{"id":185,"date":"2013-06-11T09:00:46","date_gmt":"2013-06-11T09:00:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/?p=185"},"modified":"2013-08-23T20:45:51","modified_gmt":"2013-08-23T20:45:51","slug":"turchia-ecco-le-sfide-di-erdogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/2013\/06\/11\/turchia-ecco-le-sfide-di-erdogan\/","title":{"rendered":"Turchia, ecco le sfide di Erdogan"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/files\/2013\/06\/image.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/files\/2013\/06\/image-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" class=\"alignleft size-medium wp-image-217\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/files\/2013\/06\/image-300x180.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/files\/2013\/06\/image.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La vera notizia \u2013 mi dice <strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edward_Luttwak\">Edward Luttwak<\/a><\/strong> al telefono \u2013 nella crisi siriana \u00e8 la rivelazione che la Turchia non \u00e8 ne una grande ne una media potenza regionale come per tanto si \u00e8 creduto o detto.<br \/>\nQuesto non vuol dire che le manifestazioni contro Erdogan mettano in pericolo il regime. Significa che il principale membro della NATO, considerato da Washington come alleato principale e essenziale nel mondo islamico, proposto da molti come modello di una democrazia musulmana \u201cmoderata\u201d e come fattore di stabilit\u00e0 regionale, non esiste in barba a tutti coloro che lo consideravano \u2013 soprattutto per le statistiche del suo sviluppo economico \u2013 la \u201ctigre asiatica\u201d del Levante.<\/p>\n<p>A dare agli analisti questa immagine negativa \u00e8 anzitutto il fatto che la Turchia che ha il pi\u00f9 potente esercito del mondo arabo \u00a0non \u00e8 riuscito in due anni a sostenere una rivolta in Siria contro il suo ex alleato Assad. Mentre 5000 miliziani shiiti libanesi hezbollah hanno sconfitto in pochi giorni \u2013 assieme a un esercito nazionale stanco e lacerato dal settarismo \u2013 i ribelli in zone da loro ritenute inespugnabili.<\/p>\n<p>Inoltre il regime di Erdogan, che ha accomulato successi nel campo dello sviluppo delle infrastrutture, della modernizzazione e dell\u2019economia, si trova scosso da una rivolta \u201cecologista\u201d anti coercizione religiosa non solo laica nella vita privata e pubblica che arriva alla vigilia di una possibile bolla finanziaria. In tal caso la fuga di capitali scuoterebbe le basi stesse del regime bloccando l\u2019ambizione del Premier di trasformare il periodo dei prossimi dieci anni (nel 2023 ricorre il centenario della fondazione della repubblica turca) in un gigantesco sforzo di trasformazione fisica e politica del paese: un nuovo ponte sul Bosforo, un terzo areoporto che dovrebbe essere il pi\u00f9 grande del mondo, un centro finanziario competitivo di Dubai e Londra. L\u2019insieme dei programmi impegnerebbero 400 miliardi di dollari solo in lavori pubblici, met\u00e0 del valore economico della Turchia che oggi \u00e8 calcolata a 700 miliardi. Non meno importante per lui \u00e9 riformare in senso ancora pi\u00f9 autoritario la costituzione laica di Ataturk facendosi eleggere futuro presidente una volta raggiunta l\u2019impossibilit\u00e0 statutaria di farsi rieleggere per la quarta volta primo ministro.<\/p>\n<p>Questa pericolosa coincidenza di rabbia giovanile e possibile crisi finanziaria mette in luce quattro incrinature della Turchia moderna.<br \/>\n1. Il fallimento della sua strategia politica di trasformare la Turchia in zona internazionale di pace e stabilit\u00e0 con tutti i suoi vicini; la rottura dell\u2019alleanza storica con Israele che cerca ora di rattoppare con difficolt\u00e0; la rottura con l\u2019alleato siriano Assad; il peggioramento dei rapporti con l\u2019Iraq governato da un precario governo shiita; la perdita degli investimenti libici; il rifiuto algerino, tunisino, egiziano di considerare il modello turco come il modello da imitare; la tensione acuita con Cipro per lo sfruttamento del gas sottomarino; lo scontro con la Russia sulla ribellione siriana.<\/p>\n<p>2. Cedimenti della compattezza nazionale che mettono in rilievo una opposizione interna extra istituzionale: rivolta armata curda che ha obbligato Erdogan ad offrire un armistizio dopo 60 mila morti; tensioni pi\u00f9 o meno sotterranee con la minoranza Alavi (da distinguersi dagli Alawiti) che formano il 15% della popolazione, religiosamente ai margini dell\u2019Islam tanto sunnita che shiita; un esercito, costizionalmente garante della laicit\u00e0 del paese, decapitato nei suoi alti gradi (70 generali e colonnelli in prigione sotto l\u2019accusa di tentato colpo di stato) a cui disordini interni potrebbe ridare un ruolo attivo (non si deve dimenticare che a tutt\u2019oggi un cadetto che ha frequentato la moschea non \u00e8 ammesso alle scuole ufficiali); una giovent\u00f9 non solo musulmana che rifiuta l\u2019ingerenza autoritaria del governo nella sua vita quotidiana; un giornalismo col pi\u00f9 alto numero dei suoi membri, dopo probabilmente la Cina, in prigione; una social connection che sfugge al controllo governativo; un corpo accademico di grande valore ma insofferente al crescente autoritarismo.<\/p>\n<p>3. Una regione in convulsione fatta di stati arabi gelosi fra di loro, pretendenti all\u2019egemonia regionale (come l\u2019Arabia Saudita, l\u2019Egitto e in piccolo il Qatar) ma autoparalizzati che sostengono la rivolta siriana con soldi destinati alla guerra ma che non bastano a pagare le spese dei profughi siriani in Turchia e in Giordania.<\/p>\n<p>4. Una moneta che ha perduto 8% del suo valore in poco tempo, un\u2019economia che nel 2013 avr\u00e0 bisogno di 221 miliardi di dollari di finanziamenti per coprire debiti sopratutto a corto termine. La storia non si ripete ma l\u2019attuale situazione finanziaria turca ricorda quella dell\u2019Irlanda e della Spagna prima del loro catastrofico collasso finanziario. Tuttavia non bisogna dimenticare che la banca centrale turca non solo \u00e9 cosciente dei rischi che il paese deve affrontare, ma che dispone di 100 miliardi di dollari di riserve e controlla un sistema bancario dotato di notevole flessibilit\u00e0 e liquidit\u00e0 .<br \/>\nErdogan \u00e9 uno dei pi\u00f9 abili e intelligenti uomini politici della nostra epoca. Sinora non ha mai sbagliato una mossa. Anche adesso dopo due giorni di dichiazioni sprezzanti verso i manifestanti e di banali accuse a sobillazioni estere, sembra aver capito il pericolo per se e per il proprio partito di maggioranza AKP che queste sommosse rappresentano. Un partito che Erdogan sostiene di avere la maggioranza assoluta nel paese ma che di fatto detiene solo una maggioranza relativa (34% a cui la legge elettorale d\u00e0 automaticamnete il 51%). Erdogan non \u00e9 un leader corrotto come i dittatori arabi decaduti. Di carte per affrontare con successo questa crisi ne ha molte. Ma deve anche affrontare il pericolo della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/H%C3%BDbris\">hubris<\/a>: la follia di potere con cui gli dei dell\u2019Olimpo accecavano chi diventa schiavo delle proprie ambizioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La vera notizia \u2013 mi dice Edward Luttwak al telefono \u2013 nella crisi siriana \u00e8 la rivelazione che la Turchia non \u00e8 ne una grande ne una media potenza regionale come per tanto si \u00e8 creduto o detto. Questo non vuol dire che le manifestazioni contro Erdogan mettano in pericolo il regime. 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