata con cuori e messaggini<\/strong><\/em><\/p>\n<blockquote><p>\n\u00abSabrina ogni giorno, prima di andare a scuola, passava dal panettiere per prendere la sua merenda. Gli allenamenti di nuoto che faceva ogni mattina alle sei le mettevano fame e l\u2019energia della colazione, alle dieci era gi\u00e0 finita\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Inizia cos\u00ec la storia di Sabrina, giovanissima, vive in provincia di Milano e si allena tutti i giorni con la squadra di nuoto sincronizzato. Ed \u00e8 proprio nel suo passaggio mattutino dal panettiere che incontra Luca, che \u00abnonostante l\u2019aspetto da duro, la felpa nera, gli orecchini e gli anelli dorati con teschi e croci, era molto gentile\u00bb. Una famiglia attenta con il pap\u00e0 che quando pu\u00f2 si sveglia presto per accompagnarla agli allenamenti, due amici che conosce e la conoscono fin da quando erano piccolissimi. Ma che all\u2019inizio non la \u201csalvano\u201c dal restare incastrata nella morsa di Luca che i genitori avevano fatto allontanare da Milano, dalla citt\u00e0 dove (si scoprir\u00e0 poi) aveva gi\u00e0 manipolato altre ragazze. Sabrina diventa l\u2019ultima delle serie fino ad arrivare anche alle percosse. Botte che in qualche modo chiss\u00e0 come e chiss\u00e0 perch\u00e9 lei finisce per subire. E una manipolazione spietata fatta di \u00ablove bombing\u00bb con cuori tatuati e regali esagerati, di raffiche di messaggi nel cuore della notte e di minacce: \u00abNon mi mancare pi\u00f9 di rispetto, tu sei speciale. Ti amo\u00bb. Sabrina riesce a lasciarlo. Non lo denuncer\u00e0 ma solo dietro la certezza che Luca avrebbe intrapreso un percorso di cura. \u00abI genitori di Luca spiegarono che ci avevano gi\u00e0 pensato e che si erano gi\u00e0 rivolti a un centro specializzato, consigliati dal loro legale\u00bb.<\/p>\n<p><em><strong>Anna, sposa a sedici anni e colpita insieme ai suoi figli<\/strong><\/em><\/p>\n<blockquote><p>\u00abAnna aveva appena compiuto sedici anni quando si sposa con Antonio in un piccolo paese del Lazio. in un piccolo paese del Lazio. C\u2019era tutta la famiglia, i suoi fratelli, la mamma e lo zio paterno che l\u2019accompagna all\u2019altare. La madre di Anna pensava che non sarebbe accaduto se suo marito non fosse morto prematuramente: nessuno avrebbe disonorato sua figlia e Antonio non si sarebbe neppure avvicinato a lei. Invece le cose non erano andate cosi\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Antonio \u00ab\u00e8 uno che ci sa fare\u00bb, si vuole traferire a Milano, sono i meravigliosi anni Sessanta. E cos\u00ec succede. Lui parte lei lo segue. Lei si sveglia prima di lui per preparagli la colazione. La sera lo aspetta e tutto deve essere pronto, il bagno caldo, gli asciugamani \u00abpiegati in tre e non in quattro\u00bb, la cena. Lui entra, non saluta, ma chiama sua madre. \u00c8 solo l\u2019inizio di una storia fatta di umiliazioni, di botte, di una violenza cieca, spietata che si accanisce anche contro i figli, nati nel frattempo. Anna subisce, cura, piange. Poi una sera in una viale Monza paralizzata dalla nebbia, Anna riceve una telefonata: Antonio era stato arrestato, era al carcere di San Vittore. \u00abLa prigione per Antonio diventer\u00e0 la libert\u00e0 per Anna e i suoi figli che avevano tutti gi\u00e0 scontato ogni pena\u00bb. Lei scopre di poter avere un\u2019altra vita. E la vive. Ma viene sconvolta dopo 30 anni quando lui ritorna a casa e lei \u00e8 diventata un&#8217;altra donna non pi\u00f9 disposta ad accettare la sua brutale violenza. \u00abLa mattina Anna si present\u00f2 alle nove presso il mio studio\u00bb. La fine di un incubo, l\u2019inizio di una nuova vita.<\/p>\n<h4><em><strong>Daria, inondata anche di minacce dopo aver scoperto un tradimento<\/strong><\/em><\/h4>\n<blockquote><p>\u00abDaria era sposata con Raoul da vent\u2019anni, avevano due figli, Paolo di sedici e Michela di undici. Vivevano in una grande casa in centro a Milano, dal grande terrazzo si vedevano il Duomo e la Galleria. Aveva quarantasette anni, era giornalista di moda, lavorava per un importante magazine, era una donna molto dinamica e sportiva, aveva molti interessi ed era molto attiva anche nel sociale\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Raoul, responsabile di un importante gruppo finanziario, per anni aveva diviso la sua vita tra Milano e Londra. Quando la sera (tardi) torna a casa urla e sbraiata. \u00abPap\u00e0 \u00e8 nervoso\u00bb, lo giustifica Daria mentre lui passa i week end tra il golf e lo stadio. La tata, la Sardegna d\u2019estate, l\u2019Engadina d\u2019inverno. Una normale fighissima vita milanese che s\u2019incaglia quando Daria torna a casa, e trova l\u2019amica Letizia, il letto disfatto, la biancheria zebrata sulla poltrona e il marito nella doccia. \u00abCome \u00e8 possibile\u00bb, le grida lei, mentre lui la scuote per il braccio con violenza le mette le mani al collo e le grida \u00abSei sconvolta, non capisci quello che fai, devi farti curare, sei esaurita\u00bb prima di uscire da casa. \u00c8 solo l\u2019inizio di una violenza fisica e subdola con una minaccia chiara: \u00abCerca di fare la brava, se no sai cosa succede, ti faccio rinchiudere, sei pazza, sei esaurita, non vedrai pi\u00f9 i tuoi figli\u00bb. E cos\u00ec far\u00e0. Quando lei si rivolge all\u2019avvocato sar\u00e0 per difendersi. Oggi lui vive a Hong Kong, non vede pi\u00f9 i figli, \u00e8 stato condannato in Italia per maltrattamenti in famiglia, sottrazione di minori e stalking. Daria \u00e8 ora direttore della rivista dove lavorava come giornalista, ha un compagno e ha scritto un libro con la sua storia che ha messo in un cassetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abSono tutti uomini \u201cspeciali\u201d, creano la loro regina e poi la chiudono nella torre fatta di violenza fisica, psicologica, economica. Ecco, vorrei che questo libro entrasse nelle scuole, per far capire per tempo quali sono le \u201cbandierine rosse\u201d a cui prestare attenzione. E per dare anche un messaggio di speranza a chi si trova nella spirale della violenza e ne vuole uscire\u00bb. Armando Cecatiello \u00e8 avvocato familiarista, curatore speciale presso il Tribunale di Milano, con 30 anni di esperienza anche nella tutela dei diritti delle donne vittime di violenze a Milano. 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