{"id":142,"date":"2012-09-07T09:07:39","date_gmt":"2012-09-07T09:07:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/?p=142"},"modified":"2012-09-07T09:07:39","modified_gmt":"2012-09-07T09:07:39","slug":"pensando-alla-guerra-e-alla-pace-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/2012\/09\/07\/pensando-alla-guerra-e-alla-pace-moderna\/","title":{"rendered":"Pensando alla guerra e alla pace moderna"},"content":{"rendered":"<p>Il numero delle vittime \u00e8 il metro giusto o migliore per giudicare la violenza, la gravit\u00e0, la \u201cmoralit\u00e0\u201d di un conflitto che agli uni appare banditismo e agli altri giusta causa per la libert\u00e0 la dignit\u00e0 e la giustizia? E\u2019 possibile  sempre tracciare una distinzione fra guerra e guerra civile per comprenderne le ragioni? E il sangue umano \u00e8 ovunque solo rosso oppure ha un peso specifico differente? <\/p>\n<p>In questo primo decennio del XXI secolo 31 conflitti hanno turbato e continuano a turbare la pace nel mondo. Concetto del resto esso pure di difficile definizione dal momento che tutti gli istituti per la pace nati dopo il secondo conflitto mondiale non hanno fatto altro che studiarla dal punto di vista della<strong> non-guerra<\/strong>. Ci\u00f2 che appare chiaro \u00e8 che il conflitto perde del suo significato umano nella misura in cui si trasforma in numeri e statistiche. Un balenottero ferito o il cucciolo morente sul ciglio di una strada tocca il cuore, spinge a portare soccorso. Un milione di morti di un conflitto (come nel Sudan), quarantamila bambini che muoiono al giorno nel mondo per mancanza di cibo o di cure (secondo l\u2019UNICEF) lasciano la gente indifferente nella stessa misura in cui il ripetersi dello stesso scempio \u2013 anche se atroce &#8211; diminuisce la presa di coscienza della sua immoralit\u00e0, ingiustizia e del danno fisico economico culturale e morale che comporta. <\/p>\n<p>Forse questa indifferenza ha anche qualcosa a vedere con il fatto che nella cultura moderna se tutti sanno che dovranno morire, sempre meno ci pensano. Il culto del fisico e le conquiste della medicina sembrano capaci di allontanare la morte nel tempo. Si muore sempre pi\u00f9 spesso per cause mal controllate, per eventi che si potevano evitare: l\u2019incidente stradale, la diagnosi medica sbagliata, il fumo, la droga, l\u2019obesit\u00e0. <\/p>\n<p>Quanto alla immaginaria differenza di \u201cpeso specifico\u201d del sangue essa sembra crescere proporzionalmente al crescere della manipolazione mediatica. E\u2019 una componente spesso ignorata del razzismo presente in tutti i 31 conflitti che agitano la societ\u00e0 internazionale. Nel caso dei conflitti medio orientali che attraggono una particolare attenzione dei media e coinvolgono tradizionalmente le reazioni emotive della strada pi\u00f9 che altrove il \u201cpeso\u201d del sangue non \u00e8 necessariamente legato al numero o alla brutalit\u00e0 delle vittime. Non c\u2019\u00e8 comune denominatore fra l\u2019emotivit\u00e0 e l\u2019interesse creato nel periodo che va dal 2003 ad ogg che ha visto da 140.000 uccisi in Iraq, 16000 nello Yemen, tra i 7000 morti ammazzati di Israele e Palestina e i 20000 morti in Turchia nello scontro fra governo e minoranza curda. Le cose non vanno meglio sugli altri continenti anche se le manifestazioni (pi\u00f9 o meno spontanee) di sostegno a questa o a quella parte in conflitto variano molto pi\u00f9 a secondo delle mode e delle ipocrisie che delle verit\u00e0 proclamate e difese. <\/p>\n<p>Dobbiamo dunque disperare? No anche perch\u00e9 il tempo degli uomini non \u00e8 quello degli stati e quello degli stati non \u00e8 quello della storia. Ci\u00f2 che dovremmo sforzarci di capire e far capire \u00e8 l\u2019inadeguatezza di alcuni strumenti di cui ci serviamo \u2013 come l\u2019esperienza politica accumulata \u2013 per analizzare il problema della pace e della guerra. Pi\u00f9 utile sarebbe accettare come assioma che l\u2019una non ha mai prodotto l\u2019altra; che la \u201cpace\u201d che regna indiscussa \u00e8 quella imposta con le  armi (del tipo che gli Zar hanno fatto \u201cregnare\u201d a Varsavia e Assad padre a Hama. Le conseguenze si conoscono. Soprattutto pi\u00f9 efficace ed economico \u2013 nel pi\u00f9 largo senso della parola \u2013 sarebbe il diffondere l\u2019idea che il male causato agli altri \u2013 poco importa per quale ragione \u2013 ricade, prima o poi, sempre su di noi.          <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il numero delle vittime \u00e8 il metro giusto o migliore per giudicare la violenza, la gravit\u00e0, la \u201cmoralit\u00e0\u201d di un conflitto che agli uni appare banditismo e agli altri giusta causa per la libert\u00e0 la dignit\u00e0 e la giustizia? E\u2019 possibile sempre tracciare una distinzione fra guerra e guerra civile per comprenderne le ragioni? 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