{"id":483,"date":"2025-11-13T10:08:00","date_gmt":"2025-11-13T09:08:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/?p=483"},"modified":"2025-11-13T10:08:00","modified_gmt":"2025-11-13T09:08:00","slug":"il-commissario-straordinario-nella-storia-ditalia-dallunita-nazionale-al-pnrr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/2025\/11\/13\/il-commissario-straordinario-nella-storia-ditalia-dallunita-nazionale-al-pnrr\/","title":{"rendered":"Il Commissario Straordinario nella storia d\u2019Italia: dall\u2019Unit\u00e0 nazionale al PNRR"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-484 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2025\/11\/shutterstock_2465114491.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2025\/11\/shutterstock_2465114491.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2025\/11\/shutterstock_2465114491-300x142.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2025\/11\/shutterstock_2465114491-768x363.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/>La storia italiana \u00e8, in larga misura, la storia di uno Stato che ha dovuto imparare a reagire alle proprie lentezze. Dalla costruzione dell\u2019unit\u00e0 politica alla ricostruzione post-bellica, dalle emergenze sismiche ai grandi cantieri infrastrutturali, la figura del <strong>Commissario Straordinario<\/strong> accompagna il cammino della Repubblica come un riflesso costante della sua capacit\u00e0 di affrontare la crisi e di trasformarla in governo. Ogni epoca, nel suo modo di concepire e utilizzare il commissario, ha rivelato qualcosa del proprio rapporto con la legalit\u00e0, con il potere e con la responsabilit\u00e0 pubblica.<\/p>\n<p>Il <strong>Commissario Straordinario<\/strong> nasce, nella tradizione italiana, come risposta alla discontinuit\u00e0. Gi\u00e0 il Regno di Sardegna e, poi, il neonato Regno d\u2019Italia, sperimentano strumenti commissariali per gestire situazioni eccezionali: territori da pacificare, calamit\u00e0 da contenere, infrastrutture da costruire in un Paese ancora diviso da culture amministrative differenti. Nei decenni successivi all\u2019Unit\u00e0, l\u2019istituto assume contorni mutevoli ma costanti: il commissario \u00e8 il funzionario straordinario che interviene quando la macchina ordinaria non basta, quando la lentezza o l\u2019inerzia rischiano di compromettere l\u2019interesse generale.<\/p>\n<p>Nel XIX secolo la straordinariet\u00e0 era, anzitutto, <strong>espressione del potere sovrano<\/strong>. I commissari inviati nei territori del Mezzogiorno o nelle aree colpite da disordini sociali incarnavano un potere sostitutivo, eccezionale, talora repressivo, che agiva in nome dell\u2019unit\u00e0 e dell\u2019ordine pubblico. La celebre figura di <strong>Cesare Mori<\/strong>, \u201cprefetto di ferro\u201d inviato da Mussolini in Sicilia, resta il simbolo pi\u00f9 noto di quella stagione in cui la straordinariet\u00e0 era sinonimo di autorit\u00e0, non di efficienza. In quel modello il <strong>Commissario Straordinario<\/strong> era soprattutto il braccio operativo del potere politico, un esecutore dell\u2019urgenza, non ancora un garante della legalit\u00e0 sostanziale.<\/p>\n<p>Con la <strong>Repubblica<\/strong>, l\u2019istituto si rigenera, mutando natura e funzione.<\/p>\n<p>Il contesto costituzionale ne cambia radicalmente la prospettiva: l\u2019art. 97 della Costituzione introduce il principio di <strong>buon andamento e imparzialit\u00e0<\/strong> della pubblica amministrazione, e da allora il commissariamento diventa non pi\u00f9 espressione di forza, ma <strong>strumento di razionalit\u00e0 amministrativa<\/strong>.<br \/>\nNei primi decenni repubblicani, i commissari straordinari vengono nominati per la ricostruzione postbellica, per la gestione delle grandi opere idrauliche e per la risposta alle calamit\u00e0 naturali. Ogni volta che il sistema ordinario si rivela inadeguato a sostenere la pressione dell\u2019urgenza, la straordinariet\u00e0 diventa il volto operativo dello Stato.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione pi\u00f9 significativa avviene con la <strong>legge n. 225 del 1992<\/strong>, istitutiva del Servizio nazionale di protezione civile.<\/p>\n<p>In essa il commissario assume una funzione strutturale: diventa lo strumento con cui la Repubblica risponde agli eventi emergenziali secondo criteri di legalit\u00e0, trasparenza e temporaneit\u00e0. Non pi\u00f9 deroga indistinta, ma <strong>modello di intervento disciplinato<\/strong>, con poteri definiti, procedure motivate e controlli contabili.<\/p>\n<p>\u00c8 in questa fase che il <strong>Commissario Straordinario<\/strong> cessa di essere l\u2019eccezione pura e si fa <strong>istituto regolato<\/strong>, elemento fisiologico della macchina amministrativa. La straordinariet\u00e0 diviene un linguaggio giuridico ordinario, il mezzo con cui il diritto si piega alla necessit\u00e0 senza tradirsi.<\/p>\n<p>Negli anni Duemila, con l\u2019accentuarsi della complessit\u00e0 infrastrutturale e l\u2019accumularsi delle opere incompiute, la figura del <strong>Commissario Straordinario<\/strong> viene progressivamente \u201cnormalizzata\u201d.<br \/>\nL\u2019esperienza dei <strong>commissari per le grandi opere<\/strong> \u2013 dall\u2019AV\/AC Torino-Napoli alle infrastrutture autostradali e portuali \u2013 inaugura un modello nuovo: il commissario non \u00e8 pi\u00f9 chiamato solo a gestire l\u2019emergenza, ma a <strong>governare la complessit\u00e0 tecnica e procedurale<\/strong>.<br \/>\nI suoi poteri non si limitano alla sostituzione, ma si estendono al coordinamento, all\u2019impulso, alla semplificazione dei processi decisionali. \u00c8 una figura che si muove a met\u00e0 strada tra l\u2019amministratore e il project manager pubblico, un <strong>ingegnere istituzionale<\/strong> capace di dare continuit\u00e0 a progetti di lunga durata che, senza una regia unitaria, resterebbero imprigionati nelle maglie della burocrazia.<\/p>\n<p>Il <strong>D.L. 67\/1997<\/strong> e la successiva <strong>legge n. 400\/1988<\/strong>, con le disposizioni sull\u2019organizzazione del Governo, fissano i principi generali del potere commissariale: delimitazione dei compiti, temporaneit\u00e0 dell\u2019incarico, responsabilit\u00e0 contabile e amministrativa, obbligo di relazione al Parlamento.<br \/>\n\u00c8 la prima volta che la straordinariet\u00e0 viene incanalata in un perimetro di <strong>legalit\u00e0 formale<\/strong>, dando al commissario la dignit\u00e0 di organo statale, non di mero delegato politico.<\/p>\n<p>A partire dal 2011, con il progressivo ricorso ai commissariamenti per opere infrastrutturali e ambientali, la figura si consolida come <strong>architrave della governance pubblica<\/strong>.<br \/>\nL\u2019adozione del <strong>D.L. 32\/2019 (\u201cSblocca Cantieri\u201d)<\/strong> segna un punto di svolta: il commissariamento non \u00e8 pi\u00f9 misura eccezionale, ma <strong>strumento programmato<\/strong> di attuazione delle politiche infrastrutturali nazionali. Il legislatore ne riconosce la funzione sistemica, attribuendogli poteri di impulso e di deroga, ma sempre entro confini normativi precisi.<br \/>\n\u00c8 in questa stagione che il <strong>Commissario Straordinario<\/strong> diventa sinonimo di \u201cdecisione pubblica accelerata\u201d, di amministrazione che non rinuncia alle garanzie ma ne ricalibra l\u2019esercizio in funzione dell\u2019efficienza.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo passaggio di questa evoluzione \u00e8 rappresentato dal <strong>D.Lgs. 36\/2023<\/strong>, il nuovo <strong>Codice dei contratti pubblici<\/strong>, che istituzionalizza un <strong>diritto amministrativo dell\u2019urgenza controllata<\/strong>.<br \/>\nIl commissario, in tale cornice, non \u00e8 pi\u00f9 eccezione rispetto all\u2019amministrazione, ma parte integrante della sua fisiologia: un <strong>agente pubblico speciale<\/strong>, chiamato a garantire la realizzazione di opere di rilevanza strategica attraverso procedure semplificate ma trasparenti, interamente tracciabili nelle piattaforme digitali ANAC.<\/p>\n<p>In questo senso, il Codice del 2023 ha compiuto un passo decisivo: ha reso la straordinariet\u00e0 una dimensione <strong>misurabile, verificabile, proporzionata<\/strong>, segnando la fine del commissariamento inteso come sospensione del diritto e la nascita di un commissariamento come <strong>forma qualificata del diritto<\/strong>.<\/p>\n<p>La pandemia da Covid-19 ha poi confermato, in maniera drammatica ma inequivocabile, quanto questa figura sia ormai divenuta <strong>strutturale alla capacit\u00e0 di governo<\/strong>.<\/p>\n<p>Dalla gestione dell\u2019emergenza sanitaria alle opere connesse al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, i <strong>Commissari Straordinari<\/strong> hanno agito come motori dell\u2019amministrazione, ma anche come garanti di responsabilit\u00e0 e di risultato.<\/p>\n<p>In un tempo in cui l\u2019urgenza non \u00e8 pi\u00f9 eccezione ma condizione permanente, il commissario rappresenta la <strong>forma contemporanea della legalit\u00e0 operativa<\/strong>: il punto in cui l\u2019ordinamento riconosce che la rapidit\u00e0 non \u00e8 un disvalore, ma una necessit\u00e0 da governare.<\/p>\n<p>Guardando all\u2019intero percorso storico, si pu\u00f2 dire che il <strong>Commissario Straordinario<\/strong> sia il barometro della maturit\u00e0 istituzionale italiana.<\/p>\n<p>Nel suo volto si leggono le trasformazioni del rapporto tra politica e amministrazione, tra decisione e responsabilit\u00e0, tra regola e azione.<\/p>\n<p>Dalle origini autoritative ottocentesche alla sofisticata ingegneria giuridica del PNRR, l\u2019istituto ha progressivamente abbandonato la logica del potere eccezionale per assumere quella del <strong>potere funzionale<\/strong>, orientato al risultato e sottoposto a controllo.<\/p>\n<p>Oggi, in un ordinamento che tende a privilegiare la misurabilit\u00e0 dell\u2019azione pubblica e la trasparenza digitale, il <strong>Commissario Straordinario<\/strong> \u00e8 divenuto simbolo di un nuovo equilibrio tra velocit\u00e0 e legalit\u00e0, tra autonomia e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Egli non rappresenta pi\u00f9 la frattura nel sistema, ma il suo correttivo dinamico; non la deroga che sospende, ma la regola che si adatta.<\/p>\n<p>La sua parabola storica coincide con la traiettoria dello Stato moderno, che da apparato statico si trasforma in <strong>organismo reattivo<\/strong>, capace di autoriformarsi di fronte all\u2019urgenza.<\/p>\n<p>Comprendere la storia del <strong>Commissario Straordinario<\/strong> significa, in fondo, leggere la biografia dello Stato italiano: uno Stato che ha imparato a non temere l\u2019eccezione, ma a governarla; che ha trasformato la deroga in metodo e l\u2019urgenza in criterio di efficienza.<br \/>\nDal primo commissario postunitario ai commissari del PNRR, il filo conduttore resta immutato: ogni volta che la straordinariet\u00e0 si manifesta, non \u00e8 segno di debolezza, ma di vitalit\u00e0 giuridica.<br \/>\nIl <strong>Commissario Straordinario<\/strong> \u00e8, oggi come allora, la prova che il diritto amministrativo non \u00e8 una gabbia, ma un ingranaggio vitale, capace di muoversi con la realt\u00e0 senza rinunciare alla propria forma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La storia italiana \u00e8, in larga misura, la storia di uno Stato che ha dovuto imparare a reagire alle proprie lentezze. Dalla costruzione dell\u2019unit\u00e0 politica alla ricostruzione post-bellica, dalle emergenze sismiche ai grandi cantieri infrastrutturali, la figura del Commissario Straordinario accompagna il cammino della Repubblica come un riflesso costante della sua capacit\u00e0 di affrontare la crisi e di trasformarla in governo. Ogni epoca, nel suo modo di concepire e utilizzare il commissario, ha rivelato qualcosa del proprio rapporto con la legalit\u00e0, con il potere e con la responsabilit\u00e0 pubblica. Il Commissario Straordinario nasce, nella tradizione italiana, come risposta alla discontinuit\u00e0. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/2025\/11\/13\/il-commissario-straordinario-nella-storia-ditalia-dallunita-nazionale-al-pnrr\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1124,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[260885],"tags":[549479,591727,548133,578538,414131],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/483"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1124"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=483"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/483\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":487,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/483\/revisions\/487"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}