{"id":302,"date":"2014-01-09T10:55:38","date_gmt":"2014-01-09T10:55:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/?p=302"},"modified":"2014-01-09T10:57:22","modified_gmt":"2014-01-09T10:57:22","slug":"hollande-vuole-unaltra-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/2014\/01\/09\/hollande-vuole-unaltra-guerra\/","title":{"rendered":"Hollande vuole un&#8217;altra guerra?"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019inizio di un anno nuovo \u00e9 occasione per analisti politici e giornalisti di fare previsioni. Di preferenza negative perch\u00e9 meno pericolose. Se le cose vanno nella direzione ottimista opposta, nessuno biasimer\u00e0 le Cassandre.<br \/>\nIn questo momento di convulsione del mondo arabo stanno crollando alcune convinzioni che sembrano indistruttibili. La prima \u00e9 che \u201csenza la Siria non si fa la pace e senza l\u2019Egitto non si fa la guerra\u201d. E\u2019 ancora possibile crederci dopo due anni di rivolta araba? Un\u2019altra convinzione era che il cammino verso la pace nel conflitto palestinese dovesse seguire una \u201croad map\u201d diplomatica, una mappa, appunto in forma di \u201ccornice\u201d condivisa fra le parti garantita dalle grandi potenze e dall\u2019ONU da riempire a poco a poco con dei contenuti di collaborazione concreti. Non ha funzionato per 20 anni .<br \/>\nA parte il fatto che i contenuti sono visti in maniera diversa dalle parti e determinati non tanto da interessi reciproci ma da interessi politici interni variabili a seconda dei risultati delle elezioni o degli assassini, il tempo del \u201criempimento\u201d \u00e9 lungo mentre il tempo della soddisfazione dei bisogni o delle ambizioni \u00e9 corto. Il risultato sinora \u00e8 stato che le buone decisioni arrivano al momento sbagliato o viceversa. (vedi l\u2019assassinio di Rabin e Sadat, la presa del potere di Hamas a Gaza, l\u2019intervento delle milizie islamiche shiite libanesi in Siria contro il regime di Assad).<\/p>\n<p>In questo momento il segretario di Stato americano Kerry \u00e9 per la decima volta in Palestina-Israele per costruire una nuova \u201ccornice\u201d da riempire col tempo, nella convinzione del Presidente Obama e dalla Comunit\u00e0 europea che \u201cl\u2019accordo nucleare con l\u2019Iran passa per Gerusalemme\u201d e che il raggiungimento di una intesa anche di solo principio fra Israele e la Palestina giustificherebbe l\u2019allentamento delle sanzioni contro l\u2019Iran, sanzioni che hanno fortemente nuociuto sull\u2019autorit\u00e0 teologica del regime. L\u2019importante \u00e9 credere e far credere che l\u2019Iran rispetti gli accordi firmati permettendo di rilanciare gli affari con Teheran; questo rappresenta un enorme potenziale di guadagni che verrebbe invece distrutto da un intervento militare che sembra ormai sostenuto solo da Nethanyahu e di cui nessun altro stato ha interesse ad assumersi la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nessuno apparentemente, tranne la Francia. In questo sta il rebus dell\u2019attuale situazione nel Medio Oriente, di cui chi sa non parla e chi parla non sa. Lo si pu\u00f2 affrontare solo ponendo alcune domande.<br \/>\n1- Il 17 novembre scorso, il presidente francese \u00e9 andato in Israele e ha detto al premier israeliano che la Francia non firmer\u00e0 mai nessun accordo con l\u2019Iran se non verranno accettate clausole restrittive dello sviluppo nucleare iraniano. Clausole che Teheran non accetter\u00e0 probabilmente mai e che sono pi\u00f9 o meno simili alle richieste che Israele ha fatto a Obama.<br \/>\n2- La Francia, in questo momento non \u00e9 ne un paese dominante ne prioritaria dello sviluppo economico. E\u2019 in coda all\u2019Europa, con un presidente socialista al minimo della popolarit\u00e0. Ha bisogno di quattrini ma anche di ritrovare un ruolo emergente e visibile nella societ\u00e0 internazionale. La tentazione di ritrovarlo sfruttando il vuoto di influenza americana, il fallimento della sua politica araba, l\u2019immobilismo europeo, \u00e9 grande. Tentare di ritornare ad essere un attore principale sulla scena del Medio Oriente (detto medio \u2013 non dimentichiamo \u2013 solo di recente in quanto visto come tappa a met\u00e0 strada imperiale fra Londra e Dehli) \u00e8 sicuramente per la Francia un obiettivo importante. Se si considera che i rapporti privilegiati col Medio Oriente -dai francesi chiamata Levante- goduti sin da Francesco I, sono stati soffiati alla Francia dall&#8217;Inghilterra dopo la prima guerra mondiale, si pu\u00f2 comprendere l&#8217;importanza di tale obiettivo.<br \/>\nPer capire cosa vuole Hollande si dovrebbe stare nel taschino della sua giacca, tanto pi\u00f9 che di amore per Israele -a partire dalla svolta storica di De Gaulle a favore degli arabi del 1967- non si pu\u00f2 dire che Parigi ne abbia sviluppato molto. ( Chi si ricorda che negli anni &#8217;50 quando il governo socialista di Mollet aiutava Israele a creare le sue strutture nucleari a Gerusalemme si chiedeva che la seconda lingua ufficiale del paese fosse il frencese ?). Ma \u00e9 un fatto che la Francia ha la bomba atomica e diritto di veto al Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU e che \u00e9 lunico parere a dare ferme garanzie contro l\u2019Iran a Israele (e di conseguenza contro la corsa europea e americana al raggiungimento di un accordo sul nucleare ).<br \/>\nGli interventi militari francesi in Africa appaiono cosi tentativi di distrarre l\u2019opinione pubblica rispetto a quello che potrebbe essere un gioco molto pi\u00f9 importante di Parigi. Trasformarsi in fattore decisivo nell\u2019accordo nucleare con l\u2019Iran non \u00e9 da poco, ma se fosse cosi, l\u2019alleanza ritrovata con Israele diventa indispensabile.<\/p>\n<p>Inoltre, oltre al velenoso piacere di fare le scarpe all\u2019odiata Inghilterra, la ritrovata alleanza con Israele sarebbe significativa -molto pi\u00f9 del potenziale ruolo giocato da Egitto, Siria e Algeria- anche per lo sviluppo di un nuovo corso di relazioni con l&#8217;Arabia saudita, feudo americano e nemico storico sunnita contro l\u2019espansionismo shiita iraniano.<br \/>\nDomanda: \u00e9 solo una questione di busterelle il fatto che due giorni dopo la visita di Holland a Bibi gli Emirati Arabi abbiano annullato i contratti di forniture aeree con l\u2019Inghilterra e favore della Francia?<br \/>\nIl denaro, specie quello dei principi, non ha mai avuto n\u00e8 odore n\u00e8 onore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019inizio di un anno nuovo \u00e9 occasione per analisti politici e giornalisti di fare previsioni. 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