{"id":451,"date":"2025-05-14T12:32:59","date_gmt":"2025-05-14T10:32:59","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/?p=451"},"modified":"2025-05-14T12:32:59","modified_gmt":"2025-05-14T10:32:59","slug":"d-l-infrastrutture-nuova-manutenzione-al-codice-dei-contratti-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/2025\/05\/14\/d-l-infrastrutture-nuova-manutenzione-al-codice-dei-contratti-pubblici\/","title":{"rendered":"D.L. Infrastrutture: nuova \u201cmanutenzione\u201d al Codice dei Contratti pubblici"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-452\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2025\/05\/shutterstock_2228022381.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2025\/05\/shutterstock_2228022381.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2025\/05\/shutterstock_2228022381-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2025\/05\/shutterstock_2228022381-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/p>\n<p>Il <strong>decreto-legge Infrastrutture<\/strong> che l\u2019Esecutivo dovrebbe varare nella <strong>prossima<\/strong> <strong>seduta del Consiglio dei Ministri<\/strong> si muove lungo una duplice traiettoria: da un lato persegue la <strong>massimizzazione della trasparenza<\/strong> nel circuito decisionale degli <strong>appalti pubblici<\/strong>, dall\u2019altro interviene mediante <strong>correttivi puntuali<\/strong> \u2013 ora di natura formale, ora di rilevanza sostanziale \u2013 al fine di prevenire <strong>incertezze interpretative<\/strong> e di adeguare la trama del <strong>nuovo Codice dei contratti pubblici<\/strong> alle esigenze emerse sino a questo momento.<\/p>\n<p>Dalle bozze circolate nelle ultime ore \u2013 per definizione <strong>provvisorie<\/strong> e dunque da leggere con la necessaria cautela \u2013 emerge un evidente <strong>affinamento dell\u2019articolato normativo<\/strong>.<\/p>\n<p>Emblematica, anzitutto, la rivisitazione dell\u2019<strong>art. 45<\/strong> in materia di <strong>incentivi alle funzioni tecniche<\/strong>: si introduce un vero e proprio <strong>onere informativo<\/strong> in capo alle <strong>stazioni appaltanti<\/strong>, tenute a trasmettere alle <strong>organizzazioni sindacali<\/strong>, con cadenza almeno annuale e contestualmente a ogni singolo provvedimento, l\u2019elenco degli atti di conferimento di funzioni tecniche e di riconoscimento degli incentivi connessi. Viene cos\u00ec riattivato un <strong>canale di controllo partecipativo<\/strong> delle rappresentanze dei lavoratori, che il nuovo Codice aveva silenziato dopo l\u2019abrogazione della contrattazione decentrata ex <strong>art. 113<\/strong> del testo del 2016. Lo stesso art. 45 \u00e8 integrato da una clausola \u2013 di chiara valenza <strong>derogatoria<\/strong> rispetto al <strong>principio di onnicomprensivit\u00e0<\/strong> sancito dall\u2019<strong>art. 24, comma 3, D.Lgs. 165\/2001<\/strong> \u2013 che permette l\u2019erogazione degli incentivi anche al <strong>personale dirigenziale<\/strong>, fugando i residui dubbi sulla compatibilit\u00e0 della misura con il regime retributivo dei dirigenti, gi\u00e0 in parte sciolti dalla <strong>giurisprudenza contabile<\/strong>.<\/p>\n<p>Sul versante delle <strong>garanzie<\/strong>, l\u2019intervento pi\u00f9 incisivo insiste sull\u2019<strong>art. 117<\/strong>: la soglia minima del <strong>20%<\/strong> per il <strong>massimale della polizza decennale postuma<\/strong> relativa a opere di importo superiore a <strong>due miliardi di euro<\/strong> potr\u00e0 essere modulata sino a un minimo del <strong>3%<\/strong>, purch\u00e9 nel rispetto del <strong>principio di proporzionalit\u00e0<\/strong>. Tale previsione alleggerisce l\u2019onere finanziario degli esecutori impegnati in opere di rilevanza strategica, ma impone alle stazioni appaltanti una ponderazione accurata dell\u2019<strong>interesse pubblico alla copertura dei rischi<\/strong> di difetti gravi, esigendo un equilibrio \u00abcaso per caso\u00bb.<\/p>\n<p>Di minore impatto sostanziale, pur se utile sul piano sistematico, \u00e8 la <strong>rinumerazione dei commi 4-bis in 4-bis e 4-ter<\/strong> all\u2019interno dell\u2019<strong>art. 136<\/strong> dedicato ai <strong>settori difesa e sicurezza<\/strong>, mero intervento di <strong>tecnica legislativa<\/strong> volto a eliminare disallineamenti logici.<\/p>\n<p>Assume invece particolare rilievo la nuova <strong>clausola transitoria<\/strong> innestata nell\u2019<strong>art. 225-bis<\/strong>: viene precisato che la disciplina previgente in materia di <strong>subappalto<\/strong> \u2013 ossia l\u2019<strong>art. 119, comma 20,<\/strong> e l\u2019<strong>art. 23 dell\u2019allegato II.12<\/strong> nella versione vigente al <strong>1\u00b0 luglio 2023<\/strong> \u2013 continuer\u00e0 ad applicarsi alle procedure gi\u00e0 avviate, vale a dire a quelle il cui <strong>bando<\/strong> o <strong>invito a presentare offerta<\/strong> sia anteriore all\u2019entrata in vigore del <strong>D.Lgs. 209\/2024 <\/strong>(il c.d. Correttivo), avvenuta il <strong>31 dicembre 2024<\/strong>. Si intende cos\u00ec <strong>sterilizzare il rischio di contenzioso<\/strong> da applicazione retroattiva, preservando le <strong>legittime aspettative<\/strong> degli operatori economici coinvolti.<\/p>\n<p>Non meno significativa la modifica all\u2019<strong>allegato I.11<\/strong>, che estende ad <strong>ANAS S.p.A.<\/strong> e <strong>Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.<\/strong> l\u2019esonero dal versamento al <strong>CSLP (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici)<\/strong> del contributo dello <strong>0,3\u2030<\/strong> (fino a <strong>100.000 \u20ac<\/strong>) per l\u2019istruttoria di progetti e documenti di fattibilit\u00e0: una misura di <strong>semplificazione amministrativa<\/strong> che riduce i costi per due dei principali <strong>player infrastrutturali<\/strong> nazionali, accelerando i passaggi autorizzatori.<\/p>\n<p>Novit\u00e0 anche per il <strong>Collegio Consultivo Tecnico (CCT)<\/strong>, dove il relativo <strong>allegato V.2<\/strong> subisce un lieve <strong>restyling<\/strong>: viene riconosciuta la facolt\u00e0 di designare un componente del Collegio anche da parte del <strong>concedente <\/strong>(leggasi <strong>Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti<\/strong>) e si specifica che i <strong>dirigenti o funzionari<\/strong> designati devono provenire da <strong>amministrazioni pubbliche<\/strong> ex <strong>art. 1, comma 2, D.Lgs. 165\/2001<\/strong>. Si valorizza il possesso di un <strong>dottorato di ricerca<\/strong> nelle discipline ingegneristiche, architettoniche, giuridiche o economiche come ampliamento della rosa dei requisiti (alternativi) e ai fini dell\u2019anzianit\u00e0 minima di servizio (cinque o dieci anni) si ammette la <strong>cumulabilit\u00e0 dei periodi<\/strong> maturati per l\u2019acquisizione dei diversi requisiti professionali, riconoscendo pari dignit\u00e0 ai percorsi di carriera pi\u00f9 articolati.<\/p>\n<p>Nel loro complesso, le modifiche prospettate si inscrivono in un disegno di <strong>manutenzione normativa<\/strong> che, pur lasciando intatto l\u2019impianto del <strong>D.Lgs. 36\/2023<\/strong>, ne perfeziona i nodi pi\u00f9 sensibili: <strong>potenziamento della trasparenza<\/strong> attraverso un obbligo strutturale di informazione sindacale, <strong>taratura delle garanzie assicurative<\/strong> per le opere di maggior valore, <strong>certezza del diritto<\/strong> per le gare in fase avanzata, <strong>riduzione degli oneri istruttori<\/strong> per i soggetti infrastrutturali strategici e <strong>rafforzamento della <em>governance<\/em> tecnica<\/strong> delle commesse pubbliche.<\/p>\n<p>L\u2019efficacia di tali interventi potr\u00e0 essere misurata soltanto alla prova della prassi applicativa e degli orientamenti giurisprudenziali e contabili che seguiranno; tuttavia, sin d\u2019ora essi attestano la volont\u00e0 del legislatore di proseguire in un <strong>processo dinamico di affinamento<\/strong> del Codice, volto a coniugare <strong>speditezza procedimentale<\/strong>, <strong>rigore dei controlli<\/strong> e <strong>tutela dell\u2019interesse pubblico<\/strong> alla corretta esecuzione delle opere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il decreto-legge Infrastrutture che l\u2019Esecutivo dovrebbe varare nella prossima seduta del Consiglio dei Ministri si muove lungo una duplice traiettoria: da un lato persegue la massimizzazione della trasparenza nel circuito decisionale degli appalti pubblici, dall\u2019altro interviene mediante correttivi puntuali \u2013 ora di natura formale, ora di rilevanza sostanziale \u2013 al fine di prevenire incertezze interpretative e di adeguare la trama del nuovo Codice dei contratti pubblici alle esigenze emerse sino a questo momento. 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