{"id":508,"date":"2026-02-19T11:57:15","date_gmt":"2026-02-19T10:57:15","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/?p=508"},"modified":"2026-02-19T13:02:12","modified_gmt":"2026-02-19T12:02:12","slug":"data-center-il-dl-bollette-cambia-le-regole-regione-lombardia-deve-ricalibrare-le-sue-proposte-di-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/2026\/02\/19\/data-center-il-dl-bollette-cambia-le-regole-regione-lombardia-deve-ricalibrare-le-sue-proposte-di-legge\/","title":{"rendered":"Data Center, il DL \u201cBollette\u201d cambia le regole: Regione Lombardia deve ricalibrare le sue proposte di legge"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-509\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2026\/02\/shutterstock_1753769333.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2026\/02\/shutterstock_1753769333.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2026\/02\/shutterstock_1753769333-300x101.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2026\/02\/shutterstock_1753769333-768x260.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019articolo 8 (salvo modifica) del decreto-legge c.d. \u201cBollette\u201d introduce un elemento di forte discontinuit\u00e0 nel quadro regolatorio dei <strong>Data Center<\/strong>, con effetti immediati anche sulla Regione Lombardia, dove sono attualmente in discussione due progetti di legge dedicati alla localizzazione e all\u2019autorizzazione di queste infrastrutture.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 principale \u00e8 l\u2019istituzione di un <strong>procedimento unico nazionale<\/strong> per la realizzazione e l\u2019ampliamento dei centri dati. L\u2019autorizzazione viene rilasciata dall\u2019autorit\u00e0 competente per l\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ai sensi del d.lgs. 152\/2006, all\u2019esito di una conferenza di servizi che concentra tutti i titoli abilitativi necessari: VIA, autorizzazioni paesaggistiche, nulla osta culturali, concessioni idriche, autorizzazioni alle emissioni. Il procedimento ha una durata massima di dieci mesi, con termini VIA dimezzati e possibilit\u00e0 di proroga solo in casi eccezionali.<\/p>\n<p>Si tratta di una scelta chiara di <strong>centralizzazione e uniformazione<\/strong>, giustificata dalla rilevanza strategica dei Data Center e dalla necessit\u00e0 di garantire tempi certi in un settore ad altissima intensit\u00e0 di investimento. Ma questa scelta incide direttamente sull\u2019impianto delle iniziative legislative regionali lombarde.<\/p>\n<p>In Lombardia sono infatti in discussione due PDL (n. 123 e n. 150) che, pur con impostazioni diverse, intervengono sul tema dell\u2019autorizzazione, della localizzazione e del monitoraggio dei centri dati. Il primo prevede un\u2019autorizzazione unica regionale e un sistema di pianificazione e controllo ambientale; il secondo interviene in modo pi\u00f9 puntuale sulla competenza AIA, sulle soglie di potenza e sull\u2019organizzazione di uno sportello regionale dedicato.<\/p>\n<p>Con l\u2019entrata in vigore del procedimento unico statale, qualunque ipotesi di <strong>autorizzazione autonoma regionale<\/strong> deve essere riconsiderata. La Regione non potr\u00e0 istituire un binario parallelo rispetto a quello nazionale, n\u00e9 ridefinire in via autonoma l\u2019autorit\u00e0 competente al rilascio dei titoli ambientali. L\u2019asse autorizzatorio \u00e8 ora chiaramente collocato nella cornice statale, con un modello accentrato e tempi perentori.<\/p>\n<p>Questo non significa, tuttavia, che il ruolo della Lombardia venga meno. Al contrario, esso cambia natura. La Regione conserva un margine significativo in materia di <strong>governo del territorio<\/strong>, pianificazione urbanistica, programmazione energetica e determinazione delle misure compensative. Pu\u00f2 stabilire criteri di localizzazione, favorire il riuso di aree dismesse, imporre standard energetici e idrici pi\u00f9 stringenti, organizzare il monitoraggio degli impatti cumulativi e pubblicare dati in formato aperto. Pu\u00f2, inoltre, strutturare al proprio interno meccanismi organizzativi per garantire il rispetto dei termini nazionali.<\/p>\n<p>In questo senso, il DL \u201cBollette\u201d non svuota le iniziative lombarde, ma le costringe a un salto di qualit\u00e0: da modello autorizzatorio autonomo a strumento di <strong>governo territoriale integrato<\/strong> dentro un procedimento unico statale. La partita si sposta dal \u201cchi autorizza\u201d al \u201ccome si governa l\u2019impatto\u201d.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio qui che la Lombardia, prima regione italiana per concentrazione di Data Center e per attrattivit\u00e0 infrastrutturale, pu\u00f2 giocare un ruolo decisivo. La centralizzazione dei titoli non elimina le tensioni legate a consumo di suolo, domanda energetica, utilizzo della risorsa idrica e impatti sulla rete elettrica. Le sposta su un piano diverso, in cui la pianificazione regionale diventa il luogo del bilanciamento tra sviluppo digitale e sostenibilit\u00e0 territoriale.<\/p>\n<p>Il nuovo scenario impone quindi una rapida revisione dei PDL lombardi (in questi giorni si stanno svolgendo le audizioni), per allinearli al procedimento unico nazionale e rafforzarne la dimensione pianificatoria e compensativa. Il rischio, altrimenti, \u00e8 quello di un conflitto normativo o di un contenzioso che rallenti proprio ci\u00f2 che il legislatore statale intende accelerare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019articolo 8 (salvo modifica) del decreto-legge c.d. \u201cBollette\u201d introduce un elemento di forte discontinuit\u00e0 nel quadro regolatorio dei Data Center, con effetti immediati anche sulla Regione Lombardia, dove sono attualmente in discussione due progetti di legge dedicati alla localizzazione e all\u2019autorizzazione di queste infrastrutture. 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