{"id":353,"date":"2014-09-09T09:11:52","date_gmt":"2014-09-09T09:11:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/?p=353"},"modified":"2014-09-09T09:11:52","modified_gmt":"2014-09-09T09:11:52","slug":"israele-quello-che-la-stampa-non-dice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/2014\/09\/09\/israele-quello-che-la-stampa-non-dice\/","title":{"rendered":"Israele: quello che la stampa non dice"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">La commissione parlamentare &#8211; creata a Gerusalemme per analizzare le cause e la condotta dei vari responsabili della guerra di Gaza &#8211; ha incominciato, come doveroso in ogni libera democrazia, a fare il suo lavoro. In concomitanza, una tregua raggiunta con l&#8217;apporto dell\u2019Egitto ha fatto scoppiare sui media locali e esteri la guerra delle chiacchiere, accompagnate dalle solite previsioni per il futuro: chi sar\u00e0 il prossimo primo ministro? Netanyahu ha annunciato la sua volont\u00e0 di ripresentarsi: anche se le prossime elezioni sono previste fra due anni, si \u00e8 gi\u00e0 candidato e, come ovvio, vincer\u00e0 o perder\u00e0. La giostra delle inutili speculazione \u00e8 incominciata, mentre la stampa sembra ignorare tre questioni fondamentali:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>La prima<\/strong> chi sar\u00e0 vivo o morto domani mattina. Mi ricordo che nel 1969 fui invitato ad assistere ad un dibattito fra i massimi esperti del Medio Oriente e dell\u2019Egitto con Nasser dopo che era stato battuto, ma popolarmente rimesso al suo posto dala guerra del 1967. La riunione si teneva nel piccolo anfiteatro dell\u2019Istituto Van Leer a Gerusalemme. Fu un tripudio di idee, ipotesi, indagini sociologiche, ecc. Sino al momento in cui un noto professore di Harvard intervenne con questa semplice domanda: e se Nasser morisse? Uno scoppio di ilarit\u00e0 accolse l\u2019ipotesi, specie da parte dei generali e diplomatici. (Come nella risposta di Laplace a Napoleone che gli chiedeva dove mettesse Dio: \u201c Non \u00e8 un&#8217;ipotesi che mi interessa\u201d). Nasser mor\u00ec poco tempo dopo e la sua scomparsa cambi\u00f2 il corso degli avvenimenti nel Medio Oriente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>La seconda questione<\/strong>, qualunque cosa ne pensino gli esperti, riguarda Hamas. Non essendo uno stato ma un movimento di Resistenza, sopravvivere significa vincere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>La terza questione<\/strong>, storicamente e socialmente inspiegabile, sino a quando arabi, palestinesi, antisemiti, liberali di sinistra, continueranno \u201ccostituzionalmente\u201d e praticamente a voler distruggere lo stato di Israele opereranno per il suo rafforzamento, sviluppo e successo (per lo meno militare e socioeconomico). Ci \u00e8 stato solo uomo che comprese questo paradosso. In un discorso tenuto nel 1964 dal tunisino <strong><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Habib_Bourguiba\">Habib Bourguiba<\/a><\/strong>, davanti ai profughi palestinesi a Gerico, disse &#8220;Se volete distruggere Israele, fate pace con lui\u201d. L\u2019indomani l\u2019Egitto ruppe le relazioni diplomatiche. Il resto \u00e8 storia e commenti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La guerra d&#8217;Indipendenza di Israele ne ha permesso la sopravvivenza fisica. Fu vinta da una popolazione ideologicamente impegnata, con solide strutture pre statali e una percentuale di vittime ( parte reduci dai campi di sterminio) in 18 mesi pari a 5 anni delle perdite della Francia nel primo conflitto mondiale. Poi ci fu la cacciata degli ebrei dai paesi arabi che rinforz\u00f2 demograficamente Israele (l\u2019aggiunta di un milione di cittadini di lingua araba) distruggendo le \u00e9lite economiche, finanziarie e culturali e la classe media in Iraq, Egitto, Siria, Libia, in parte in Marocco di cui si vedono oggi le conseguenze. L\u2019ottusit\u00e0 , l\u2019antisemitismo sovietico unito alla stupidit\u00e0 dei partiti comunisti e delle \u00e9lite europee, portarono in Israele oltre un milione di specialisti, scienziati, educatori \u201cprefatti\u201d alle spese dei paesi di provenienza che hanno trasformato Israele in un centro di high tech mondiale. Se all\u2019inizio di questo secolo molti davano per morta l\u2019avventura sionista con una crescente emigrazione israeliana all\u2019estero (una delle comunit\u00e0 ebraiche pi\u00f9 popolosa \u00e8 quella degli Israeliani installatisi a Berlino), alla fine di questo anno l&#8217;immigratorio in Israele \u00e8 stata pi\u00f9 alta grazie alle migliaia di ebrei francesi che cercano sicurezza nello stato ebraico portandosi dietro un bagaglio di cultura, finanza, tecnologia inimmaginabile solo tre anni fa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La guerra di Gaza non ha diminuito la popolazione israeliana, semmai l\u2019ha aumentata coi riservisti venuti dall\u2019estero. Nelle chiacchere giornalistiche Israele, \u201cstato apartheid\u201d, incomincia a scricchiolare di fronte alle minacce di un boicottaggio economico diplomatico, politico internazionale. Forse, dal momento che i governanti israeliani sono abituati a sprecare le opportunit\u00e0 che gli avvenimenti offrono loro.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Una cosa \u00e8 certa:\u00a0<\/strong>la guerra di Gaza oltre a rinforzare la compattezza interna sta facendo prendere coscienza delle vere debolezza israeliane: mercato interno troppo piccolo, ingiustizia sociale, basso livello di educazione scolastica, impedimenti linguistici e sopratutto una smoderata fiducia nella capacit\u00e0 tecnologica militare di sostituire la fantasia e l\u2019inventiva umana.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dove porter\u00e0 tutto questo? Impossibile immaginarlo anche a causa degli sconvolgimenti internazionali e del crollo della leadership americana. In fondo, come diceva l\u2019economista Keynes, alla fine saremo tutti morti. \u00c8 vero, ma la scelta di come vivere dipende solo da noi perch\u00e9 come insegna la \u201cscienza della Kabbalah\u201d tutto dipende dal passaggio volontario, in ciascuno di noi, dell\u2019egoismo all&#8217;altruismo. Dall&#8217;Ego all&#8217;Altro e chiss\u00e0 per quanto tempo ancora dal sostegno dei suoi nemici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La commissione parlamentare &#8211; creata a Gerusalemme per analizzare le cause e la condotta dei vari responsabili della guerra di Gaza &#8211; ha incominciato, come doveroso in ogni libera democrazia, a fare il suo lavoro. In concomitanza, una tregua raggiunta con l&#8217;apporto dell\u2019Egitto ha fatto scoppiare sui media locali e esteri la guerra delle chiacchiere, accompagnate dalle solite previsioni per il futuro: chi sar\u00e0 il prossimo primo ministro? 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