{"id":314,"date":"2014-03-11T17:07:15","date_gmt":"2014-03-11T17:07:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/?p=314"},"modified":"2014-03-11T17:18:36","modified_gmt":"2014-03-11T17:18:36","slug":"314","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/2014\/03\/11\/314\/","title":{"rendered":"Dal Medio Oriente al Medio Occidente"},"content":{"rendered":"<p>In una dura reazione del premier inglese alle ambizioni recentemente ventilate dai nazionalisti scozzesi di staccarsi dal Regno Unito (UK), \u00e9 stato fatto loro ossevare che in tale eventualit\u00e0 lo stato scozzese sarebbe disastrosamente uscito dall\u2019euro e dal mercato europeo con tutte le conseguenze che ne sarebbero conseguite per una entit\u00e0 \u201csovrana\u201d forte solo delle sue ricchezze energetiche. Le velleit\u00e0 d\u2019indipenza scozzese hanno naturalmente radici antiche nella storia, pi\u00f9 fortunate ma non molto diverse da quelle irlandesi. Le quali, nelle contee del nord cattolico, hanno condotto una guerriglia contro il potere di Londra dal 1969, con centinaia di morti e che si sono appena assopite.<br \/>\nL\u2019antipatia scozzese per gli inglesi non \u00e9 molto differente da quella dei corsi per i francesi a causa di differenze linguistiche, religiose, caratteriali di clan, etc. Problemi che nel caso inglese e in quello francese si sono assopiti grazie allo spazio politico, amministrativo, militare ed economico che l\u2019impero coloniale francese e inglese offriva a questi riottosi isolani.<br \/>\nL\u2019aspetto curioso di questi pi\u00f9 o meno tesi rapporti culturali e di potere fra capitale e periferia, \u00e9 che essi sono consacrati nell\u2019immaginario popolare (ora mediatico) da concezioni e abitudini mentali la cui influenza va al di l\u00e0 del conflitto stesso.<\/p>\n<p>A qualcosa di simile dobbiamo sforzarci a pensare quando ci occupiamo del <strong>Medio Oriente<\/strong>. Una regione che con tutti i suoi problemi strategici energetici e geografici fa da  \u201cponte\u201d fra tre continenti: Europa, Africa, Asia.<br \/>\nUn modo per schiarirci le idee quando ne parliamo \u00e9 chiederci: quando \u00e9 nato come concetto geografico e politico il Medio Oriente? Prima che <strong>Napoleone<\/strong> lanciasse la sua famosa spedizione in Egitto alla fine del Settecento, il Medio Oriente, come concetto, non esisteva. Esisteva il <strong>Levante<\/strong> da sempre linguisticamente e religiosamente legato al sorgere (falso) del sole e allo sviluppo delle tre religioni monoteistiche: ebraismo, cristianit\u00e0 e islam. Il Levante perde la sua importanza con il declino della Francia post napoleonica, con l\u2019emergere dell\u2019Inghilterra come potenza mondiale economica e coloniale, e con l\u2019apertura del <strong>Canale di Suez<\/strong>. Il Levante (salve che per De Gaulle nelle sue memorie) diventa <strong>Medio Oriente<\/strong> in quanto regione vista dagli inglesi a met\u00e0 strada fra Londra e Dehli , fra l\u2019Inghilterra e l\u2019India.<\/p>\n<p>Con la fine dell\u2019epoca coloniale, la frantumazione dell\u2019impero ottomano, la nascita di stati \u201cnazionali\u201d arabi (di cui vediamo oggi l\u2019incapacit\u00e0 del pan arabismo assieme al potere politico islamico di creare uno stato unificato), con l&#8217;imporsi del tribalismo (fenomeno antico, oggi tragicamente evidente persino in Siria, patria dell\u2019identit\u00e0 nazionale araba), il concetto di Medio Oriente, con la sua vecchia sigla britannica M.O, si trasmorma nel contenuto senza cambiare la sigla.<strong> M.O<\/strong> non significa pi\u00f9 Oriente ma Occidente. A svilupparlo come concetto strategico, economico e politico nel XXI secolo non pi\u00f9 l\u2019Europa anglicizzante ma \u00e9 la <strong>Cina<\/strong>, attraverso il suo straordinario progetto di sviluppo ferroviario e navale fra Pechino e Londra in via di rapida realizzazione: la nuova<strong> Via della Seta<\/strong>.<\/p>\n<p>Progetto megalittico che ha per\u00f2 lo stesso elemento di <strong>instabilit\u00e0 e problematicit\u00e0<\/strong> del vecchio Medio Oriente e Levante: esattamente come quella Palestina che i Romani chiamavano anche<strong> Via Maris<\/strong> \u2013 in quanto pi\u00f9 facile strada lungo la sponda mediterranea congiungente l\u2019Africa con l\u2019Asia. Il suo controllo ha alimentato le continue guerre fra imperi locali  (egizio, assiro-babilonese-greco) e imperi esterni (romano, europeo) non diversamento da quanto sta ora succedendo, nel XXI secolo, fra America, Russia, Iran e potenzialmente Cina.   <\/p>\n<p>Oggi il pezzo pi\u00f9 corto e di rapida realizzazione del progetto cinese, nato con la Via della Seta, \u00e9 la ferrovia<strong> Eilat<\/strong> sul <strong>Mar Rosso<\/strong> e <strong>Ashdot<\/strong> sul Mediterraneo, due porti controllati da Israele e che Gerusalemme ama descrivere come il nuovo \u201ccanale terrestre di Suez\u201d. Questo non solo non semplifica una situazione gia imbrogliatissima ma aiuta a comprendere l&#8217;internazionalizzazione del conflitto israelo-palestinese e le difficolt\u00e0 coscienti o incoscienti della diplomazia e delle armi di trovarvi o imporvi delle soluzioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In una dura reazione del premier inglese alle ambizioni recentemente ventilate dai nazionalisti scozzesi di staccarsi dal Regno Unito (UK), \u00e9 stato fatto loro ossevare che in tale eventualit\u00e0 lo stato scozzese sarebbe disastrosamente uscito dall\u2019euro e dal mercato europeo con tutte le conseguenze che ne sarebbero conseguite per una entit\u00e0 \u201csovrana\u201d forte solo delle sue ricchezze energetiche. Le velleit\u00e0 d\u2019indipenza scozzese hanno naturalmente radici antiche nella storia, pi\u00f9 fortunate ma non molto diverse da quelle irlandesi. 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