Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L’amore.

Sono le ventiquattro risposte date a ventiquattro domande da madre Teresa di Calcutta (tratte dal volume di José Luis González Balado, ‘Madre Teresa. Ricordo e messaggio’, San Paolo Edizioni).

Madre Teresa di Calcutta


Al secolo Agnès Gonxha Bojaxhiu, da suora aveva scelto di chiamarsi Teresa per devozione alla piccola Teresa di Lisieux, monaca di clausura eppure, per il suo amore bruciante nelle minuzie della quotidianità, santa patrona delle missioni.
Albanese, nata a Skopie, Macedonia, il 27 agosto del 1910, la beata madre Teresa è morta nella sua patria adottiva, l’India, a Calcutta, il 5 settembre 1997. Diciassette anni fa.
Le sue risposte, figlie di una vita interamente donata ai più poveri tra i poveri e agli ultimi tra gli ultimi, mi sembrano un bel modo di ricordarla e soprattutto una buona traccia da seguire per trovare un po’ di cielo sulla terra…

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