{"id":132,"date":"2012-07-03T12:35:18","date_gmt":"2012-07-03T12:35:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/?p=132"},"modified":"2012-07-03T12:39:39","modified_gmt":"2012-07-03T12:39:39","slug":"siria-uno-stallo-grondante-di-sangue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/2012\/07\/03\/siria-uno-stallo-grondante-di-sangue\/","title":{"rendered":"Siria: uno stallo grondante di sangue"},"content":{"rendered":"<p>Sono ormai 16 mesi che la rivolta araba batte alle porte del regime di <strong>Assad<\/strong> in Siria, senza scalzarlo nonostante il molto sangue versato e la progressiva disgregazione del paese che si \u00e8 sempre proclamato culla del nazionalismo arabo. Per comprendere la capacit\u00e0 di resistenza del regime dittatoriale di Assad internazionalmente denunciato occorre ricordare alcuni fatti che spiegano perch\u00e9 riesce a restare in sella.<\/p>\n<p>Il primo fatto \u00e8 che le notizie che provengo dalle parti in confronto non sono credibili: esagerato \u00e8 il numero delle perdite, esagerati i comunicati di vittoria da ambo le parti, incontrollabile lo stato d\u2019animo della gente coinvolta nella guerra civile. <\/p>\n<p>Il secondo fatto \u00e8 che un anno dopo la formazione del comitato di guida rivoluzionaria, nessun piano d\u2019azione -incluso quello recentemente proposto a Ginevra dall\u2019ONU- \u00e8 stato accettato dai rivoluzionari che continuano ad essere divisi tanto sugli scopi della rivoluzione quanto nei loro rapporti interni. <\/p>\n<p>Un terzo fatto \u00e8 che sinora non ci sono state significative defezioni nel campo governativo: nessun ambasciatore \u00e8 passato dalla parte dei rivoltosi, pochi generali hanno tradito Assad, le principali unit\u00e0 che difendono il regime \u2013 quelle dei servizi di sicurezza e della guardia presidenziale \u2013 restano fedeli al regime. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 lo fanno tenuto conto delle enormi pressioni internazionali su Assad, dei  massacri perpetuati dall\u2019uno o dall\u2019altro campo sulla popolazione civile, degli aiuti militari turchi ai rivoltosi e di quelli finanziari dell\u2019Arabia saudita? <strong>La risposta \u00e8 che la Siria come stato unitario nazionale non \u00e8 mai esistita<\/strong>. E\u2019 un\u2019idea pi\u00f9 che una realt\u00e0 di cui tutti i governanti si sono riempiti la bocca vendendola ai giornalisti e ai diplomatici che avevano interesse a credici soprattutto in funzione del conflitto fra israeliani e palestinesi (quest\u2019ultimi ritenuti da Damasco come usurpatori di una sovranit\u00e0 propria in quanto  \u201csiriani del Sud\u201d). <\/p>\n<p>La Siria \u00e8 infatti un mosaico di etnie e religioni che teme l\u2019arrivo al potere dell\u2019etnia religiosa mussulmana sunnita maggioritaria (leggi Fratelli musulmani) di cui gli altri gruppi a loro volta temono la supremazia e le vendette. <\/p>\n<p>Tre sono i gruppi che si sentono maggiormente minacciati da una vittoria popolare islamica: <strong>i <\/strong><strong>curdi<\/strong> temono un governo islamico alleato a quello turco;<strong> i<\/strong> <strong>cristiani<\/strong> sanno quali alternative li attendono se il regime di Assad (loro protettore) cadesse: esilio, insicurezza (come in Nigeria, in Egitto, a Gaza ecc); <strong>gli alawiti<\/strong> che detengono il potere da 40 anni sanno che sarebbero fisicamente eliminati in caso di vittoria islamica. <\/p>\n<p>Su questo panorama di per s\u00e8 drammaticamente complicato si innestano gli interessi di tre grandi potenze: l\u2019<strong>Iran<\/strong> che sostiene militarmente il regime al potere in quanto rappresenta il doppio ponte strategico con il Libano e con l\u2019organizzazione shiita degli Hezbollah e contro Israele; la <strong>Russia<\/strong> che ha in Siria il suo sbocco strategico sul Mediterraneo, con basi navali e, fattore da non dimenticare, 30 mila russi o russe sposate con siriani e residenti locali, ed infine la <strong>Cina<\/strong> che ha nell\u2019Iran il suo maggiore fornitore di petrolio. <\/p>\n<p><strong>La Siria non \u00e8 la Libia.<\/strong> Dispone di un esercito moderno, di aiuti militari russi e iraniani, ha una formidabile struttura missilistica creata contro Israele ma che potrebbe essere usata contro la Turchia e la Nato. Cina e Russia dispongono del diritto di veto al Consiglio di Sicurezza e possono bloccare qualsiasi decisione operativa occidentale. Pensare che Stati Uniti o Europa s\u2019impegnino in una guerra per portare al governo della Siria una rivolta guidata dai Fratelli musulmani sunniti che vedono America, Europa e Democrazia come il fumo negli occhi \u00e8 da escludere. Se non si trover\u00e0 il militare del corpo di guardia di Assad \u2013 naturalmente alawita \u2013 per assassinare il presidente, la situazione in Siria continuer\u00e0 ad essere quello che \u00e8: uno stallo grondante di sangue.       <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sono ormai 16 mesi che la rivolta araba batte alle porte del regime di Assad in Siria, senza scalzarlo nonostante il molto sangue versato e la progressiva disgregazione del paese che si \u00e8 sempre proclamato culla del nazionalismo arabo. 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