’Venticinque anni fa, il 9 novembre 1989, cadeva il muro di Berlino, che per tanto tempo ha tagliato in due la città simbolo dell’Europa’. Così Papa Francesco ha parlato dell’evento che ha fatto da spartiacque nella storia. E ha ricordato le tante vittime del comunismo e colui che ha avuto un ruolo fondamentale nella fine del regime che spadroneggiava in mezzo mondo: Giovanni Paolo II.

Giovanni Paolo II con l'allora cardinale Bergoglio

Il Santo Padre all’Angelus ha parlato del ’lungo e faticoso impegno di coloro che per questo hanno lottato, pregato e sofferto, alcuni fino al sacrificio della vita’. E tra costoro un ruolo da protagonista lo ha avuto proprio Karol Wojtyla.
Memoria del passato per guardare al futuro: «Serve una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo. Non accada più che gli innocenti siano perseguitati a causa del loro credo». Fino all’appello conclusivo: ’Dove c’è un muro, c’è chiusura di cuore. Servono ponti, non muri’. Il pensiero corre alla Terra Santa, soprattutto a Betlemme, dove il muro è ancora oggi altissimo: lì, durante la sua recente visita, il Papa si è fermato in preghiera.
Queste parole mi hanno ricordato quante volte, nel giudicare un uomo di Chiesa, ricorriamo alle categorie della politica, magari per dire che il Papa è comunista. O al contrario, peronista… Magari perché sostituisce un collaboratore in modo che scontenta qualcuno.
Facevano accuse simili, tutto e il suo contrario, a Giovanni Paolo II. E nella Evangelii Gaudium, che Bergoglio ha scritto un anno fa, Giovanni Paolo è uno dei predecessori più citati: è stato proprio Francesco a proclamarlo santo il 27 aprile scorso. Certo, le differenze non mancano, soprattutto nel modo di proporre la dottrina della Chiesa. E però numerosi sono anche i punti di contatto.
Il Muro crollò solo apparentemente di colpo. ‘La caduta avvenne all’improvviso, ma fu resa possibile dal lungo e faticoso impegno di tante persone che per questo hanno lottato, pregato e sofferto, alcuni fino al sacrificio della vita. Tra questi, un ruolo di protagonista ha avuto il santo Papa Giovanni Paolo II’ le parole esatte di Papa Francesco. Nei primi anni del pontificato di Wojtyla la caduta del muro sembrava un sogno impossibile. Proprio come le parole di Papa Bergoglio, oggi in San Pietro: ‘Non muri ma ponti’. E tutta l’umanità che diventa ‘una famiglia di popoli riconciliati tra di loro, fraterni e solidali’.
Sembra un sogno, come la caduta del Muro per Papa Giovanni Paolo II. Sogni pieni di cielo. Sogni o profezie?

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