{"id":53,"date":"2011-10-13T08:44:17","date_gmt":"2011-10-13T08:44:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/?p=53"},"modified":"2011-10-13T08:44:17","modified_gmt":"2011-10-13T08:44:17","slug":"petrolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/2011\/10\/13\/petrolio\/","title":{"rendered":"Petrolio"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: medium\">Michael Klare esperto di problemi di sicurezza e dell\u2019ambiente insegna all\u2019Hamshir College negli Usa. Il 15 settembre ha pubblicato un\u2019analisi del collegamento storico, economico e politico esistente fra il declino degli Stati Uniti e il ruolo del petrolio nell\u2019economia mondiale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">In nuce dice questo: la supremazia degli USA \u00e8 stata determinata in larga misura dal suo controllo internazionale sul petrolio. E\u2019 grazie a questo che ha potuto vincere due guerre mondiali contro paesi che petrolio non avevano: Germania e Giappone. E\u2019 stata l\u2019insufficienza di queste riserve nazionali che lo ha spinto a controllare quelle dei paesi pi\u00f9 ricchi di petrolio dal Venezuela all\u2019Arabia saudita e che lo ha portato a combattere due guerre in Iraq. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Contrariamente alle previsioni dell\u2019EIA (Energy Administration Information) nel 2000 il consumo del petrolio nel mondo invece di salire a 97 milioni di barili al giorno nel 2010 e a 115 milioni nel 2020 \u00e8 sceso a 82 milioni l\u2019anno scorso e continuer\u00e0 a scendere. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Ma per l\u2019America che importa il 60% della sua energia, con guerre che bruciano in un giorno pi\u00f9 di quanto brucia un paese come la Svezia ( il solo costo per l\u2019aria condizionata delle basi militari in Iraq e in Afganistan \u00e8 di 20 miliardi di dollari all\u2019anno), l\u2019aumento del prezzo del petrolio a quasi 100 dollari al barile \u00e8 ci\u00f2 che ha messo in ginocchio l\u2019economia della superpotenza mondiale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">La soluzione \u00e8 nello sviluppo di energie alternative, nella riduzione di importazioni di petrolio dall\u2019estero. Ma l\u2019America per motivi di politica interna, di abitudini allo spreco non si \u00e8 ancora impegnata in questa nuova sfida energetica. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Lo ha invece fatto la Cina che al tempo della Prima guerra del Golfo vantava un&#8217;economia pari al 15% di quella americana e oggi \u00e8 salita al 40%. Libera da pastoie ecologiche ( che hanno il loro costo ambientale), ricca di carbone, dipendente dall\u2019estero solo per il 20% dei suoi bisogni energetici, non ha sofferto del trauma finanziario che ha colpito l\u2019America. Contrariamente agli Stati Uniti la Cina sta investendo somme favolose nello sviluppo di energie alternativa. C\u2019 \u00e8 bisogno di altre spiegazioni per capire le ragioni del declino americano e dell\u2019emergere della Cina a potenza mondiale? <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Certo il petrolio non \u00e8 tutto. Ma una analisi come quella di Klare sul ruolo storico e politico degli Stati Uniti invita a riflettere.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Michael Klare esperto di problemi di sicurezza e dell\u2019ambiente insegna all\u2019Hamshir College negli Usa. Il 15 settembre ha pubblicato un\u2019analisi del collegamento storico, economico e politico esistente fra il declino degli Stati Uniti e il ruolo del petrolio nell\u2019economia mondiale. In nuce dice questo: la supremazia degli USA \u00e8 stata determinata in larga misura dal suo controllo internazionale sul petrolio. E\u2019 grazie a questo che ha potuto vincere due guerre mondiali contro paesi che petrolio non avevano: Germania e Giappone. E\u2019 stata l\u2019insufficienza di queste riserve nazionali che lo ha spinto a controllare quelle dei paesi pi\u00f9 ricchi di petrolio [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/2011\/10\/13\/petrolio\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":996,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/wp-json\/wp\/v2\/users\/996"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53\/revisions\/55"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dansegre\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}