{"id":386,"date":"2024-10-07T07:00:16","date_gmt":"2024-10-07T05:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/?p=386"},"modified":"2024-10-04T11:50:52","modified_gmt":"2024-10-04T09:50:52","slug":"concessioni-balneari-il-governo-impugna-la-legge-regionale-toscana-n-30-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/2024\/10\/07\/concessioni-balneari-il-governo-impugna-la-legge-regionale-toscana-n-30-2024\/","title":{"rendered":"CONCESSIONI BALNEARI: il Governo impugna la legge regionale Toscana n. 30\/2024"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-387\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/10\/shutterstock_2518772791-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/10\/shutterstock_2518772791-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/10\/shutterstock_2518772791-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2024\/10\/shutterstock_2518772791.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019avvenuta approvazione del decreto salva-infrazioni n. 132\/2024, pubblicato in <strong>Gazzetta Ufficiale<\/strong> il 16 settembre 2024, non sembra essere riuscita a mettere un punto definitivo al nodo dei balneari.<\/p>\n<p>Il Governo, infatti, non ha esitato a impugnare la <strong>Legge Regionale Toscana del 29 luglio 2024, n. 30<\/strong>, contenente modifiche alla l.r. n. 31\/2016 in tema di concessioni demaniali marittime. \u00c8 del 27 settembre 2024 la notizia secondo cui l\u2019esecutivo avrebbe tacciato il provvedimento di incostituzionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p>Al momento di approvazione della legge, non vi era ancora nemmeno la bozza di quello che \u00e8 poi divenuto il definitivo decreto salva infrazioni 2024, aggiornato sulla scorta del monito (l\u2019ennesimo) europeo di coordinare l\u2019ordinamento italiano alla <strong>Direttiva europea sulla libera circolazione dei servizi (Direttiva Bolkestein)<\/strong>.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto, le amministrazioni locali e i Comuni si trovavano in una situazione delicata perch\u00e9 seguire la legge ante-decreto significava, con buona probabilit\u00e0, vedersi notificato un ricorso da parte dell\u2019Antitrust e una conseguente pronuncia di annullamento in sede giurisdizionale.<\/p>\n<p>Sul tema, l\u2019Italia era spaccata in due: se, da un lato, la legge nazionale reiterava da decenni un sistema basato su continui rinnovi e proroghe \u2013 con il benestare delle associazioni di categoria che auspicavano il mantenimento dello status quo \u2013 dall\u2019altro, la giurisprudenza amministrativa e l\u2019<strong>Autorit\u00e0 Garante della Concorrenza e del Mercato<\/strong> rimarcavano, a colpi di impugnazioni ed annullamenti, la necessit\u00e0 di adeguamento agli orientamenti eurounitari, soprattutto in virt\u00f9 della pendenza in capo allo Stato italiano di diverse procedure di infrazioni.<\/p>\n<p>In un contesto cos\u00ec incerto, ogni amministrazione locale ha agito in maniera diversa: alcuni Comuni hanno deliberato delle linee di indirizzo in conformit\u00e0 ai principi comunitari, disponendo al contempo la proroga delle concessioni gi\u00e0 in essere (come nel caso delle delibere di giunta adottate dal <strong>Comune di Rimini n. 504\/2023<\/strong>, dal <strong>Comune di Riccione n. 275\/2023<\/strong>, e dal <strong>Comune di Latina n. 230\/2023<\/strong>); qualcuno ha ipotizzato un modello basato su investimenti da parte del privato sul suolo del litorale, finalizzati alla realizzazione di opere di interesse pubblico a fronte del rinnovo (automatico) della concessione gi\u00e0 in essere da parte dell\u2019ente comunale (<strong>il<\/strong> c.d.<strong> modello Bellaria<\/strong>). A far discutere, per\u00f2, \u00e8 stato proprio il provvedimento adottato dalla Regione Toscana, approvato dall\u2019assemblea regionale a met\u00e0 estate, che modifica l\u2019impianto approvato 8 anni fa dallo stesso Consiglio. La legge, di soli 6 articoli, riconosce espressamente la necessit\u00e0 di adeguare ed attualizzare la precedente l.r. n. 31\/2016 alle sopravvenienze normative e giurisprudenziali che hanno delineato un nuovo assetto in tema di concessioni balneari. Riconoscendo l\u2019importanza nomofilattica delle <strong>sentenze gemelle dell\u2019Adunanza Plenaria (nn. 17 e 18 del 2021)<\/strong>, nonch\u00e9 della <strong>sentenza della Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea del 20 aprile 2023<\/strong> (resa nella causa C-348\/22), la Regione Toscana ha emanato un provvedimento che potesse essere preso d\u2019esempio da altre regioni ma che rappresentasse anche un input per il Governo all\u2019adozione di un decreto di riordino della materia a livello nazionale.<\/p>\n<p>Nodo fondamentale della legge \u00e8 la previsione di equi indennizzi \u2013 calcolati in base ai parametri definiti da un decreto del Ministro dei Trasporti atteso entro fine marzo \u2013 a favore dei titolari uscenti e a carico dei concessionari subentranti, da individuarsi esclusivamente tramite gare pubbliche, secondo quanto imposto dai dettami europei. Il provvedimento, inoltre, prevede criteri di premialit\u00e0 per le piccole e medie imprese partecipanti alle procedure.<\/p>\n<p>Secondo quanto riportato dagli assessori della Giunta Regionale Toscana, la legge si pone l\u2019obiettivo di salvaguardare la concorrenza e fornire uno spunto al Governo per la risoluzione della vertenza con l\u2019UE. Contestualmente, voleva essere uno strumento di tutela per le piccole imprese, di sostegno per gli investimenti per migliorare l\u2019offerta turistica, nonch\u00e9 per riqualificare l\u2019ambiente e gli spazi pubblici delle citt\u00e0 e delle comunit\u00e0 costiere.<\/p>\n<p>Il Governo, dal canto suo (e in maniera piuttosto prevedibile), sembra aver interpretato tale intervento come un\u2019interferenza, non facendo attendere pi\u00f9 di tanto il suo ricorso, nonostante le controdeduzioni fornite dalla Regione.<\/p>\n<p>Il Consiglio dei Ministri, in una comunicazione ufficiale, ha spiegato che l\u2019impugnazione della legge trova fondamento nel potenziale contrasto di alcune disposizioni del provvedimento con la normativa statale ed europea, in particolare riconoscendo la violazione della <strong>Costituzione italiana all&#8217;articolo 117, primo comma<\/strong> \u2013 in relazione alla competenza statale sulla gestione del demanio pubblico \u2013 e <strong>comma 2, lettera e)<\/strong> \u2013 in tema di tutela della concorrenza.<\/p>\n<p>Spetter\u00e0, ora, alla Corte Costituzionale definire questo (ulteriore) conflitto interno e decidere se effettivamente si \u00e8 di fronte a un\u2019invasione della competenza del legislatore nazionale, considerando anche che, negli anni passati, la <strong>Corte Costituzionale<\/strong> ha gi\u00e0 cassato molte norme regionali che hanno cercato di intervenire in tema di gestione del demanio marittimo (come era accaduto nei casi <strong>Emilia-Romagna<\/strong>, <strong>Veneto<\/strong>, <strong>Campania<\/strong>, <strong>Sicilia<\/strong> e la stessa Toscana, che lo aveva gi\u00e0 fatto nel 2016).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019avvenuta approvazione del decreto salva-infrazioni n. 132\/2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 settembre 2024, non sembra essere riuscita a mettere un punto definitivo al nodo dei balneari. 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