{"id":139,"date":"2012-07-30T15:50:51","date_gmt":"2012-07-30T15:50:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/?p=139"},"modified":"2012-07-30T15:50:51","modified_gmt":"2012-07-30T15:50:51","slug":"con-lalleato-russo-cadra-mai-assad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/2012\/07\/30\/con-lalleato-russo-cadra-mai-assad\/","title":{"rendered":"Con l&#8217;alleato russo cadr\u00e0 mai Assad?"},"content":{"rendered":"<p>Sono ormai passati pi\u00f9 di 16 mesi di previsioni, analisi di inevitabile crollo del regime siriano; si \u00e8 parlato di decine di generali del suo esercito disertati in Turchia; gli sono state imposte sanzioni da parte dell\u2019Occidente, lanciate grosse minacce da parte dell\u2019ex alleato turco. In una riunione segreta al massimo livello dei suoi responsabili militari e della sicurezza, tre degli uomini chiave del regime di Assad, incluso il suo Ministro della Difesa, sono morti in un attentato; ma il sangue continua a scorrere mente la <strong>rivolta araba<\/strong> si \u00e8 trasformata in <strong>guerra civile <\/strong>lacerando lo stato pi\u00f9 nazionale, solido, ideologicamente laico del Medio Oriente. Il presidente Assad, simbolo del regime tuttavia resta alla guida di questa mattanza che non sembra volta a finire. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Molte sono le spiegazioni date dai politici e dagli specialisti: debolezza e lotta intestina di una opposizione islamica che non riesce a nascondere le sue speranze di vendetta contro le minoranze che sostengono il regime, coi cristiani in prima linea; paura delle minoranze etniche religiose \u2013 cristiani, drusi, curdi- che il crollo di un regime fondato sulla minoranza (eretico islamica) alawita (vicina alla tradizione shiita) si trasformi in una realt\u00e0 ideologica pi\u00f9 crudele della cleptocrazia pan araba imborghesita degli alawiti da pi\u00f9 di 60 anni al potere; sostegno economico militare dell\u2019Iran interessato a mantenere in piedi un regime che rappresenta per lui l\u2019anello pi\u00f9 importante nella sua catena di influenza sul Libano (gli Hizbollah) contro Israele e oggi contro la Turchia. Infine ultima ma attualmente pi\u00f9 importante il sostegno militare, politico diplomatico della <strong>Russia<\/strong> che col suo veto al Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU su ogni mozione punitiva dell\u2019Occidente contro la Siria le garantisce la protezione esterna.<\/p>\n<p>Per Mosca decisa a riconquistare il ruolo di grande potenza in genere e di superpotenza nel Medio Oriente, la crisi siriana, all\u2019inizio vista come una questione essenzialmente di prestigio, si \u00e8 trasformata nel corso di questa insoluta guerra civile in un\u2019area di <strong>neo guerra fredda<\/strong>. Questo significa non solo contrastare tutte le iniziative occidentali ma preparare il terreno per un dopo crisi in cui ogni soluzione dovrebbe dipendere dall\u2019<strong>assenso russo<\/strong>. <\/p>\n<p>Al Cremlino importa oggi poco la persona di Assad dal momento che si \u00e8 dimostrato incapace di controllare la rivolta al suo inizio. Anche se il presidente fosse eliminato da un attentato il controllo russo sull\u2019apparato della sicurezza in Siria \u00e8 sufficientemente esteso da permettere a Mosca di dettare le condizione di un riassetto politico futuro. Non \u00e8 chiaro chi la Russia potrebbe sostenere in un dopo Assad ma \u00e8 abbastanza chiaro chi non sosterr\u00e0: n\u00e9 il potere islamico n\u00e9 un potere rifondato solo sul predominio della minoranza alawita sulle altre. <\/p>\n<p>Due le possibili soluzioni. La prima quella della spartizione del Paese con zone autonome. La storia naturalmente non si ripete ma una eventuale ristrutturazione dell\u2019attuale regime nazionalista unitario pan-arano (baath) ricorda il fallito tentativo della Francia dopo il primo dopo guerra, di contrastare il nazionalismo arabo con la <strong>divisione della Siria<\/strong> e del Libano mandatario (della Lega delle Nazioni) in \u201cstati\u201d o regioni amministrative fondate sulle \u201clealt\u00e0\u201d etnico religiose locali: alawiti, drusi, cristiani ortodossi e maroniti. Pi\u00f9 semplice anche se non meno facile nella \u201cpalude\u201d politica araba contemporanea potrebbe essere un <strong>intervento \u201cpacificatore\u201d russo<\/strong> in cambio del riconoscimento internazionale del ruolo privilegiato moscovita in funzione <strong>anti americana<\/strong> nel Medio orientali. Ruolo che oltre ad essere localmente anti islamico, sarebbe soprattutto <strong>anti NATO<\/strong> collaborativo con l\u2019Iran e di avvertimento tanto verso la Turchia che (per tutt\u2019altre ragioni che esulano da questo testo) verso Israele. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sono ormai passati pi\u00f9 di 16 mesi di previsioni, analisi di inevitabile crollo del regime siriano; si \u00e8 parlato di decine di generali del suo esercito disertati in Turchia; gli sono state imposte sanzioni da parte dell\u2019Occidente, lanciate grosse minacce da parte dell\u2019ex alleato turco. 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