{"id":363,"date":"2024-08-27T07:00:09","date_gmt":"2024-08-27T05:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/?p=363"},"modified":"2024-08-26T22:33:20","modified_gmt":"2024-08-26T20:33:20","slug":"concessioni-balneari-tra-modello-governativo-e-partenariato-pubblico-privato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/2024\/08\/27\/concessioni-balneari-tra-modello-governativo-e-partenariato-pubblico-privato\/","title":{"rendered":"Concessioni Balneari: tra modello Governativo e Partenariato Pubblico-Privato"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-361\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/08\/5db45362-0691-42ae-adff-f828ed91d867-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/08\/5db45362-0691-42ae-adff-f828ed91d867-300x225.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/08\/5db45362-0691-42ae-adff-f828ed91d867-768x576.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/08\/5db45362-0691-42ae-adff-f828ed91d867.jpeg 1000w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/p>\n<p>A stagione ormai quasi conclusa e dopo il recente sciopero di categoria del 9 agosto, il Governo continua a lavorare alla ricerca di una soluzione normativa che possa risolvere la questione delle <strong>concessioni balneari<\/strong>. La discussione si focalizza principalmente su due modelli alternativi: da un lato, il <strong>&#8220;modello governativo&#8221;<\/strong> che prevede il diritto di prelazione per i concessionari uscenti accompagnato da un&#8217;indennit\u00e0 per gli investimenti effettuati sulle spiagge; dall\u2019altro, il cosiddetto <strong>&#8220;modello Bellaria&#8221;<\/strong>, dal nome del primo Comune italiano che lo ha proposto.<\/p>\n<p>Il <strong>&#8220;modello Bellaria&#8221;<\/strong> si fonda sull&#8217;idea di costituire un contratto di <strong>partenariato pubblico-privato (PPP)<\/strong>, ritenuto lo strumento giuridico pi\u00f9 idoneo per promuovere la cooperazione tra enti pubblici e imprese private in materia di <strong>infrastrutture<\/strong> e <strong>servizi<\/strong>, con una prospettiva orientata al medio-lungo termine. In base a questa proposta, il privato sarebbe chiamato a effettuare investimenti sul litorale, volti alla realizzazione di opere di interesse pubblico, a fronte del <strong>rinnovo automatico<\/strong> della concessione in essere da parte dell\u2019ente comunale.<\/p>\n<p>Giuridicamente, questa fattispecie si configurerebbe come una forma di <strong>partenariato contrattuale<\/strong>, ai sensi dell\u2019articolo 174, comma 3, del nuovo <strong>Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36\/2023)<\/strong>. Tale norma sancisce la possibilit\u00e0 di stipulare accordi basati sulla <strong>cooperazione<\/strong> tra soggetti pubblici e privati, con l\u2019obiettivo di progettare, costruire e gestire opere pubbliche. Tali accordi possono essere attuati sia attraverso le procedure tradizionali sia mediante il meccanismo del <strong>project financing<\/strong>.<\/p>\n<p>Tuttavia, a un&#8217;analisi pi\u00f9 approfondita, il <strong>&#8220;modello Bellaria&#8221;<\/strong> presenta criticit\u00e0 che ne compromettono l\u2019efficacia risolutiva. In particolare, il rinnovo automatico della concessione rischia di violare i principi di <strong>pubblicit\u00e0<\/strong> e <strong>trasparenza<\/strong> nell\u2019iter di selezione, come sancito dalla <strong>Direttiva Bolkestein<\/strong> e ribadito dalla giurisprudenza <strong>comunitaria<\/strong> e <strong>nazionale<\/strong>. Questo automatismo potrebbe perpetuare una condizione di privilegio per gli attuali concessionari, in contrasto con la necessit\u00e0 di aprire il mercato a una concorrenza effettiva e trasparente.<\/p>\n<p>Proprio per queste ragioni, la proposta del <strong>&#8220;modello Bellaria&#8221;<\/strong> non ha ancora ottenuto il nulla osta dal Comune di <strong>Rimini<\/strong>, che sembra esitare nell&#8217;adozione di una soluzione che potrebbe risultare incompatibile con il quadro normativo <strong>europeo<\/strong> e con le esigenze di trasparenza e concorrenza richieste.<\/p>\n<p>In questo contesto, \u00e8 fondamentale considerare anche l&#8217;evoluzione della <strong>giurisprudenza<\/strong> in materia di concessioni balneari. La <strong>Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea<\/strong> ha pi\u00f9 volte ribadito l&#8217;importanza di garantire un&#8217;effettiva concorrenza e il rispetto dei principi di <strong>non discriminazione<\/strong>, <strong>parit\u00e0 di trattamento<\/strong> e <strong>trasparenza<\/strong>. Tali principi impongono che la scelta dei concessionari debba avvenire attraverso procedure competitive e aperte, che consentano a nuovi operatori di accedere al mercato, evitando situazioni di <strong>monopolio<\/strong> o <strong>oligopolio<\/strong> che potrebbero danneggiare gli interessi dei consumatori e compromettere l&#8217;equilibrio del mercato.<\/p>\n<p>Inoltre, la <strong>Corte Costituzionale<\/strong>, nel recente passato, ha confermato la necessit\u00e0 di conformarsi alle disposizioni europee, sottolineando come il legislatore nazionale non possa introdurre deroghe o eccezioni che compromettano la piena applicazione della <strong>Direttiva Bolkestein<\/strong>. Questo orientamento giurisprudenziale pone ulteriori limiti all&#8217;adozione di modelli che prevedano il rinnovo automatico delle concessioni, costringendo il legislatore a ricercare soluzioni che siano in linea con il diritto dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>A fronte di queste complessit\u00e0, il Governo potrebbe dover rivedere le proprie strategie, valutando la possibilit\u00e0 di introdurre misure che favoriscano una <strong>transizione graduale<\/strong> verso un sistema di concessioni pi\u00f9 aperto e competitivo, ma che allo stesso tempo tutelino i diritti acquisiti e gli investimenti gi\u00e0 effettuati dai concessionari attuali. Una possibile soluzione potrebbe consistere nell&#8217;adozione di un regime <strong>transitorio<\/strong> che consenta di bilanciare le esigenze di apertura del mercato con la necessit\u00e0 di non penalizzare eccessivamente gli operatori economici gi\u00e0 presenti, garantendo un periodo di adeguamento sufficientemente lungo.<\/p>\n<p>Infine, \u00e8 opportuno considerare l&#8217;impatto <strong>socio-economico<\/strong> che una riforma del sistema delle concessioni balneari potrebbe avere sulle comunit\u00e0 locali e sul settore turistico nel suo complesso. Le concessioni balneari rappresentano, infatti, una risorsa fondamentale per molte economie locali, e qualsiasi intervento normativo (anche locale) dovr\u00e0 tenere conto delle peculiarit\u00e0 del settore, al fine di evitare effetti negativi sul tessuto economico e sociale delle aree costiere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A stagione ormai quasi conclusa e dopo il recente sciopero di categoria del 9 agosto, il Governo continua a lavorare alla ricerca di una soluzione normativa che possa risolvere la questione delle concessioni balneari. La discussione si focalizza principalmente su due modelli alternativi: da un lato, il &#8220;modello governativo&#8221; che prevede il diritto di prelazione per i concessionari uscenti accompagnato da un&#8217;indennit\u00e0 per gli investimenti effettuati sulle spiagge; dall\u2019altro, il cosiddetto &#8220;modello Bellaria&#8221;, dal nome del primo Comune italiano che lo ha proposto. 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