Carissima,
Da anni sentiamo avanzare l’Islam nelle nostre regioni e sappiamo quanto la Francia e Londra stiano diventando dei punti strategici. Chi fa ogni giorno la lectio divina e ancora meglio la lettura continua della Bibbia si rende conto che i due popoli fratelli, figli di Abramo, da secoli stanno combattendo. Poi è arrivato Gesù, nel tempo della pax romana, e ci ha resi tutti fratelli, nel Padre, tutti rinchiusi nella fede di Abramo.
Ieri una nostra sorella è partita per l’Egitto, per aiutare le nostre sorelle carmelitane di Fayoum, l’unico Carmelo d’Egitto. Appena il monastero fu trasferito dal Cairo, una ventina di anni fa, in una zona isolata, subito fu costruita una piccola moschea. Le monache non hanno diritto di suonare le campane, ma hanno l’onore di lasciar scandire il tempo dal muezzin e naturalmente di sentire la loro catechesi anticristiana. Tutte queste cose si sanno, ma non ci scoraggiano, per il semplice motivo che abbiamo la certezza della vittoria finale del Cristo. Quando? Lo sappiamo dal nostro Credo, quando professiamo che tornerà nella gloria.
Nel frattempo e nel nostro oggi abbiamo il Vangelo come guida, l’esempio di Papa Francesco e della Chiesa, di continuare il dialogo con i nostri fratelli ebrei, musulmani, ecc. e di pregare per la pace, per chi soffre in conseguenza della guerra, in primis quella di Gaza.
Noi carmelitane siamo particolarmente sensibili a quanto avviene in Irak oggi. Dal 1600 in poi i carmelitani furono missionari attivissimi in quella terra e nel 1631 arrivarono nella nostra zona. Poco a poco, pezzo per pezzo, acquistarono dai Turchi tutto quanto apparteneva ai nostri antichi Padri, sul Monte Carmelo e dintorni, specialmente il primo monastero carmelitano, di cui abbiamo ancora le rovine, curate con amore dalla presente generazione. Proprio in queste settimane si sta preparando la celebrazione della morte di Sant’Alberto di Vercelli, che nel 1208 circa, consegnò a quel gruppo di eremiti che vivevano presso la fonte di Elia la Regola carmelitana, ancora vigente per tutto l’Ordine del Carmelo.
Questo per dirti che la vita continua, che dobbiamo confidare nel Signore, accettando anche di scomparire, di dare la vita per Cristo, anche tragicamente come avviene ora, perché Dio avrà l’ultima parola e Lui è il Padre di tutti.
Speriamo di poterci vedere in dicembre. Buone vacanze, prego per te.
Sr. M. Giuseppina
Carmelitana del monastero di Haifa, Israele

Ps. Ho pubblicato questa lettera senza alcun mio commento: spero serva a diffondere la conoscenza e l’amore per le nostre comunità cristiane che resistono, nonostante tutto. Spero serva a far nascere il desiderio di aiutare davvero questi nostri fratelli e sorelle in difficoltà e in pericolo per Gesù e per la sua Parola