{"id":371,"date":"2024-09-05T10:51:22","date_gmt":"2024-09-05T08:51:22","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/?p=371"},"modified":"2024-09-05T10:51:22","modified_gmt":"2024-09-05T08:51:22","slug":"concessioni-balneari-approvato-decreto-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/2024\/09\/05\/concessioni-balneari-approvato-decreto-legge\/","title":{"rendered":"Concessioni Balneari: approvato il decreto-legge salva infrazioni"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-373\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/09\/IMG_3583-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/09\/IMG_3583-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/09\/IMG_3583-768x511.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/09\/IMG_3583.jpeg 1000w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/p>\n<p>La <strong>riforma delle concessioni balneari italiane<\/strong>, oggetto di un lungo negoziato con <strong>Bruxelles<\/strong>, \u00e8 stata alla fine approvata dopo un vertice d\u2019urgenza tra la premier <strong>Giorgia Meloni<\/strong> e i suoi vice, <strong>Antonio Tajani<\/strong> e <strong>Matteo Salvini<\/strong>, convocato pochi minuti prima dell\u2019inizio del Consiglio dei Ministri.<\/p>\n<p>La <strong>nuova normativa<\/strong>, negoziata dal Ministro per gli Affari Europei, il <strong>PNRR<\/strong>, la <strong>Coesione<\/strong> e il <strong>Sud<\/strong>, <strong>Raffaele Fitto<\/strong>, con la <strong>Commissione Europea<\/strong>, si inserisce in un quadro di adempimento degli obblighi derivanti dal diritto dell&#8217;<strong>Unione Europea<\/strong>, in particolare rispetto alla <strong>liberalizzazione dei servizi<\/strong> e alla <strong>concorrenza leale<\/strong> sul <strong>mercato interno<\/strong>. L\u2019articolo 49 del <strong>Trattato sul Funzionamento dell\u2019Unione Europea (TFUE)<\/strong> e la <strong>Direttiva Bolkestein (2006\/123\/CE)<\/strong> sulla libera circolazione dei servizi impongono infatti che le concessioni di beni pubblici, come le spiagge, siano assegnate tramite procedure <strong>competitive, trasparenti e non discriminatorie<\/strong>. Pertanto, il compromesso raggiunto \u00e8 stato strutturato per evitare il rischio di <strong>sanzioni<\/strong> e per chiudere una <strong>procedura d&#8217;infrazione<\/strong> avviata dalla Commissione contro l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>La soluzione normativa elaborata \u00e8 un <strong>decreto legge<\/strong> che modifica gli articoli 3 e 4 della legge del 5 agosto 2022, n. 118, prevedendo la <strong>proroga delle concessioni in essere fino al 30 settembre 2027<\/strong>, con l&#8217;obbligo per i Comuni di indire le gare entro il 30 giugno dello stesso anno. Tuttavia, la norma consente ai sindaci di anticipare l\u2019avvio delle procedure, subordinatamente alla presentazione di una motivazione congrua e documentata, una disposizione che ha l&#8217;obiettivo di dimostrare che non si tratti di una proroga automatica e generalizzata, ma di una <strong>scelta amministrativa autonoma<\/strong> basata su considerazioni di <strong>interesse pubblico locale<\/strong>. Questo aspetto \u00e8 rilevante nel contesto giuridico europeo, in quanto riduce il rischio di ulteriori <strong>contenziosi<\/strong> dinanzi alla <strong>Corte di Giustizia dell\u2019Unione Europea (CGUE)<\/strong> per violazione delle norme sugli <strong>aiuti di Stato<\/strong> e sulla <strong>concorrenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Il decreto in questione, che fa parte di un <strong>provvedimento legislativo<\/strong> pi\u00f9 ampio volto a sanare altre <strong>procedure d&#8217;infrazione comunitarie<\/strong> nei confronti dell&#8217;Italia, stabilisce anche che le concessioni potranno essere ulteriormente prorogate fino al <strong>31 marzo 2028<\/strong>, ma solo in presenza di contenziosi giurisdizionali pendenti o altre difficolt\u00e0 oggettive che ostacolino l&#8217;effettuazione delle gare pubbliche. Questo termine aggiuntivo rappresenta una <strong>clausola di salvaguardia<\/strong> per garantire che le procedure di gara possano essere espletate in condizioni di <strong>piena legalit\u00e0<\/strong> e <strong>trasparenza<\/strong>. Per quanto concerne gli <strong>indennizzi<\/strong>, il decreto prevede che i concessionari uscenti abbiano diritto a un compenso corrispondente al valore degli <strong>investimenti non ancora ammortizzati<\/strong>, inclusi quelli effettuati in risposta a eventi calamitosi, al netto di qualsiasi aiuto o sovvenzione pubblica ricevuta e non restituita. Inoltre, si stabilisce che questi indennizzi devono includere una quota che assicuri una <strong>remunerazione equa<\/strong> per gli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni. Tale valore dovr\u00e0 essere determinato mediante una <strong>perizia asseverata<\/strong>, il che comporta l&#8217;applicazione di standard <strong>oggettivi<\/strong> e <strong>trasparenti<\/strong> per evitare disparit\u00e0 di trattamento.<\/p>\n<p>Un ulteriore elemento rilevante del riordino normativo riguarda la <strong>durata delle nuove concessioni<\/strong>, che sar\u00e0 compresa tra <strong>5 e 20 anni<\/strong>. Questa durata sar\u00e0 determinata dai <strong>Comuni<\/strong> sulla base di criteri oggettivi, quali la natura degli investimenti richiesti e le specificit\u00e0 del contesto territoriale. Inoltre, le autorit\u00e0 locali dovranno fornire una motivazione chiara in caso di mancata suddivisione delle aree in lotti separati e stabilire il numero massimo di lotti che ciascun operatore pu\u00f2 aggiudicarsi, in modo da evitare <strong>concentrazioni economiche<\/strong> che potrebbero distorcere il mercato. I <strong>bandi<\/strong> dovranno essere pubblicati per almeno <strong>trenta giorni<\/strong> sull\u2019albo pretorio online del Comune e, per i titoli di interesse regionale o nazionale, anche sulla <strong>Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana<\/strong>. Per le concessioni superiori a dieci anni sar\u00e0 obbligatoria anche la pubblicazione nella <strong>Gazzetta ufficiale dell\u2019Unione europea<\/strong>.<\/p>\n<p>Il sistema di gara \u00e8 strutturato per assicurare una <strong>competizione leale<\/strong>, includendo una serie di <strong>criteri premiali<\/strong> principalmente riguardanti <strong>clausole sociali e ambientali<\/strong>: si tratta di offerte che tengono conto dell&#8217;<strong>esperienza e dell\u2019anzianit\u00e0 dei concessionari uscenti<\/strong>, della <strong>capacit\u00e0 tecnica e professionale<\/strong> dimostrata in attivit\u00e0 comparabili, del <strong>numero di lavoratori<\/strong> che l\u2019offerente si impegna ad assumere dal concessionario uscente e della <strong>corrispondenza degli impianti alle tradizioni locali<\/strong>. Questa impostazione mira a bilanciare il principio della <strong>libera concorrenza<\/strong> con la necessit\u00e0 di tutelare le <strong>specificit\u00e0 locali<\/strong> e le <strong>microimprese<\/strong>, evitando che i grandi operatori possano monopolizzare il settore.<\/p>\n<p>In sintesi, la <strong>nuova regolamentazione<\/strong> delle <strong>concessioni balneari<\/strong> rappresenta un tentativo di coniugare le esigenze di <strong>adeguamento al diritto dell&#8217;Unione Europea<\/strong> con la tutela degli interessi <strong>nazionali e locali<\/strong>. Il compromesso raggiunto, come evidenziato da una nota ufficiale di <strong>Palazzo Chigi<\/strong>, riflette un equilibrio tra l\u2019apertura del mercato delle concessioni e la protezione delle legittime aspettative degli attuali concessionari, un equilibrio che era divenuto imprescindibile per la <strong>stabilit\u00e0 giuridica e politica del Paese<\/strong>. La <strong>Commissione Europea<\/strong> ha accolto favorevolmente questa iniziativa, pur precisando che la valutazione definitiva dell&#8217;adeguatezza del quadro normativo sar\u00e0 oggetto di ulteriori esami.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La riforma delle concessioni balneari italiane, oggetto di un lungo negoziato con Bruxelles, \u00e8 stata alla fine approvata dopo un vertice d\u2019urgenza tra la premier Giorgia Meloni e i suoi vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, convocato pochi minuti prima dell\u2019inizio del Consiglio dei Ministri. La nuova normativa, negoziata dal Ministro per gli Affari Europei, il PNRR, la Coesione e il Sud, Raffaele Fitto, con la Commissione Europea, si inserisce in un quadro di adempimento degli obblighi derivanti dal diritto dell&#8217;Unione Europea, in particolare rispetto alla liberalizzazione dei servizi e alla concorrenza leale sul mercato interno. 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