{"id":519,"date":"2026-04-10T16:00:06","date_gmt":"2026-04-10T14:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/?p=519"},"modified":"2026-04-10T16:00:06","modified_gmt":"2026-04-10T14:00:06","slug":"6-ore-da-milano-a-roma-treni-fermi-per-15-ore-e-147-milioni-di-euro-ecco-cose-davvero-lertms-che-leuropa-ci-impone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/2026\/04\/10\/6-ore-da-milano-a-roma-treni-fermi-per-15-ore-e-147-milioni-di-euro-ecco-cose-davvero-lertms-che-leuropa-ci-impone\/","title":{"rendered":"6 ore da Milano a Roma, treni fermi per 15 ore e 147 milioni di euro: ecco cos&#8217;\u00e8 davvero l&#8217;ERTMS che l&#8217;Europa ci impone"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-520\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2026\/04\/shutterstock_2716020567.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2026\/04\/shutterstock_2716020567.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2026\/04\/shutterstock_2716020567-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/decarlo\/files\/2026\/04\/shutterstock_2716020567-768x509.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/em><\/p>\n<p><em>Sei ore di viaggio da Milano a Roma, quindici ore di stop sulla Direttissima. Dietro il caos di un fine settimana c&#8217;\u00e8 un investimento da 147 milioni, un obbligo europeo di interoperabilit\u00e0 e un programma da 18 miliardi per modernizzare l&#8217;intera rete ferroviaria italiana entro il 2035. Quello che nessuno ha spiegato ai pa<\/em>sseggeri.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]\">Nel fine settimana tra l&#8217;<strong>11 e il 13 aprile 2026<\/strong> la linea <strong>Alta Velocit\u00e0 Roma-Firenze<\/strong> si fermer\u00e0 per consentire l&#8217;attivazione dell&#8217;<strong>ERTMS<\/strong> sulla tratta <strong>Orvieto-Settebagni<\/strong>, ultimo segmento della Direttrice a essere equipaggiato con il nuovo sistema di controllo della circolazione ferroviaria. Si tratta di un intervento atteso da anni, che completa un percorso di ammodernamento tecnologico avviato progressivamente su tutta la linea e che porta l&#8217;intera rete alta velocit\u00e0 italiana allo stesso standard gi\u00e0 in uso nei principali paesi europei.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]\">L&#8217;<strong>ERTMS<\/strong> \u2014 European Rail Traffic Management System \u2014 \u00e8 il sistema digitale europeo per il controllo e la sicurezza della circolazione ferroviaria. La sua logica \u00e8 semplice: invece di affidarsi ai tradizionali segnali luminosi a bordo pista, che il macchinista deve leggere e interpretare, il sistema trasmette in modo continuo e diretto in cabina tutte le informazioni necessarie alla guida \u2014 velocit\u00e0 massima consentita, distanza dai treni precedenti, autorizzazioni al movimento \u2014 con intervento automatico di frenatura in caso di anomalie o superamento dei parametri di sicurezza. La segnaletica fisica lungo i binari diventa sostanzialmente superflua e pu\u00f2 essere rimossa, con benefici anche sul piano paesaggistico e dei costi di manutenzione.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]\">Il vantaggio pi\u00f9 rilevante sul piano europeo \u00e8 per\u00f2 l&#8217;<strong>interoperabilit\u00e0<\/strong>: prima dell&#8217;ERTMS, ogni paese aveva sviluppato un proprio sistema di segnalamento, incompatibile con quello dei vicini. Un treno che attraversava un confine doveva fermarsi o rallentare per adattarsi al sistema locale. Con l&#8217;ERTMS, che funziona secondo uno standard unico, i convogli potranno circolare senza interruzioni tecniche da un capo all&#8217;altro del continente. Per una rete come quella italiana, che si inserisce nel <strong>corridoio TEN-T Scandinavo-Mediterraneo<\/strong>, si tratta di un salto qualitativo di grande rilievo strategico.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]\">L&#8217;adozione dell&#8217;ERTMS non \u00e8 una decisione discrezionale di RFI, ma un <strong>obbligo derivante dal diritto europeo<\/strong>. Le Specifiche Tecniche di Interoperabilit\u00e0 adottate dalla Commissione europea \u2014 oggi disciplinate dal <strong>Regolamento (UE) 2023\/1695<\/strong> \u2014 impongono ai gestori dell&#8217;infrastruttura di adeguare progressivamente la rete al nuovo standard. In Italia, la norma \u00e8 stata recepita con il <strong>decreto legislativo 57\/2019<\/strong>, e la sua applicazione concreta \u00e8 vigilata da <strong>ANSFISA<\/strong>, l&#8217;Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, che autorizza la messa in servizio di ogni nuovo impianto previa verifica da parte di un organismo tecnico indipendente.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]\">RFI, in quanto concessionaria della rete ferroviaria nazionale per conto dello Stato, \u00e8 vincolata al rispetto di questi standard nell&#8217;ambito del proprio Contratto di Programma con il <strong>Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti<\/strong>. L&#8217;adeguamento tecnologico \u00e8 dunque parte integrante degli obblighi concessori, non una semplice scelta di investimento.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]\">L&#8217;intervento sulla Direttissima si inserisce in un programma molto pi\u00f9 ampio. RFI ha in corso l&#8217;estensione dell&#8217;ERTMS a <strong>2.800 chilometri<\/strong> di rete, con un investimento di <strong>2,5 miliardi di euro<\/strong> finanziati dal <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza<\/strong>, da completare entro il <strong>giugno 2026<\/strong>. Quella scadenza non \u00e8 solo un obiettivo tecnico: \u00e8 la condizione stabilita dall&#8217;Unione europea per certificare la spesa e procedere all&#8217;erogazione delle quote di finanziamento. Un ritardo significherebbe perdere risorse gi\u00e0 assegnate.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]\">Il piano di lungo periodo \u00e8 ancora pi\u00f9 ambizioso: RFI prevede di portare l&#8217;ERTMS sull&#8217;intera rete nazionale \u2014 circa <strong>16.800 chilometri<\/strong> tra linee ad alta velocit\u00e0, linee convenzionali, nodi urbani e corridoi europei \u2014 entro il <strong>2036<\/strong>, con un investimento complessivo di circa <strong>18 miliardi di euro<\/strong>. I lavori procedono al ritmo di circa <strong>1.000 chilometri all&#8217;anno<\/strong> e coinvolgono, in parallelo all&#8217;infrastruttura, anche l&#8217;aggiornamento di oltre <strong>5.000 cabine<\/strong> di materiale rotabile con il sottosistema di bordo necessario per dialogare con il nuovo sistema a terra.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]\">Sul piano operativo, l&#8217;interruzione riguarder\u00e0 la linea AV dalla mezzanotte di <strong>sabato 11 aprile<\/strong> fino alle ore 15:00 di <strong>domenica 12 aprile<\/strong>, con effetti sulla circolazione anche nella mattina di <strong>luned\u00ec 13 aprile<\/strong>. La piena regolarit\u00e0 riprender\u00e0 da <strong>marted\u00ec 14 aprile<\/strong>. Durante il fine settimana i treni che non potranno percorrere la tratta interessata saranno instradati su percorsi alternativi, con allungamento dei tempi di viaggio.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]\">Per chi ha gi\u00e0 acquistato il biglietto, si applicano le tutele previste dal <strong>Regolamento (UE) 2021\/782<\/strong> sui diritti dei passeggeri ferroviari, in vigore in Italia dal giugno 2023. In caso di cancellazione o di ritardo previsto superiore a un&#8217;ora, il passeggero ha diritto di scegliere tra il <strong>rimborso integrale<\/strong> del prezzo del biglietto e la prosecuzione del viaggio su un itinerario alternativo. A questo si aggiunge un <strong>indennizzo<\/strong> \u2014 del <strong>25%<\/strong> del prezzo per ritardi tra 60 e 119 minuti, del <strong>50%<\/strong> per ritardi superiori alle due ore \u2014 che si cumula con il rimborso quando ne ricorrano i presupposti. Chi acquista il biglietto da oggi in poi trover\u00e0 gi\u00e0 negli orari pubblicati i nuovi tempi di percorrenza, senza quindi maturare diritti risarcitori ulteriori.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sei ore di viaggio da Milano a Roma, quindici ore di stop sulla Direttissima. Dietro il caos di un fine settimana c&#8217;\u00e8 un investimento da 147 milioni, un obbligo europeo di interoperabilit\u00e0 e un programma da 18 miliardi per modernizzare l&#8217;intera rete ferroviaria italiana entro il 2035. Quello che nessuno ha spiegato ai passeggeri. Nel fine settimana tra l&#8217;11 e il 13 aprile 2026 la linea Alta Velocit\u00e0 Roma-Firenze si fermer\u00e0 per consentire l&#8217;attivazione dell&#8217;ERTMS sulla tratta Orvieto-Settebagni, ultimo segmento della Direttrice a essere equipaggiato con il nuovo sistema di controllo della circolazione ferroviaria. 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